Si allarga il fronte degli oppositori al decreto Zan. In prima linea non ci sono solo i classici detrattori che avversano una legge che considerano liberticida, come la destra nazionale e la Segretaria di Stato vaticano, ma ultimamente si sono aggiunti anche gruppi di femministe profondamente spaventate dalle conseguenze di questa legge.

La preoccupazione è che alle porte ci sia il rischio di un vero e proprio sdoganamento dell’utero in affitto, della maternità surrogata, della riduzione della donna e mero oggetto del desiderio per coppie gay. E le donne, che hanno sempre lottato per liberarsi dalla mercificazione femminile, adesso rischiano di vedersi mercificate da una legge che le trasformerebbe in "fabbriche" di bambini da vendere come se fossero prodotti esposti in un supermercato.

La critica punta anche il dito sulla definizione di identità di genere. Pochi sanno cosa sia, ma molti hanno già capito che qualcosa non torna. Un omosessuale, per esempio, pur essendo uomo potrà dichiararsi donna e quindi potrà svolgere competizioni femminili, entrare nei bagni femminili, accedere alle quote rose e così su molte altre questioni. Già adesso, in certi Paesi del mondo come gli Usa, i detenuti gay hanno chiesto di essere trasferiti in carceri femminili perché si sentono donne. E le detenute gay hanno chiesto di essere trasferite in carceri maschili perché si sentono uomini. Cosa che potrebbe succedere pure in Italia in caso passasse la ddl Zan. Un caos pazzesco. Creato da chi vorrebbe mettere ordine e invece genera solo disordine.

Gli effetti della battaglia ideologica della legge Zan sarebbe il rinnegamento dei diritti che le donne hanno conquistato in anni di battaglia. Un’idea che comincia a farsi strada anche nel mondo femminista. Con la legge Zan le donne non saranno più donne: saranno solo individui di genere che partorisco e hanno le mestruazioni. Per non parlare della delirante idea avanzata da qualcuno secondo cui non si dovrebbe nemmeno più dividere il mondo in maschi e femmine, ma in eterosessuali, omosessuali, bisessuali e transessuali.

Uno scempio che anche le femministe vorrebbero bloccare. Già adesso chi dice che una donna è un adulto umano di sesso femminile viene violentemente messo a tacere, come è capitato a molte femministe, tra cui J.K. Rowling, l’autrice di Harry Potter, perseguitata per essersi detta donna e aver rifiutato la definizione di “persona che mestrua”. Questi sono i fatti. Questo è il sonno della ragione che genera mostri. Lo hanno capito pure le femministe. Tranne quelli che si definiscono mentalmente aperti e accusano altri di essere dei retrogradi.