Quella delle politiche 2018 è la campagna elettorale più brutta di sempre

Quella delle politiche 2018 è la campagna elettorale più brutta di sempre

La campagna elettorale più brutta di sempre. Esclusi i principali protagonisti, sono in molti a concordare che tale affermazione sia la più adatta per descrivere il dibattito politico che accompagna le politiche 2018.

Confronti tra i candidati non ce ne sono stati, se non a distanza per dimostrare chi fosse più o meno presentabile e più o meno bugiardo. A soffrirne sono stati i programmi. Al di là di qualche promessa riassunta in alcuni slogan, nessuno degli elettori saprà per che cosa darà il proprio voto.

A questo scenario hanno contribuito la legge elettorale - né proporzionale, né maggioritaria - e i principali partiti che, buttando in vacca il dibattito politico, hanno potuto così attirare l'attenzione degli elettori su temi da avanspettacolo, in modo da avere poi le mani libere dopo il voto per fare ciò che riterranno più conveniente ai loro interessi in merito ad alleanze e politiche di governo.

Nei ritagli di tempo avanzati nel cercare di smascherare le fake news, Matteo Renzi si è "scervellato" a snocciolare battute e slogan per promuovere quanto da lui fatto nei tre anni di governo e insultare gli avversari politici: "Scegliete voi se volete mettere la marcia indietro, se volete tornare all’Italietta fatelo .... Se la flat tax è Babbo Natale, il reddito di cittadinanza è la Befana ... I Cinque stelle sono molto presenti nel dibattito soprattutto sui social: le loro promesse sono come i bonifici di Di Maio, revocabili il giorno dopo ..." e via di questo passo.

Quando ha parlato di altro, Renzi lo ha fatto per spiegare la logica del "voto utile" per il Pd, affinché chiunque abbia deciso di votare a sinistra non debba farlo per Liberi e Uguali. Quale sia il progetto di Paese per il Pd, inutile chiederglielo.

Stesso discorso vale per Berlusconi, che fa campagna elettorale come presidente di non si sa che cosa e chiede voti pur non essendo candidato, in seguito alla condanna che lo ha costretto a dimettersi da senatore. Nel caso dell'ex cavaliere, però, c'è da sottolineare che l'aspetto avanspettacolo è più che un paragone.

È il personaggio - irreale nel lifting e nel trucco, impossibilitato quasi a parlare tanto è stato "tirato" - ad essere ormai una maschera di se stesso: Berlusconi che interpreta Berlusconi. Quello che però bisogna riconoscergli è che Berlusconi è assolutamente conscio di questo e fa di tutto per sottolinearlo: battute, gag, dichiarazioni paradossali, in alcuni casi addirittura imbarazzanti tanto sono esagerate: "Mi sveglio molto presto, leggo i giornali e poi mi dedico all'attività fisica. Faccio ginnastica, cammino e corro almeno per quattro, cinque chilometri e finisco con una bella nuotata di mezz’ora. E così mi sento in forma." Neanche si allenasse per le olimpiadi... a più di ottant'anni!

Ed i programmi di Forza Italia? Gli stessi di un quarto di secolo fa... e che importa!

E Salvini e Meloni? Non sono da meno, impegnato il primo a catalogare tutti i fatti di cronaca che riguardino un nero o un non italiano - purché dell'est - per dimostrare che ormai l'Italia è invasa dallo straniero che impedisce ai "locali" di vivere la propria vita, mentre la seconda si dedica anche al difficile compito di dimostrare che lei non è fascista pur non essendo antifascista!

I programmi elettorali? Riassumibili in qualche slogan e, soprattutto, in dateci il voto poi ci pensiamo noi.

Vanno un po' meglio i 5 Stelle, finché il pragmatismo dell'onestà non li distrae dal dover contabilizzare chi sia o non sia più dentro il movimento, chi debba - per tale motivo - usare o non usare il simbolo, dimettersi o non dimettersi dopo il voto. A tutto questo si aggiunge poi l'elenco delle porcate di chi finora ha governato il Paese... ed è oggettivamente lungo e ci vogliono ore. E i programmi? Boh!

Adesso, dopo questa descrizione, c'è da chiedersi, in base all'irrisolto quesito dell'uovo e della gallina, se tale scenario sia la logica conseguenza della stupidità e dell'irresponsabilità degli italiani oppure se gli italiani siano vittime incolpevoli della stupidità e dell'irresponsabilità dei loro politici.

Ma anche questa considerazione è di per sé inutile, perché qualunque sia la risposta, questa è già comunque superata dai fatti, che dimostrano che per gli italiani sia ormai più importante vedere un video di Sgarbi, con i pantaloni tirati giù, che fa finta di cacare seduto su un cesso mentre guarda una foto di Di Maio su uno smartphone (3 milioni di visualizzazioni).

Quale può essere il risultato di tutto ciò? Lo dimostra l'immagine seguente di una schermata di commenti facebook in cui una "intellettuale" è convinta che Berlusconi sia candidato alle politiche 2018 e possa, pertanto, essere eletto.


Intellettuale non è un termine usato a caso. Fabiana Tutino, questo il suo nome, nel suo profilo dice di aver frequentato persino l'Università... delle Orsoline... ma sempre università è.

Pertanto, se la nostra intellettuale che ha o dovrebbe aver studiato non è in grado di sapere per chi vota, come è possibile che lo sappiano gli italiani che intellettuali non sono? Quindi, è vero: quella attuale è la campagna elettorale più brutta di sempre. Ma non solo. Per quanto descritto in precedenza, è anche le meno democratica di sempre... e questo è sicuramente più preoccupante.

Categoria Politica
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