Il governo alza bandiera bianca: niente più voucher a partire dal 2018

Il governo alza bandiera bianca: niente più voucher a partire dal 2018

Tito Boeri, INPS, aveva dichiarato che se l'uso dei voucher fosse stato vietato alle aziende tanto valeva che venissero aboliti dato che, in base ai dati in suo possesso, l'utilizzo di tale strumento da parte dei privati corrispondeva solo ad un misero 3%.

Evidentemente, dopo aver verificato soluzioni che potessero mantenere in vita tale strumento diminuendone però l'abuso che ne era stato fatto finora da molte aziende, i parlamentari di opposizione e maggioranza devono aver alzato bandiera bianca e così è arrivato l'annuncio bomba da parte di Patrizia Maestri (PD), relatrice della proposta di legge sui voucher che verrà votata in commissione Lavoro della Camera nel pomeriggio: «Oggi voteremo per l'abrogazione totale dei voucher.»

Patrizia Maestri ha poi chiarito che l'abolizione non sarà immediata, «ci sarà un periodo di transizione fino al 31 dicembre 2017 per permetterne l'utilizzazione a chi li avesse già acquistati.»

Tecnicamente verranno eliminati alcuni articoli del Jobs Act - 48, 49 e 50 del decreto legislativo 81 del 15 giugno 2015 - relativi al lavoro accessorio. Questo potrebbe già avvenire domani nel prossimo Consiglio dei Ministri che emanerebbe un decreto legge che, successivamente sarà poi convertito in legge dal Parlamento.

Decreto che, a questo punto, dovrebbe comprendere anche le norme che ristabiliscano il principio di solidarietà tra committente, appaltatore e subappaltatore rispetto alle prerogative dei lavoratori.

In tal modo, il Governo recepirebbe in toto le richieste della Cgil che avevano portato alla raccolta di firme per i due referendum calendarizzati per il prossimo 28 maggio. Se ciò accadrà, i due referendum sarebbero di fatto annullati.

Già questa mattina il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, era intervenuta sull'argomento referendum annunciando un possibile intervento dell'esecutivo. Se queste anticipazioni venissero confermate in toto, sarebbe di per sé evidente il successo del sindacato oltre ad una inversione delle politiche del governo rispetto all'era renziana, periodo in cui l'ex premier avrebbe venduto l'anima al diavolo prima di soddisfare una richiesta del sindacato, anche se caratterizzata da logica e buon senso.

Nel suo intervento odierno Camusso ha dichiarato che la campagna referendaria ha comunque già avuto un effetto molto importante: «Un paese che ha discusso a lungo solo dei temi della precarietà da introdurre per favorire lo sviluppo, ora si rende conto che bisogna scegliere la strada contraria, cioè quella della stabilità e dell'investimento di qualità sul lavoro.»

Chissà che non sia realmente così!

Categoria Economia
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