In occasione della Giornata Mondiale dell'acqua l'Unicef ci ricorda che l'acqua è sotto attacco

In occasione della Giornata Mondiale dell'acqua l'Unicef ci ricorda che l'acqua è sotto attacco

L'acqua è un bene primario, anche se politica e istituzioni spesso sembrano non ricordarlo. L'odierno appuntamento, rappresentato dalla Giornata Mondiale dell'Acqua, dovrebbe servire a questo scopo. Ma anche chi, come noi, può accedere all'acqua aprendo semplicemente un rubinetto finisce per non comprendere appieno l'importanza di poter disporre di fonti di acqua sicura in modo diretto e praticamente illimitato.

Ce lo ricorda però l'Unicef nel rapporto "Water Under Fire" (Acqua sotto attacco) in cui mostra i tassi di mortalità in 16 paesi durante conflitti prolungati, dove i bambini sotto i 5 anni hanno probabilità 20 volte maggiori di morire più per malattie legate alla diarrea dovuta alla mancanza di accesso ad acqua pulita e a servizi igienico-sanitari sicuri che per violenza diretta.

Senza acqua, sono prima di tutti i bambini a non poter sopravvivere. Senza acqua sicura e servizi igienico sanitari efficaci, i bambini sono a rischio di malnutrizione e malattie prevenibili, fra cui diarrea, tifo, colera e polio.

Secondo gli ultimi dati, nel mondo 2,1 miliardi di persone non hanno accesso ad acqua sicura e 4,5 miliardi di persone non usano servizi igienico-sanitari sicuri.

Le ragazze sono particolarmente colpite: sono vulnerabili a violenza sessuale mentre raccolgono acqua o si apprestano ad utilizzare le latrine. Devono fare i conti con la loro dignità mentre si lavano e curano l'igiene mestruale. Non vanno a scuola durante il periodo mestruale se le scuole non hanno acqua e strutture igieniche adatte.

Queste minacce sono acuite durante i conflitti quando attacchi indiscriminati distruggono infrastrutture, feriscono personale e tagliano l'energia che consente di ricevere acqua e utilizzare i sistemi igienico sanitari. I conflitti armati limitano anche l'accesso alle attrezzature di riparazione essenziali e ai materiali di consumo come carburante o cloro – che possono essere esauriti, razionati, dirottati o bloccati alla distribuzione. Fin troppo spesso i servizi essenziali vengono deliberatamente negati.

Secondo Henrietta Fore, Direttore generale Unicef, "le probabilità già sono contro i bambini che vivono conflitti prolungati, perché molti di loro non possono raggiungere fonti di acqua sicura. La realtà è che ci sono più bambini che muoiono per la mancanza di accesso ad acqua sicura che per proiettili. Attacchi deliberati su strutture idriche e igienico sanitarie sono attacchi contro bambini vulnerabili. L'acqua è un diritto di base. È una necessità per la vita."

Nel rapporto redatto dall'Unicef, si calcolano i tassi di mortalità in 16 paesi con conflitti prolungati: Afghanistan, Burkina Faso, Camerun, Repubblica Centrafricana, Ciad, Repubblica Democratica del Congo, Etiopia, Iraq, Libia, Mali, Myanmar, Somalia, Sud Sudan, Sudan, Siria e Yemen.

In tutti questi paesi, ad eccezione di Libia, Iraq e Siria, i bambini di 15 anni e più giovani hanno più probabilità di morire per malattie legate all'acqua rispetto che a causa di violenze collettive. In Siria e Libia, inoltre, i bambini sotto i 5 anni hanno possibilità 20 volte maggiori di morire per malattie diarroiche legate ad acqua e servizi igienico sanitari non sicuri rispetto che a violenze collettive.

Categoria Esteri
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