Il Governo contro tutti inizia la guerra anche contro i mercati

Il Governo contro tutti inizia la guerra anche contro i mercati

La manovra? non piace né a Confindustria, né ai sindacati. Il problema? La mancanza di investimenti o, se si vuole, l'aver dimenticato di spiegare quali esattamente siano... nessuno lo ha capito. Se mancano gli investimenti, per entrambe le associazioni, manca lavoro e sviluppo. Questa, in sintesi, la critica principale avanzata nei confronti dei contenuti della legge di bilancio 2019.

I sindacati Cisl, Cgil e Uil si riuniranno questo lunedì per riassumere in un'unica posizione un giudizio condiviso sulla manovra, comunque non positivo.

Per Susanna Camusso, segretario generale Cgil, "il Def non ci piace. E credo molto probabile che arriveranno forme di mobilitazione. Vengono sbandierati provvedimenti, che poi valuteremo nel merito, rispetto al cambiamento della legge Fornero. Mi pare esserci poca attenzione ai giovani e donne. Si guarda solo a chi è vicinissimo alla pensione. Non s'intende ridisegnare un nuovo sistema. Molto si parla di reddito di cittadinanza, ma non si dice che una manovra fiscalmente così sbagliata porterà a tagli nel servizio sanitario nazionale. Va bene una politica che dia una mano ai redditi più bassi, a chi è in difficoltà, ma qui non vediamo gli investimenti e non vediamo il lavoro."

Ma dei giudizi sulla manovra, il Governo non si cura... e non solo dei giudizi provenienti dal Paese, ma anche di quelli provenienti dall'estero: Unione europea e mercati finanziari.

In proposito, queste le dichiarazioni di Di Maio rilasciate in un'intervista al Corriere della Sera:

Non teme neanche che i grandi fondi non comprino i Btp se Moody's e Standard&Poor's declasseranno il debito italiano?«Non so se avverrà, non ho notizie. I fondi non comprano se i titoli diventano spazzatura e noi non siamo a quel punto. Il declassamento c'è stato anche con Letta e Renzi e non dipende dalla manovra che fai, ma dall'andamento generale del Paese».

Ha messo in conto i miliardi di interessi in più sul debito e il rischio di una recessione innescata dallo spread? «Ho letto che dovevamo arrivare a 400 lunedì dopo aver approvato il deficit al 2,4%, ma non è avvenuto. Quando hanno visto che lo spread restava sotto quota 300 hanno cominciato a sparare a pallettoni contro l'Italia. Gli è andata male. Da quando questo governo è iniziato lo spread è passato da 120 a 250 e si è sempre mosso tra 250 e 300».


E secondo Di Maio, lo spread che è aumentato tra i 100 e i 150 punti sarebbe qualcosa di cui non preoccuparsi! All'apertura dei mercati, questo lunedì, il rendimento del Btp a 10 anni è salito al 3,50%, un livello che non veniva raggiunto dal gennaio del 2014, con lo spread verso quota 300.

Ma a Di Maio qualcuno ha spiegato che i fidi alle aziende e i mutui alle famiglie, e più in generale il costo del denaro, sono influenzati anche dall'andamento dei nostri titoli sul debito?

Finora, in base alle dichiarazioni da lui rilasciate, non pare averlo capito e non pare comprendere che l'Italia se può supportare una guerra dialettica con Bruxelles, non può sopportare uno scontro frontale con i mercati finanziari, al di là di come andranno le elezioni europee che, oltretutto, si svolgeranno tra otto mesi.

C'è qualcuno che è in grado di far comprendere tale semplice evidenza ai rappresentanti del cambiamento?

Categoria Economia
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