Adottato dalla Giunta municipale il programma dei lavori pubblici per il triennio 2019-2021 e l’elenco annuale 2019 con i relativi allegati. Il provvedimento tiene conto dei mezzi finanziari, di cui l’Ente può disporre nel triennio, e di quelli, che prevede d’acquisire mediante assegnazione da parte delle diverse amministrazioni preposte all’erogazione di finanziamenti.

Le risorse necessarie, per realizzare il programma nell’arco temporale dei tre anni, ammontano a complessive € 169.748.161,13, acquisiti da queste tipologie: risorse derivanti da entrate aventi destinazione vincolata per legge € 154.079.522,55 (€ 2.566.615,77 per il primo anno, € 1.559.935,50 secondo anno, € 149.952.971,28 terzo anno); risorse acquisite mediante apporti di capitali privati € 15.642.864,69 per il terzo anno; stanziamenti di bilancio € 25.773,89 per il terzo anno. 

Nell’elenco delle opere incompiute la realizzazione di tribune lato ovest nel campo di calcio di Fossazzo con importo complessivo per l’intervento quantificato in € 516.546,90; poi tante opere di “riporto” dal passato come i tre parcheggi multipiano localizzati in via Impallomeni, via San Giuseppe e viale dei Cipressi, tra via Madonna del Lume e Umberto I, il recupero edilizio dell’ex asilo Calcagno da utilizzare come museo delle tradizioni marinare; la realizzazione di una via di fuga nella zona di San Giovanni; sistemazione della viabilità in alcune strade della piana; lavori di restauro nella chiesa dei Benedettini all’interno del Castello da destinare ad auditorium; realizzazione di strade di collegamento tra via Vittorio Veneto e Maio Mariano e tra via S. Recupero e Spiaggia di Ponente; interventi di riqualificazione urbana; sistemazione di strutture all’interno del Castello.

Per quanto concerne gli interventi ricompresi nello elenco annuale indicati la manutenzione straordinaria della viabilità urbana con abbattimento delle barriere architettoniche per € 478.142,90 (stralcio funzionale); lavori di consolidamento del costone roccioso del Castello per € 1.360.000,00 (2° stralcio); intervento per il potenziamento del livello di sicurezza della scuola media L. Rizzo per € 361.472,87; ripristino e messa in sicurezza della condotta idrica, acquedotto del Mela nel torrente Mela, dopo gli interventi alluvionali del 2015 per € 237.000,00; lavori di riqualificazione e efficientamento energetico dell’impianto illuminazione pubblica lungomare di ponente per € 130.000,00. I lavoratori della Raffineria hanno protestato pacificamente questo pomeriggio davanti al Comune contro le limitazioni imposte dal Piano della qualità dell’aria della Regione, che metterebbe a rischio il futuro dell’azienda.

Dopo qualche ora i rappresentanti di ciascuna sigla sindacale, compresi quelli della categoria, hanno incontrato in aula consiliare il Sindaco Formica e gli amministratori comunali. «La situazione rischia di precipitare – hanno affermato i segretari generali di Cgil,Cisl e Uil, Giovanni Mastroeni, Antonino Alibrandi e Ivan Tripodi – perché questo Piano della Regione, giunto in piena emergenza Covid-19 non tiene conto di diversi aspetti che bloccano l’attività dell’azienda. Se gli impianti si fermano, sarà davvero il dramma per oltre un migliaio di lavoratori e per tutte le aziende gravitanti attorno alla Raffineria. Non crediamo che possiamo permetterci questo in una fase così difficile per la provincia di Messina».

I sindacalisti hanno comunicato a Formica di aver chiesto al presidente Musumeci una riunione urgente, per affrontare la questione e trovare una soluzione e allo stesso amministratore di palazzo dell’Aquila hanno chiesto un supporto in quella ritenuta una “partita decisiva per il futuro del comprensorio”.

Il Sindaco Formica ha dato la sua disponibilità ad affiancare i sindacati in questo percorso sottolineando che «il punto chiave è capire se, come sostiene la Raffineria, essa non possa adeguare gli impianti alla scadenza fissata al 2027, con un primo passaggio nel 2022 poiché non esisterebbero tecnologie idonee che consentano di rispettare i limiti. Quindi o si smentisce l’azienda spiegando dati alla mano cosa fare per rispettare le prescrizioni, oppure effettivamente prendere atto che qualche problema dal punto di vista tecnico esiste. Se poi si vuole mantenere l’attuale Piano con i limiti inseriti, immaginando quindi che la Raffineria e le altre industrie presenti in Sicilia non debbano continuare la loro attività, occorre capire quali sono le alternative concrete per i lavoratori che ruotano attorno alla Ram».