Il "gran rifiuto" di Luigi Di Maio

Il gran rifiuto di Luigi Di Maio

Nel nostro Belpaese vivono, operano e prosperano mestieranti di uno pseudo giornalismo che, al soldo di un qualche editore, si danno da fare per  turlupinare, senza pudore, i loro lettori o ascoltatori.

Ogni occasione è colta al balzo per manipolare la realtà sempre nel rigoroso rispetto delle veline ricevute dall'editore di riferimento.

Potevano mai questi gazzettieri lasciarsi sfuggire quanto accaduto nella convulsa giornata di ieri per commentare a modo loro la fine a gambe all’aria dei vacillanti accordi per l'elezione dei presidenti di Camera e Senato?

Naturalmente no, purché si raggiungessero due chiari obiettivi.

Il primo: distogliere l’attenzione dalle diatribe interne che travagliano l’accrocco di un centrodestra sempre meno coalizione e sempre più “vincoli o sparpagliati”, come avrebbe detto Pappagone.

Il secondo: ricorrere ad ogni mezzuccio per colpevolizzare il M5S, ed in particolare Di Maio, per il naufragio degli accordi.

Per esempio, questo è il titolo che campeggia oggi sulla prima pagina online del quotidiano "Il Giornale.it" diretto da Alessandro Sallusti: "Berlusconi: «M5S tratti con me"». E Di Maio continua a scappare"

In altre parole, secondo Sallusti, pennivendolo con licenza di mistificazione, se i già malfermi accordi sulla nomina dei presidenti di Camera e Senato sono finiti a carte quarantotto, la colpa sarebbe del "gran rifiuto" che Di Maio ha opposto alla pretestuosa richiesta di Berlusconi di incontrarlo per trattare lui le candidature.

E qui vale la pena di fare alcune considerazioni.

Innanzitutto, dai numerosi vertici susseguitisi a Palazzo Grazioli, tra Berlusconi, Salvini e Meloni, era emerso con chiarezza che delegato a trattare con le altre forze politiche fosse solo Matteo Salvini in quanto leader e candidato premier del centrodestra.

Perché, quindi, ed a che titolo oggi Silvio Berlusconi, pur se indiscusso boss di FI, ma sempre e solo privato cittadino senza alcuna investitura formale, pretenderebbe di trattare lui in prima persona le candidature alla presidenza di Camera e Senato? Non si fida più, forse, di Salvini ed intende scaricarlo? Come mai Salvini non reagisce a questo tentativo di prevaricazione che, tra l'altro, lo screditerebbe sulla scena politica?

Interrogativi non trascurabili in questa delicata fase della vita politica che, però, Sallusti ed Il Giornale.it fingono di non vedere per non contrariare il loro magnate.

Così come Il Giornale.it incolpa Di Maio di "scappare" senza spiegare da cosa ed il perché scapperebbe.

Ora, che Berlusconi ami circondarsi di decine di signorsì , sempre pronti ad accorrere come fedeli cagnolini ad ogni richiamo del padrone, è un dato di fatto che Sallusti di certo conosce per pratica personale.

Cosa, però, autorizzerebbe Berlusconi a convocare d'imperio per un incontro il leader del M5S, votato dagli elettori come prima forza politica, che certamente, non può essere annoverato tra i signorsì della corte di Palazzo Grazioli?

Perché mai Di Maio, dopo aver mantenuti per giorni i rapporti con Salvini, che il centrodestra ha indicato come suo leader, dovrebbe oggi confrontarsi con un interlocutore diverso, solo perché nel centrodestra permangono incertezze di ruoli?

Suvvia! Che il cittadino Berlusconi, pregiudicato e non più senatore, sia stato accolto al Nazareno dal segretario del PD, Matteo Renzi, per concertare accordi ancora oggi indecifrabili, costituisce solo un pessimo e malfido precedente, per cui deve essere respinto con sdegno ogni maldestro tentativo berlusconiano di riprodurre un nuovo Nazareno.

Categoria Politica
Attendere...