Pantani: l'ultima salita

Pantani: l'ultima salita

 

Corri più veloce del vento
il vento non ti prenderà mai
corri ancora adesso lo sento
sta soffiando sopra gli anni tuoi.

Sono passati 14 anni da quel maledetto giorno, 14 lunghissimi anni in attesa di una verità mai svelata.

Un campione vero, forgiato dalle sue stesse mani. Marco Pantani scopre fin da ragazzino la passione per la bicicletta. Grazie alle sue doti atletiche e alla sua determinazione comincia a vincere, diventando famoso in tutto il mondo come "il pirata" per la sua bandana, l'orecchino, il pizzo tinto di giallo. Nel giugno del 1999 gli viene riscontrato un livello di ematocrito superiore a quello concesso dai regolamenti internazionali. Pantani sprofonda nella depressione.

A braccia alzate verso il cielo
nella notte te ne andrai
e a pugni chiusi sulla vita
la tua vita graffierai.

Da quel momento il " Pirata" sembra spento, uno come lui, audace, sportivo   vero, tradito da qualcuno, tradito dallo sport. Si riversa in se stesso e continua nonostante tutto ad allenarsi senza tregua. Ma il mondo lo isolava, e lui lontano dal mondo in quella stanza del residence “Le Rose”, vive le sue ultime ore con il ricordo impresso nella mente. Viene trovato morto nel silenzio.  Nessuno sa esattamente cosa sia successo . Ancora adesso permangono polemiche sulla conduzione delle indagini, con il fardello del dubbio di un possibile omicidio, in sostituzione dell’ipotetico suicidio per overdose di cocaina.


Dammi la mano fammi sognare
dimmi se ancora avrai
al traguardo ad aspettarti
qualcuno oppure no.

Antonio Citera
nella categoria Cronaca
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