L'Emilia del terremoto dopo il modello Errani svelata da il Fatto Quotidiano

L'Emilia del terremoto dopo il modello Errani svelata da il Fatto Quotidiano

Alla fine di maggio del 2012, due scosse di terremoto sconvolsero una porzione dell'Emilia  causando danni ingentissimi in molti comuni, in un'area compresa tra le province di Reggio Emilia, Modena, Bologna, Ferrara, Rovigo e Mantonva.

Dopo quattro anni da quell'evento, il 24 agosto un nuovo sisma  ha sconvolto una porzione molto più piccola di territorio, causando però altrettanti danni sia in termini di vittime che di patrimonio urbanistico.

Per far fronte a quanto accaduto, il presidente del Consiglio Renzi ha nominato come commissario alla ricostruzione Vasco Errani che, però, non ha alcun tipo di legame con le località a cavallo tra Marche ed Umbria, dove il terremoto ha colpito.

Allora perché scegliere lui? I maligni o i bene informati, dipende dal punto di vista, dicono che la scelta di Errani sia stata dettata dalla necessità esclusivamente politica di avvicinare la minoranza dem alla maggioranza renziana, perché l'ex presidente della regione Emili è uomo di Bersani. Il referendum costituzionale incombe e Renzi deve avere dalla propria parte il maggior sostegno possibile.

Ufficialmente, Renzi ha detto di aver scelto Errani per l'eccezionale lavoro che avrebbe fatto per la ricostruzione delle zone terremotate in Emilia, parlando per l'appunto di modello Emilia!

La Lega, tramite la voce del suo segretario Matteo Salvini, aveva obiettato che dell'Emilia post terremoto si poteva dire di tutto, ma non che la ricostruzione fosse avvenuta... anzi, piuttosto il contrario.

Il Fatto Quotidiano, ha mandato un cronista per visitare alcuni dei centri più colpiti dal sisma, San Felice sul Panaro, Finale Emilia e Mirandola, per vedere come stesse realmente andando la ricostruzione dei centri abitati.

Dopo quattro anni, in quelle località, il centro inteso come agglomerato di persone che si ritrovano per andare in Comune, in chiesa e nei negozi non esiste più. Le abitazioni non sono ancora ristrutturate. Le chiese e i comuni sono chiusi. I pochi negozi che hanno riaperto stanno pensando di chiudere ed, eventualmente, riaprire in altre zone, perché nei centri storici non abita più nessuno e, soprattutto, non viene più nessuno.

Vasco Errani non ci sta e risponde alle critiche dicendo di non essere il mago Zurlì (sic!) e, pertanto, di non poter garantire la ricostruzione da un giorno all'altro. Ma dopo quattro anni di modello Emilia nessuno ancora conosce la data in cui tutto potrà tornare alla normalità e se ciò potrà mai accadere.

Monica Maggiolini
nella categoria Cronaca
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