Ancora terrore in Turchia: 41 morti e oltre 250 feriti all'aeroporto di Istanbul

Ancora terrore in Turchia: 41 morti e oltre 250 feriti all'aeroporto di Istanbul


Ennesimo attentato in Turchia, il quarto a Istanbul dall'inizio dell'anno. Questa volta nel mirino degli attentatori l'aeroporto internazionale Ataturk, il terzo in Europa per numero di passeggeri (oltre 61 milioni nel 2015), dopo quello di Heathrow a Londra e il Charles de Gaulle a Parigi.

Nella tarda serata di martedì tre attentatori hanno iniziato a sparare nell'area riservata alle partenze internazionali e si sono fatti saltare in aria, quando la polizia ha aperto il fuoco. Il bilancio delle vittime parla di 41 morti e oltre 250 feriti.

Il primo ministro turco Binali Yildirim ha puntato il dito contro lo Stato Islamico, ma al momento nessuno ancora ha rivendicato la paternità dell'attentato.

L'aeroporto Ataturk si trova nella parte europea della metropoli turca e, a differenza della maggior parte degli altri aeroporti, ha un doppio controllo di sicurezza, uno all'ingresso sia per i passeggeri che per gli accompagnatori e u altro dopo il check-in dei bagagli, proprio nell'intento di evitare attentati e dirottamenti.

Due sono sostanzialmente i nemici della Turchia. Da una parte il PKK curdo e, insieme a questo, anche il TAK, i cosiddetti Falchi della Libertà del Kurdistan, responsabili di vari attentati, fra cui due anche ad Ankara, e dall'altra l'Isis.

I primi mirano all'indipendenza o comunque ad una maggiore autonomia del Kurdistan e considerano i loro atti di terrorismo sia una battaglia per la libertà che una vendetta per la violenza esercitata contro i civili curdi dalle forze di sicurezza turche nei territori occupati della zona sud-orientale del paese.

Lo Stato Islamico, sostenitore di un Islam radicale, di fronte allo scontro in atto in Turchia fra libertà e tradizione, secolarismo e islamismo, pensa di riuscire, con la violenza, a far sì che finisca per prevalere l'estremismo religioso. Un certo successo lo sta riscontrando a giudicare dal fatto che recentemente islamisti a Istanbul sono riusciti a impedire lo svolgimento del Gay Pride.

In questo momento in Turchia nessuno è più sicuro e a risentirne maggiormente è il settore turistico, uno dei più importanti nell'economia del paese. Si calcola che nel mese di maggio il numero di turisti stranieri sia diminuito del 30% rispetto all'anno precedente. Spiagge, ristoranti e alberghi sono ormai vuoti e i commercianti si lamentano per la mancanza di clienti.

Stamani all'apertura delle borse i titoli legati ad attività turistiche in Turchia hanno registrato perdite significative. La stessa Turkish Airlines ha perso il 2,5% alla borsa di Londra.

Antonio Gui
nella categoria Esteri
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