La scomparsa di Michele Radicchi racchiusa tra misteri e omissioni. Che fine hanno fatto le interviste del TG5 sui maltrattamenti alla clinica psichiatrica pisana? Che fine ha fatto la sua denuncia?

La scomparsa di Michele Radicchi racchiusa tra misteri e omissioni. Che fine hanno fatto le interviste del TG5 sui maltrattamenti alla clinica psichiatrica pisana? Che fine ha fatto la sua denuncia?

Tutto rimane sospeso nel vuoto, nell’infinito silenzio o meglio nel mistero. Lo studente di medicina già laureato in informatica umanistica, voleva andare fino in fondo alla verità che aveva sconvolto la sua vita dentro un ricovero ospedaliero. Purtroppo lui è scomparso senza lasciare tracce lo scorso aprile 2012 da Pisa.

Ma ha lasciato due elementi importanti, la sua denuncia circostanziata presenta alla Procura di Pisa e le interviste inedite effettuate dal TG5 sulle vicende, ascoltando testimoni tra i ricoverati e altre persone che potevano dare informazioni preziose sui fatti. Ma in questo caso c’è da chiedersi quale ruolo abbia assunto l’informazione su una cosi delicata vicenda.

Come mai i servizi tele giornalistici svolti su questo tema non sono mai stati mandati in onda contribuendo a far luce alla tanto nascosta verità. Una testata così accreditata e seguita da una larga parte del paese decide di essere presente su una vicenda rimasta oscura, mobilita i suoi giornalisti, i suoi operatori, cerca i testimoni, si informa, riprende e poi?

La mancata messa in onda dei servizi realizzati dai giornalisti del tg5 Giulio De Gennaro e Da Costanza Calabrese lasciano ancora aperta questa vicenda, facendo venire meno la funzione di informazione pubblica che se in un primo momento ha interessato l’emittente della Mediaset,  per altro verso  è divenuta una voragine silenziosa, che lascia un’ombra di mistero sulla complicata vicenda, non potendo infine dare nessuno contributo ne alla verità, ne al ritrovamento di Michele. Perché tutto questo? Nessuno infatti sembra essersi  posto la questione in termini risolutivi, per esplorare, per indagare e capire nei fatti come sono andate le cose in nome della verità.

MICHELE RADICCHI aveva collaborato  con il  nostro Coordinamento etico nazionale per la tutela dei diritti dei disabili e dei loro familiari con testimonianze in tribunale e attività concreta dimostrata dalla sua sensibilità, attenzione e precisione rilevando comportamenti illeciti durante il periodo di ricovero presso la clinica Psichiatrica dell'Azienda Ospedaliera Pisana.

Alla sua dimissione presentò alla Procura di Pisa una minuziosa denuncia contenente elementi su  gravi maltrattamenti e violazioni, rimasta  ad oggi senza alcun esito.

Spontaneamente  il giovane studente aveva partecipato attivamente ad una conferenza organizzata dalle Acli di Pisa l’8 novembre 2008 con a tema, “la legalità violata”, con la presenza di Federico Gelli  vice presidente della Regione Toscana, Francesco Messineo e Aldo De Negri magistrati di Palermo, denunciando la grave situazione che dovevano sopportare i pazienti all’interno del reparto Psichiatrico. Una importante testimonianza che Michele ci lascia in eredità rappresentata dall'agire civile come fondamento essenziale per cambiare la società, quando talvolta è necessario  urlare, denunciare, agire e aiutare chi è rimasto indietro, facendo in modo che le illegalità vengano sempre perseguite.

Michele si era proposto di aiutare tutti coloro che soffrivano di malattie nervose iscrivendosi a medicina per mettersi al servizio di questi poveri malati, evidenziando le sue qualità umane, intellettive e di amore per il prossimo. Aveva testimoniato in un processo che lui giudicava assurdo per difendere  degli innocenti ingiustamente accusati, indagati e processati. Grazie anche al suo impegno abbiamo ottenuto giustizia. E’ quindi importante nell'interesse collettivo, portare a conoscenza l'impegno di Michele, sperando di trovare tracce utili per  trovare indizi risolutivi  per  la verità.

E’ impensabile pensare che nelle pellicole del TG5 sono immortalate  risposte agli interrogativi che gravitano  nel silenzio della scomparsa di Michele e che nessuno ad oggi, che ne abbia il potere e la responsabilità si sia mosso per conoscerle, è impensabile pensare che un telegiornale cosi importante ne abbia fatto un uso diverso, non consegnandolo alla verità.

Facciamo appello alle Autorità competenti affinché approfondiscano questa ingarbugliata vicenda. Facciamo appello al TG5 affinché porti a termine il lavoro intrapreso con sollecitudine sui maltrattamenti ai danni di pazienti ospedalieri,  lavoro che rappresenta quell’efficacia probatoria raccolta in nome di un ragazzo che dopo la denuncia presentata alla Procura di Pisa  è misteriosamente scomparso.

Coordinamento etico nazionale Caregivers - Pisa

Categoria Cronaca
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