Istat, in calo a gennaio 2018 la fiducia di consumatori ed imprese

Istat, in calo a gennaio 2018 la fiducia di consumatori ed imprese

In attesa del dato di dicembre 2017 sull'occupazione in calendario per l'ultimo giorno di gennaio, l'Istat ha pubblicato il dato di inizio 2018 relativo alla fiducia di consumatori ed imprese.

In entrambi i casi è in calo, pertanto, l'alleanza di centrosinistra ed il Pd che la guida non ci farà sapere quanto gli italiani abbiano fiducia nelle prospettive dell'Italia attuale.

A gennaio 2018 l'indice il clima di fiducia dei consumatori passa da 116,5 a 115,5, mentre quello delle imprese fa registrare invece un calo ancor più marcato, scendendo da 108,7 a 105,6.

Per i consumatori il dato è caratterizzato dalla diminuzione di aspettative positive riguardo l'economia (da 142,9 a 141,1) ed il proprio futuro (da 121,3 a 120,9); in aumento, invece, la componente personale e quella corrente che, rispettivamente, passano da 106,9 a 107,6 e da 112,0 a 112,8.

Più in dettaglio, si evidenzia un peggioramento delle aspettative sulla situazione economica del paese nonché un aumento delle aspettative sulla disoccupazione; a livello personale, i giudizi sulla situazione economica della famiglia peggiorano mentre le aspettative sono in lieve recupero.

Per quanto riguarda le imprese, il calo del clima di fiducia nel settore manifatturiero è contenuto (da 110,3 a 109,9), mentre più marcato è quello nel settore dei servizi (da 108,7 a 105,7) e del commercio al dettaglio (da 112,0 a 108,6). In controtendenza, invece, il settore delle costruzioni dove il clima di fiducia aumenta da 127,1 a 129,2.

La diminuzione dell'indice nei servizi è dovuta ad un forte ridimensionamento della fiducia nel turismo mentre migliora la fiducia nei servizi alle imprese e nell'informazione e comunicazione.

Nel commercio al dettaglio il peggioramento della fiducia è determinato da un forte aumento del saldo relativo alle scorte di magazzino in presenza di aspettative sulle vendite future in calo; i giudizi sulle vendite correnti rimangono sostanzialmente stabili.

Mario Falorni
nella categoria Economia
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