In questa intervista, l’Ing. Antonio Barone Segretario Generale FEDERDISTAT VVF  fa il punto sulla situazione dei Laureati Vigili del Fuoco.

Come mai la Federdistat appoggia la battaglia del Comitato Laureati Vigili del Fuoco?

La nostra Federazione è giovane e nella prossima contrattazione saremo tra i sindacati rappresentativi del comparto direttivi e dirigenti del Corpo Nazionale. Il comparto direttivi e dirigenti è un comparto costituito al momento di soli laureati in ingegneria ed architettura, medici e ginnici. Con i prossimi decreti attuativi del d.lgs.127/18 il comparto si amplierà di altre lauree ma non dimentichiamoci che entreranno i direttivi speciali, che come titolo di studio hanno il diploma tecnico. Ecco da dove nasce la nostra attenzione al Comitato Laureati Vigili del Fuoco, all’interno del Corpo abbiamo figure laureati che partono da semplici Vigili fino ad arrivare a Capi Reparti.

Quali sono gli altri obiettivi che volete realizzare?

Vorremmo portare avanti i punti della nostra piattaforma rivendicativa preparata con i nostri amici di ANPPE Fernando Cordella  e CISAL Antonio Formisano Vigili del Fuoco. Una delle cose fondamentali è l’introduzione nel ruolo dei direttivi e dirigenti di altre lauree come geologi, biologi, chimici, fisici e giurisprudenza in ottemperanza alle normative europee con considerevole aumento dei laureati medici, informatici e economia e commercio. Un altro nostro obiettivo è la costituzione dei Dirigenti Aggiunti alla pari dei Direttivi Speciali istituiti con la legge “riordino”, sanando così una menomazione normativa che ha enormemente demotivato la categoria dei direttivi in questi ultimi anni.

Quindi proponete l'inserimento di altre lauree, alcune anche non tecniche?

Il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco è una istituzione che deve essere composta da diverse figure professionali, da diversi anni diciamo che c’è bisogna di una vera è propria  ingegneria istituzionale, professionisti che lavorano per un solo obiettivo alfine di rilanciare il Corpo ma nello stesso tempo avere le carte in regola per poter essere l’istituzione che possa fronteggiare i cambiamenti climatici che stanno colpendo il nostro pianeta.

Quanti laureati ha il Corpo?

Lo stesso Dipartimento ha fornito le cifre, si parla di circa 2000 laureati, divisi tra personale operativo e personali ex SATI e tra lauree triennali e laurea magistrale. Le lauree sono tecniche, 380 tra ingegneri, architetti e geologi/biologi, ma anche giuridiche, 430 tra economia e giurisprudenza. L’impegno dell’Amministrazione dovrebbe essere quello di “sfruttare” queste 2000  professionisti e quindi  una forte attenzione nei riguardi di questi colleghi laureati.

Quali saranno le vostre prossime azioni?

Seguiamo con attenzione le proposte del Comitato Laureati Vigili del Fuoco e del suo portavoce Maurizio Ulisse e per questo che una delle prime battaglie che faremo in contrattazione sarà quello di batterci per valorizzare tutti i laureati del Corpo, coinvolgendo anche la parte politica affinché nel nuovo riordino ci sia forte attenzione nei riguardi di questi colleghi laureati come c’è stata attenzione per i diplomati tecnici nel passato riordino.