Arzano, SOS camorra & politica: in Antimafia un nuovo dossier sul comune di Arzano

Arzano, SOS camorra & politica: in Antimafia un nuovo dossier sul comune di Arzano

Carte che scottano, equilibri sottili e figure di insospettabili a corollario di un sistema ben rodato dentro e fuori dalla politica. Una fitta rete di faccendieri, spioni, politici e professionisti che avrebbe addirittura nelle proprie mani la possibilità di gestire alcuni settori specifici della casa comunale tanto da condizionarne le attività.

Un incartamento voluminoso che parlerebbe (il condizionale è d’obbligo) di plagi, di avvertimenti, di scontri e di una “penetrazione” invasiva e violenta della politica “collusa” e di un clan locale che incuterebbe paura e timore.

Uno dei vulnus sarebbe rappresentato dall’edilizia con soggetti che, seppur colpiti da provvedimenti giudiziari, garantirebbero interessi occulti. E per farsi trascinare dall’adrenalina, basta farsi un giro sull’Albo pretorio del Comune per capire cosa c’è o cosa manca.

Un sistema, così come sarebbe stato rappresentato nell'ultimo voluminoso incartamento presentato al Ministero dell'Interno,  come spesso accade, fatto in “copia e incolla” dalle relazioni semestrali della DiA.

Ad Arzano la camorra si è evoluta forte dei suoi appoggi nemmeno tanto velati e di un sottobosco fatto dai nuovi colletti bianchi e dai “pupari” ben noti che nell’ombra intessono rapporti e affari. Pupari che, parafrasando il poeta Boito con “Questa è la vita!”, avrebbero messo le mani su aree molto vaste. 

L’ultimo stadio evolutivo è quello “simbiotico”, in quanto l’organizzazione (non solo quella criminale – malavitosa) si sta sciogliendo praticamente nel tessuto economico e imprenditoriale del territorio dando vita, soprattutto attraverso partecipazioni societarie, ad imprese che forniscono prodotti legali con modalità spesso solo apparentemente legali, e per tal motivo non potendo fare a meno di incorporare quel potenziale di violenza, intimidazione, corruzione che accompagna il “patto del silenzio”. L’imprenditoria che origina dai capitali illeciti sembra aver costituito l’indotto dell’imprenditoria criminale e al pari dell’indotto dell’industria lecita.

Antonino Riccardi

Categoria Cronaca
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