Alla nave di una Ong è stato vietato l'ingresso nelle acque italiane e maltesi, anche se a bordo aveva solo l'equipaggio

Alla nave di una Ong è stato vietato l'ingresso nelle acque italiane e maltesi, anche se a bordo aveva solo l'equipaggio

Italia e Malta negano l'accesso nelle loro acque alla nave Open Arms.

Una nave umanitaria che ha salvato più di 5mila vite in un anno sotto il coordinamento della Guarda Costiera, che è stata rilasciata dalla giustizia italiana e il cui equipaggio è europeo, come la sua bandiera.

Allora, chi agisce nella totale illegalità? Non vogliono che ci siano testimoni delle morti generate dalle loro politiche e non vogliono che nessuno protegga quelle vite.



Questo l'appello via social lanciato dalla Ong catalana Proactiva che durante la propria attività in mare a bordo della nave open Arms ha tratto in salvo circa 60mila naufraghi.

Evidentemente, anche il solo navigare per le Ong è diventato un reato, per i democratici governi di Malta e Italia. E specialmente per l'Italia, Ong e migranti continueranno ad essere la foglia di fico con cui coprire e far dimenticare le promesse elettorali, difficili - se non impossibili - da realizzare a causa della mancanza di fondi. 

Per questo uno come Salvini fa credere che 16mila migranti sbarcati in 6 mesi in Italia siano un'invasione epocale, gonfiando il petto, tronfio fino all'inverosimile, per essere stato definito sceriffo...



Lo sceriffo, però, alla "splendida Comunità" di decerebrati adoratori aveva promesso che, una volta insediato il nuovo Governo, la PRIMA cosa di cui si sarebbe occupato sarebbe stata quella di modificare la legge Fornero.

Qualcuno della "splendida Comunità" ha avuto notizie che la Fornero sia stata modificata o se lo sarà a breve?


In serata, in una dichiarazione ufficiale, il governo maltese ha reso noto che sospenderà le attività di soccorso e recupero in mare da parte delle navi delle Ong, finché non sarà conclusa l'inchiesta sulla nave della Ong tedesca Lifeline.

Tale decisione  - sempre secondo Malta - si è resa necessaria per accertare che le operazioni condotte da entità che utilizzano i suoi servizi portuali, operanti nell'area della responsabilità maltese, siano in accordo con le regole nazionali ed internazionali.

In seguito a tale direttiva, in pratica, i porti di Malta rimarranno chiusi alle navi gestite dalle Ong, mentre quelle attualmente attraccate a Malta non potranno salpare.

Al momento, oltre alla Lifeline, al Porto Grande sono ormeggiate le navi Seefuchs e Sea Watch 3, rispettivamente delle Ong Sea-Eye e Sea-Watch. Quest'ultima fa sapere di non aver ricevuto alcuna comunicazione in merito.


Per quanto riguarda l'Italia, a parte la dichiarazione dell'equipaggio della Open Arms, non sembra esservi alcuna dichiarazione ufficiale con cui il nostro Paese abbia imposto qualsiasi tipo di divieto alle navi gestite da Ong. A confermarlo, il seguente post del ministro dell'Interno.


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