Istat: l'economia italiana ha interrotto la fase di crescita

Istat: l'economia italiana ha interrotto la fase di crescita

"L'economia italiana ha interrotto la fase di crescita, condizionata dal lato della domanda dal contributo negativo della componente interna e dal lato dell'offerta dalla caduta produttiva del settore industriale. L'indicatore anticipatore dell'economia rimane negativo a luglio, suggerendo per i prossimi mesi un proseguimento della fase di debolezza dell'economia italiana."
Non lo dice l'opposizione dem o quella di centro destra e neppure il Movimento 5 Stelle. A dirlo è l'Istat nella sua nota mensile di agosto 2016 sull'andamento dell'economia italiana.

"A livello internazionale prosegue la fase espansiva dell'economia statunitense mentre i paesi dell'area euro mostrano segnali di rallentamento nel secondo trimestre."


L'economia in Italia

A contribuire alla mancata crescita del paese, ancora una volta, è la domanda interna "caratterizzata dalla sostanziale stabilità dei consumi finali nazionali, sintesi di una crescita dello 0,1% dei consumi delle famiglie e di una flessione dello 0,3% della spesa della PA, e dalla contrazione congiunturale degli investimenti fissi lordi (-0,3%), determinata principalmente dalla diminuzione della spesa per macchinari, attrezzature e altri prodotti."

Ma se le cose non sono andate bene finora, non sembra neppure che in futuro possano migliorare. Infatti, "le attese per i prossimi mesi permangono deboli", con il clima di fiducia che, seppur mantenendosi su livelli più elevati degli ultimi mesi, ha comunque segnato un peggioramento.

Nel secondo trimestre del 2016, la spesa delle famiglie è rimasta sostanzialmente stabile, anche se "ad agosto la fiducia dei consumatori ha evidenziato una nuova contrazione dopo il parziale recupero del mese di luglio: da gennaio l’indicatore ha perso circa 9 punti. Le aspettative dei consumatori hanno segnato un generale peggioramento come sintesi di giudizi negativi sul clima economico e sulla disoccupazione." 

Nonostante l'ottimismo del Governo, "nel mese di luglio la dinamica del mercato del lavoro ha mostrato una battuta d’arresto. Gli occupati totali sono diminuiti di circa 63 mila unità (-0,3%) dopo 4 mesi consecutivi di aumento. [...] La riduzione degli occupati in luglio ha riguardato esclusivamente gli indipendenti (-68 mila) e in misura maggiore la componente femminile (-51 mila)." Non bisogna però neppure dimenticare che il risultato positivo del mese precedente aveva riguardato, anche in quel caso, esclusivamente i lavoratori indipendenti. Sul fronte retribuzioni, queste sono rimaste sostanzialmente stabili rispetto a giugno.

Per quanto riguarda i prezzi, i dati acquisiti dall'Istat dimostrano che l'Italia è ancora in deflazione per il settimo mese consecutivo, anche se la crescita negativa è ormai prossima allo zero.

Per quanto riguarda le prospettive, "l’indicatore anticipatore dell’economia rimane negativo a luglio suggerendo per i prossimi mesi un proseguimento della fase di debolezza."


L'economia all'estero

"Negli Stati Uniti, la crescita del Pil relativa al secondo trimestre è stata rivista al ribasso di un decimo di punto, da 1,2% a 1,1%." L’andamento dell'economia è comunque visto in evoluzione, con l’indicatore anticipatore del Conference Board che ha registrato il secondo aumento consecutivo (+0,4%) delineando un quadro in espansione, in particolare nella manifattura."

Invece, per quanto riguarda l'area euro, le stime del Pil delle principali economie dell’area euro conferma, nel secondo trimestre, una "fase di rallentamento delineando, in prospettiva, una crescita più contenuta rispetto alle attese."

Invece, al di fuori dell’area euro, la crescita è risultata in accelerazione nel Regno Unito, con un +0,6% rispetto al +0,4% del I trimestre, probabilmente dovuto alla svalutazione della sterlina nei confronti del dollaro e dell’euro in seguito alla Brexit.

Mario Falorni
nella categoria Economia
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