Per alcuni molte parti delle Sacre Scritture non sono altro che un copia-incolla della letteratura Assira, Babilonese ed Egiziana scritta almeno 2000 anni prima. Affermano, ad esempio, che il primo libro della Bibbia, Genesi, è la copia di altri libri mitici che parlano della creazione. Ma è così? Come raccontano la creazione gli uni e l’altro? Soprattutto quando furono scritti i vari racconti della creazione prima o dopo il libro di Genesi?

Enuma Elish” o Poema della creazione veniva recitato il quarto giorno del capodanno di Babele, come inno di propiziazione. Il titolo del poema è dato dalle sue parole iniziali, enuma elish, appunto.

L‘urigallu, il gran sacerdote, lo declamava davanti alla statua di Marduk (Baal), verso sera.  Lo scopo dell‘inno era pertanto celebrativo della capacità di Marduk come ordinatore del cosmo, capacità che gli ha permesso di salire da un secondo rango di divinità fino ad essere di diritto il capo del Pantheon.


Nell‘antica Babilonia c‘erano vari racconti della creazione

La Bibbia ha copiato da questi racconti?

P. J. Wiseman fa rilevare in un suo libro che, quando furono scoperte le tavolette babilonesi sull‘epopea della creazione, alcuni studiosi si aspettavano che nuovi studi e scoperte avrebbero dimostrato le analogie fra queste e il racconto della creazione contenuto in Genesi.                   

Alcuni pensavano che si sarebbe visto chiaramente come il racconto di Genesi era un‘imitazione di quelli. Però nuovi studi e scoperte non hanno fatto altro che evidenziare l‘abisso che li separa e che non sono affatto simili fra loro. Wiseman cita uno studio sulle leggende babilonesi della creazione e sulla lotta fra Bel e il dragone, edito dai curatori del British Museum (The Babylonian Legends of the Creation and the Fight between Bel and the Dragon), secondo cui i concetti fondamentali dei documenti babilonesi ed ebraici sono essenzialmente diversi.                         

Non è quindi necessario fare una minuziosa analisi comparata dei due testi.  Tuttavia, esaminando apparenti somiglianze e differenze (ad esempio nell‘ordine degli avvenimenti) fra questi documenti, George A. Barton osserva: “Una differenza più importante si nota nelle due concezioni religiose …”Archaeology and the Bible, 1949, pp. 297, 298.   

Riguardo agli antichi miti della creazione in generale, è stato detto: “Finora non è stato trovato nessun mito che si riferisca esplicitamente alla creazione dell‘universo…e quelli che ne parlano sono… in netto contrasto col monoteismo ebraico di Genesi 1:2.” New Bible Dictionary, a cura di J. D. Douglas, 1985, p. 247. Quindi poca o nessuna somiglianza.

Siccome per alcuni la letteratura Assira, Babilonese ed Egiziana è stata scritta almeno 2000 anni prima della Sacra Scrittura, anche altre parti della Bibbia sarebbero state copiate da questa. Non possiamo esaminare e confrontare l‘intera Bibbia con tutta la letteratura di questi popoli, ma una cosa la possiamo fare, vedere eventualmente chi ha copiato chi. Lo si può fare in un solo modo, cercando di stabilire cosa è stato scritto prima.

Tutti concordano nel far risalire gli scritti di Mosè intorno al 1500 avanti la nostra era volgare,(A.C.) circa 3500 anni fa, ma da dove prese Mosè le informazioni incluse in Genesi visto che queste si riferiscono  ad avvenimenti accaduti prima della sua nascita?

Per chi crede è ovvio che qualcuno, Mosè o altri prima di lui, dovette ricevere per rivelazione divina le informazioni relative agli avvenimenti precedenti la creazione dell‘uomo. (Genesi 1:1-27; 2:7, 8) Oppure queste e altre informazioni potevano essere state tramandate a Mosè per tradizione orale. Data la longevità degli uomini dell‘epoca, sarebbero stati sufficienti solo cinque anelli umani (Metusela, Sem, Isacco, Levi e Amram ) per tramandare le informazioni da Adamo a Mosè.

Una terza possibilità è che Mosè abbia ottenuto gran parte delle informazioni contenute in Genesi da documenti o scritti già esistenti. Fin dal XVIII secolo, lo studioso olandese Campegius Vitringa si era fatto quest‘idea basando la sua conclusione sull’espressione ebraica tohledhòhth, reso” storie” o “origini” (Genesi 2:4; 5:1; 6:9; 10:1; 11:10, 27; 25:12, 19; 36:1, 9; 37:2)  la versione  tedesca Elberfelder, la francese Crampon e la spagnola Bover-Cantera usano tutte il termine “storia”.

Non c‘è dubbio che, come se ne interessano oggi, sin dall‘inizio gli uomini s‘interessarono di avere un‘accurata documentazione storica. Per queste ragioni, Vitringa e altri dopo di lui hanno ritenuto che ogni volta che ricorre in Genesi tohledhòhth si riferisca a un preesistente documento storico in forma scritta di cui Mosè era in possesso e su cui basò la maggior parte delle informazioni riportate in Genesi.

Suppongono che i personaggi che hanno diretta relazione con queste “storie‘ (Adamo, Noè, i figli di Noè, Sem, Tera, Ismaele, Isacco, Esaù e Giacobbe) fossero gli scrittori o gli originali possessori di quei documenti scritti, quindi molto prima del 1500 a.e.v. anno della composizione della Genesi e anche prima delle civiltà sumera e babilonese che vengono fatte risalire intorno al 2000 a.e.v. Abramo visse intorno al 2018 a.e.v. Ismaele suo figlio nacque intorno al 1932, Adamo, Noè e i suoi figli ancora prima.

È possibilissimo che l‘espressione “questa è la storia di” sia semplicemente una frase introduttiva che ha lo scopo di suddividere opportunamente le varie parti della lunga storia complessiva. Questo naturalmente non spiega come Mosè fosse venuto in possesso di tutti quei documenti. Si ammette che è dunque impossibile arrivare a una conclusione precisa circa la fonte immediata da cui Mosè ebbe le informazioni che mise per iscritto. Anziché mediante uno solo dei modi summenzionati, le informazioni possono essere state ottenute in tutti e tre i modi: alcune per rivelazione diretta, altre per trasmissione orale, altre ancora da documenti scritti. Chi crede ritiene che Dio guidò il profeta Mosè, il quale scrisse quindi per ispirazione divina. — 2Pietro 1:21.

Genesi è l‘unica fonte nota all‘uomo che fornisca la storia logica e coerente degli avvenimenti sin dal principio. Senza la sua realistica descrizione di ciò che accadde al primo uomo e alla prima donna, ci rimarrebbero solo i racconti fantastici o le spiegazioni allegoriche dell‘origine dell‘uomo che si trovano nelle leggende pagane della creazione. Confrontando il libro di Genesi con le queste storie, si ha la chiara dimostrazione della superiorità della Bibbia.

Per esempio: secondo un noto mito babilonese il dio Marduk, principale dio di Babilonia, uccise la dea Tiamat, poi ne prese il corpo esanime e lo spaccò in due come un bivalve, due parti di una conchiglia, ne alzò una metà e formò il cielo. Così vennero all‘esistenza la terra e il cielo. In quanto alla creazione della vita umana, lo stesso mito afferma che gli dèi afferrarono il dio Kingu e gli fecero scontare la sua colpa e recisero i suoi (vasi) sanguigni. Col suo sangue formarono il genere umano‖. (Ancient Near Eastern Texts, a cura di J. B. Pritchard, 1974, pp. 67, 68)               

Anche i miti egiziani della creazione riguardano le attività di parecchi dèi, e non sono concordi nell‘indicare di quale città fosse il dio (se di Menfi o di Tebe) che concepì la creazione.

Secondo un mito egiziano il dio-sole Ra creò con le 89 sue lacrime il genere umano. I miti greci sono simili a quelli babilonesi. E gli antichi testi cinesi sono in gran parte calendari e calcoli cronologici o documenti d‘interesse locale o temporaneo.

Nessuno di questi documenti antichi ci provvede la storia, la genealogia e la cronologia che troviamo nel libro di Genesi. In genere gli scritti delle nazioni dell‘antichità sono incerti e confusi su chi furono i loro fondatori. Ben diversi sono l‘esattezza e i particolari con cui è presentata l‘antica storia d‘Israele.                                                                             

In base a quanto sopra quindi si può dedurre che non fu la Bibbia ad essere copiata dagli antichi libri della letteratura Assira, Babilonese ed Egiziana ma, visto che alcune sue parti sono precedenti, caso mai è avvenuto il contrario. “Copiando” alcune parti delle Sacre Scritture, le civiltà Assira, Babilonese, Egiziana e tutte le altre hanno sviluppato i loro poemi e loro leggende sulla creazione.


Come si può affermare questo?

Visto che si parla di migliaia d’anni fa e nessuno era lì, Accettare l’una o l’altra versione è una questione di fede. Prima di scandalizzarci dall’uso di questo termine definito dai vari vocabolari Credenza piena che si fonda sull’autorità altrui più che su prove, vediamo come la definisce la Bibbia. In Ebrei 11:1 leggiamo che la fede: “è… l’evidente dimostrazione di realtà benché non vedute”. (Ebrei 11:1)                                                      “Fede” è la traduzione del termine greco pìstis, che rende principalmente l’idea di fiducia, ferma persuasione. Il sostantivo greco èlegchos, tradotto “evidente dimostrazione”, dà l’idea di produrre prove che dimostrino qualcosa.

Estendendo questo al nostro ragionamento possiamo concludere che: esaminando le “prove”, le “evidenti dimostrazioni” di documenti antichi, accetteremo quelle che ci convincono di più riguardo a chi ha copiato chi. E quali prove, quali evidenti dimostrazioni ci sono che la Bibbia non è un semplice libro, ma qualche cosa di più e cioè quello che essa stessa afferma di essere “la parola di Dio”? (2 Tiomoteo 3:16,17)                                   

Se ci prendiamo la briga di esaminarla troveremo le prove. Abbiamo già visto riguardo all’inizio, che è accurata dal punto di vista storico, ma ci sono altre evidenze della sua storicità oltre all’inizio della creazione e dell’umanità. Pur non essendo un libro scientifico è accurata anche quando parla di argomenti scientifici, inoltre è un libro profetico.

Quindi, dopo aver confrontato le varie prove, sarà la nostra ragione a farci concludere se è stato scritto prima il libro biblico della Genesi o i vari poemi e leggende.