Archeologia e fashion, il caso Rinascente può essere la storia di un connubio possibile?

Archeologia e fashion, il caso Rinascente può essere la storia di un connubio possibile?

Negli ultimi giorni, a Roma, ha destato clamore l'inaugurazione del nuovissimo fashion store La Rinascente in Via del Tritone a causa del ritrovamento di un tratto dell'Acquedotto Vergine d'epoca romana e della sua presenza al livello -1 del grande magazzino dove può essere visitato dai clienti e dagli avventori, unendo, in un connubio praticamente inedito per la nostra città, archeologia e moda.

Questa porzione di acquedotto rappresenta soltanto una parte degli importanti ed estesi ritrovamenti archeologici che si sono succeduti nell'area al momento degli scavi per il consolidamento delle fondamenta del palazzo ed è un importante testimone di quella "stratificazione" edilizia che caratterizza molti monumenti romani. Infatti, in situ, è possibile ammirare l'"opus reticulatum" originale del I secolo a.C., oltre ad altre porzioni di muro che si addossarono all'acquedotto in epoca medievale e tardo rinascimentale.

Ma soprattutto la sua presenza all'interno di un grande magazzino offre l'opportunità di ripensare il reperto archeologico non più come un "rudere" isolato fine a se stesso ma come un elemento che possa aggiungere classe e valore ad un ambiente tipicamente moderno, purché sia gestito sobriamente e con la dovuta attenzione.

In attesa di vedere quali saranno gli sviluppi nel merito, vi pongo una domanda: voi cosa ne pensate?

 

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Categoria Cronaca
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