Si svolgerà Palermo il prossimo martedì 12 gennaio, alle 16.00, presso il Centro Sociale ExKarcere, un incontro pubblico, dedicato al contrasto della possibile installazione in Sicilia, di depositi di scorie radioattive. L’evento è organizzato da varie associazioni: Ecologia Politica – Palermo, WWF Sicilia Nord occidentale, A Sud Sicilia, Azzizart, Plasticfree (Palermo), Si Resti Arrinesci, Mai depositi radioattivi Trapani, Mai depositi radioattivi Madonie, Palma Nana, Ecomuseo Mare Memoria Viva, Comitato salviamo l'Oreto, Comitato Cittadino Vulcania Ambiente, Aps Amuní Calatafimi, Antudo.

Una nutrita lista di associazioni e di comitati, ha raccolto in maniera unanime le moltissime proteste, scaturite dalla recente individuazione, in Sicilia, di alcuni siti da adibire a depositi di scorie radioattive, da parte della SOGIN (Società Gestione Impianti Nucleari), società responsabile dello smantellamento degli impianti nucleari italiani e della gestione e messa in sicurezza dei rifiuti radioattivi prodotti dalle attività industriali, di ricerca e di medicina nucleare.

Risale a pochi giorni fa, infatti, l’autorizzazione alla SOGIN, da parte del ministero dello Sviluppo Economico e del ministero dell’Ambiente, alla pubblicazione della Cnapi (Carta nazionale delle aree potenzialmente idonee per lo smaltimento delle scorie nucleari), nella quale sono individuati 67 siti in 7 regioni italiane che presenterebbero caratteristiche favorevoli alla costruzione del Deposito Nazionale di rifiuti radioattivi.

Il deposito nazionale e il parco tecnologico saranno costruiti in un’area di circa 150 ettari, di cui 110 dedicati al deposito e 40 al Parco. Degna di nota, a proposito l’osservazione dell’associazione Ecologia Politica – Palermo:

“Curioso l’uso della parola ‘parco’ accostato ai rifiuti nucleari, quasi a renderlo desiderabile”.

Nel Deposito Nazionale, la SOGIN prevede di sistemare in via definitiva e in sicurezza circa 78.000 m3 di rifiuti radioattivi a bassa e media attività, la cui radioattività decade a valori trascurabili nell’arco di 300 anni. Di questi rifiuti, circa 50.000 m3 derivano dall’esercizio e dallo smantellamento degli impianti nucleari per la produzione di energia elettrica e circa 28.000 m3 dai settori della ricerca, della medicina nucleare e dell’industria. Ma circa 33.000 m3 di rifiuti sono già stati prodotti, mentre i restanti 45.000 m3 si prevede che verranno prodotti nei prossimi 50 anni.

“Se il mondo, le necessità, la logica vanno da una parte, il modello di sviluppo italiano tira dritto per la sua strada, prevedendo un incremento notevole della produzione di scorie” - fa notare l’associazione Ecologia Politica – Palermo, nella pagina Facebook dedicata all’evento di giorno 12 gennaio.

Il Deposito Nazionale ospiterà anche il complesso per lo stoccaggio temporaneo di lungo periodo (50 anni) di circa 16.600 m3 di rifiuti ad alta attività, derivanti dallo smantellamento delle installazioni nucleari e dalle attività medicali, industriali e di ricerca. Saranno custoditi, inoltre, circa 400 m3 di residui del riprocessamento del combustibile (separazione di materiale riutilizzabile dal rifiuto) effettuato all’estero e del combustibile non riprocessabile.

In Sicilia sono state individuate quattro aree che comprendono i comuni di Trapani, Calatafimi-Segesta, Castellana Sicula, Petralia Sottana e Butera. Le associazioni che organizzano il meeting di giorno 12, hanno manifestato, sin dall’inizio diverse perplessità, in merito alla selezione di tali aeree. Fra tali perplessità, emerge in particolare, il mancato rispetto delle linee guida dell’ISPRA (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale), emanate nel 2014.

Per la localizzazione di un impianto di smaltimento superficiale di rifiuti radioattivi a bassa e media attività, le linee guida dell’ISPRA raccomandano di seguire alcuni criteri: scelta di luoghi poco abitati, con una sismicità modesta, senza vulcani né rischi di frane e alluvioni; non a quote troppo elevate (non oltre i 700 metri sul livello del mare), non su pendenze eccessive, non troppo vicine al mare; abbastanza vicine ad autostrade e ferrovie per poter essere raggiunte comodamente dai carichi di materiale da stoccarvi; lontane da zone legate a produzioni agricole di particolare qualità e tipicità e luoghi di interesse archeologico e storico, lontani da aree naturali protette.

“Se volessimo guardare anche solo a due dei Comuni scelti: Petralia Sottana e Castellana Sicula, che si trovano nel complesso montuoso delle Madonie, simbolo di paesaggio incontaminato, ricco di biodiversità, di flora e fauna endemiche del territorio, otteniamo la scarsa misura con la quale è stata effettuata una scelta di tale portata. Eppure eccole che spuntano sulla lista dei siti da adibire a depositi di scorie nucleari.” - Evidenzia l’associazione Ecologia Politica – Palermo.

“Questa notizia ci pone davanti a una necessità, quella di mobilitarci immediatamente contro questo deposito nel nostro territorio, ma anche contro un sistema che continua a portare avanti un modello di sviluppo che crea nocività per poi imporre soluzioni altrettanto devastanti. Un sistema che continua a produrre nocività che nessuno vuole, che le comunità rifiutano: il nucleare, il fossile, rappresentano il passato, un passato che ha devastato il pianeta, adesso è il momento di imporre nuovi modelli di sviluppo, nuovi modi di produzione, di vivere. Con questa Carta ci è stato sferrato un attacco. Invitiamo tutte e tutti alla mobilitazione, per non condannare la nostra terra a 300 anni di scorie radioattive e per chiudere una volta per tutte con il nucleare” – la chiosa finale di Ecologia Politica – Palermo.

Molto incisiva anche l’osservazione di Marcella Giormetti, Biologa ed attivista ambientale: “Mi auguro che la gente prenda coscienza e partecipi all’iniziativa, sperando che si svegli da questo stato di torpore intellettuale, dato che, purtroppo, ne sappiamo ancora troppo poco di nucleare e non possiamo accollarci di conseguenza decisioni prese dall'alto, con troppa leggerezza. La tutela della biodiversità, soprattutto, si realizza anche nel manifestare attivamente, contro le decisioni che potrebbero metterla a repentaglio”.


Chiunque volesse partecipare all’incontro, aperto al pubblico, può recarsi al Centro Sociale ExKarcere, a Palermo in Via San Basilio n. 17, nella giornata del 12 gennaio alle 16.00. L’evento verrà svolto nel pieno rispetto delle norme di sicurezza anti Covid, usufruendo di un atrio ampio, mantenendo il distanziamento sociale e con l’uso di mascherine.

Per aderire all’iniziativa è possibile inviare un’e-mail all’indirizzo di posta elettronica: [email protected]

Nicola Scardina