Resurrezione, di Leone Tolstoj

Editoriale Lucchi - Milano, 1961.
Pagine 310 . Traduzione di M. Mazzadri. 

Nota. Più di qualche d'uno d'editore, ancora a piede libero, mentre andrebbe trattato come le streghe…, anche in questo caso, come in tanti altri capolavori, ci hanno messo i loro di zampini!! 
Infatti, il testo che vi sto riproponendo io, è totalmente diverso dalle altre traduzioni che ho trovato sul web… Quindi… 
- Io penso: che tutte le altre versioni che ho visto, sono state ­- come dico io - scarabocchiate di brutto, o tradotte in malo modo per manipolare le povere genti, i poveri lettori.. e con l'unico scopo d'indottrinarli! Oppure questa versione dell' Editoriale Lucchi è l'unica tradotta "alla lettera!"... Non avendo una copia originale del testo scritta in russo, non posso esserne certo… Ma io la penso così!.. V'invito a prendere le altre versioni di questo Capolavoro e confrontarle con queste poche righe qui sotto, che io non ho altro che copiato in maniera quasi "maniacale"...

Buona lettura

***

IO SONO LIBERO!... Il Secondo Saggio (Seconda Parte)

Il Vecchio Saggio

"Ma tutto è inutile, contro di me non si può far nulla, perché io sono libero. 
Leone Tolstoj; Resurrezione.


Capitolo I

" Inutilmente migliaia di persone in un piccolo spazio, si sforzano a isterilire la terra su cui si accalcano, invano soffocano il sole sotto le pietre, perché più nulla possa germogliare, invano estirpano fin l'ultimo filo di erba, impregnano l'aria di petrolio e di bitume, recludono e cacciano le bestie e l'uccelli. La primavera è sempre primavera! Il sole rispende, l’erba ravvivata torna a crescere! I tigli protendono le gemme prossime a sbocciare; i passeri, i colombi e le rondini fabbricano allegramente i loro nidi. Le api e le mosche ronzano sulle mura, estasiate d'aver ritrovato il calore del sole: tutto è allegro e giocondo: alberi, uccelli, insetti e bambini! Gli uomini non cessano di ingannare e tormentare se stessi e gli altri: gli uomini che non apprezzano in questa mattina di primavera, la bellezza divina dell'universo creato per formare la gioia dei viventi col disporli tutti alla pace, all'unione e all’amore; gli uomini che non questo stimano e trovano importante e sacro, ma apprezzano quello che hanno inventato per soverchiarsi a vicenda.
 Nella prigione governativa, ciò che si considerava importante e sacro non era la bellezza deliziosa di questa primavera, concessa agli uomini e alle cose, ma bensì che alla vigilia gli addetti alla prigione avessero ricevuto un foglio regolamentare bollato, che ordinava di condurre… tre detenuti, un uomo e due donne, separatamente, per essere giudicati in tribunale…( pag.5 )

 Capitolo III

" In quel momento, mentre la Màslova, seduta sopra una panca in una cameretta, si toglieva le scarpe, che nel tragitto attraverso la città le avevano martirizzati i piedi, il principe Dimitri Ivanovic Nekliudoff, lo stesso che l'aveva sedotta, si svegliava nel suo gran letto elastico, coperto da un soffice piumino… (pag.12)

Capitolo IV 

Fatta la prima colazione, Nekliudoff passò nel suo studio per vedere la citazione, che gli indicava l'ora di recarsi in tribunale
… disse tra se, mentre la carrozza si fermava sotto il portone del tribunale. " Si tratta ora di adempiere all'incarico affidatomi dalla società con la scrupolosità che ci metto sempre in ogni mia azione."...
 Ed entrò nel vestibolo del tribunale… (pp.16-17)

Capitolo CXX

Quando il principe si svegliò era giorno fatto, e la padrona dello stallaggio, bevendo un bicchiere di te, venne a riferire che un soldato della scorta aveva portato un biglietto per lui… Nekliudoff mandò il giovane operario alla stazione per noleggiare una vettura e cominciò i preparativi per il viaggio… (pag.284)

Capitolo CXXI

"" Dalla città venne diffondendosi sulle onde tranquille del fiume il rintocco argentino e tremolante di una campana - Il vetturale, in piedi accanto a Nekliudoff, e tutti i battellieri si levarono il cappello, facendosi il segno della croce. Invece un vecchio lacero e scapigliato, di cui Nekliudoff non s'era accorto e che sta accanto alla sponda, non imitò l'atto religioso. Indossava una sottoveste rattoppata con pezze di vari colori, un paio di pantaloni scuri, le scarpe logore ed un vecchio berretto alto di pelo. Dietro le spalle, gli pendeva una bisaccia.
– E tu, vecchio, perché non preghi? – fece il vetturale come si fu rimesso il berretto. – Non hai dunque ricevuto il battesimo?
– Pregare; e chi dovrei pregare? – rispose il vecchio sollevando la testa e fissando risolutamente il vetturale negli occhi.
– Come chi? Ma non credi in Dio? 
– E tu che ne parli lo conosci? Sai indicarmi dove sia? 
Nell'espressione col quale il vecchio accompagnò queste parole c’era qualche cosa di tanto duro e di tanto grave, che il vetturale ne ebbe in certo modo paura
– Dov'è Dio? Ma scioccone, anche un bambino ti può rispondere ch'Egli è in cielo.
– Forse tu l'hai visto? Forse tu ci sei stato, in cielo?
– No, non ci sono stato, ma tutti sanno che bisogna pregare Iddio!... 
– Non c'è uomo che abbia mai visto Dio. E' lo stesso suo Figlio Unigenito, che siede alla destra del Padre, che l'ha detto – insisté il vecchio aggrottando le sopracciglie.
 – Quando è così, tu non sei cristiano! Sei un idolatra! – Esclamò il vetturale; e allontanandosi, sputò in segno di disprezzo.
– Qual è la tua religione, nonno?  – chiese al vecchio un carrettiere poco discosto da lui.
– Religione? No né ho nessuna, io di religione. Io non credo che in me stesso. Perché non credo a nessuno, a nessuno all’infuori di me stesso, – rispose il vecchio fissando l'interlocutore con lo sguardo corrucciato.
– E come si può dunque credere a se stessi? 
– Intervenne Nekliudoff, sempre più incuriosito da quel tipo strano.
– E' l'unico modo per non ingannarsi!
– E perché allora esistono tante religioni differenti?
– Per il fatto semplicissimo, che si ha fiducia negli altri.
Oh, io pure mi sono trovato in mezzo alle tenebre, come perduto in una foresta selvaggia e senza fine, e tanto che mi ero ingarbugliato credetti di non scorgere giammai la via d'uscita. E ne ho visiti tanti, io e di ogni razza, credenti nella religione vecchia e nella nuova credenti, e sabbatisti e popisti, antipopisti e skoptzi. E fra tutte queste religioni, non una che non pretenda di essere vera! Oh sì, religioni se ne trovano tante, ma lo Spirito é uno solo, e si trova in me, come in te, come in tutti. Questo vuol dire che ciascuno di noi deve credere nello Spirito che in lui si manifesta e che soltanto in questo modo l'umanità può essere riunita in un unica fede. 
– Così parlando, il vecchio alzava la voce senza posa e rivolgeva all'intorno uno sguardo sugli astanti, come se volesse farsi intendere dal maggior numero possibile di persone.
– E' molto tempo che andate predicando in questo modo?
– Io? sono ormai ventitré anni, e sono ventitré anni che mi si perseguita.
– E  come può accadere questo?
– Purtroppo accade, come un giorno hanno perseguitato Cristo, ora perseguitano me. Mi si arresta; mi si trascina davanti ai giudici, a preti, a scribi e a farisei, mi si si chiude negli ospizi per i pazzi. Ma tutto è inutile, contro di me non si può far nulla, perché io sono libero. “Come ti chiami?” mi si domanda, perché si credono che io abbia un nome. Un nome! Ma io vi ho rinunciato da lungo tempo; io non ho nome. Io ho rinunciato a tutto: non ho né nome, come non ho patria, né paese, né ricchezze; io non ho altro che me. - Come mi si chiama?  - un uomo! - “E quanti anni hai?” – "Io", rispondo, "non conto gli anni", e d'altra parte non ho un limite d'età perché ho vissuto sempre e vivrò in eterno… "Oh con te è impossibile parlare!" mi dicono. "Ma" rispondo io, "non sono io che ti domando di parlare con me".
E allora incominciano a torturarmi. 
– E allora dove vai? – chiese Nekliudoff.
– Dove mi condurrà Iddio!....
Intanto la chiatta era giunta alla riva, il principe levò di tasca il portamonete e fece l'atto di dare al vecchio qualche cosa: il vecchio rifiutò.
– Non accetto danaro. Io cerco solo il pane.
– Scusa.
– Non c’è da chiedere scusa. Non mi hai mica offeso; e d'altra parte  nessuno può offendermi, – rispose il vecchio buttandosi la bisaccia sulle spalle…""  (pp. 286-287-288-289)

Questo vecchio vagabondo, questo originale profeta è un personaggio straordinario, che ha qualcosa del Cristo, Der Wanderer (il viandante della cultura ottocentesca tedesca)… e dello Straniero di Baudelaire… 

Capitolo CXXVIII

La scena si svolge nel carcere:

"" … In una delle ultime camere,... un vecchio arruffato, pieno di rughe con la camicia lacera,... seduto a terra, egli spiegava qualcosa ai compagni, e mentre tutti balzarono in piedi all'apparire del direttore egli rimase ostinatamente al suo posto, con gli occhi luccicanti e le sopracciglie aggrottate.
– Alzati! –  gli comandò il direttore.
Il vecchio rispose con una crollata di spalle e un sorriso sdegnoso.
– Perché devo alzarmi? sono i tuoi servi che stanno in piedi davanti a te! Piuttosto vieni qua che ti voglio dire una parola! Tu hai il marchio impresso sulla fronte!... 
–  Perché è in prigione?...
– E la polizia che me lo ha mandato perché è privo di carte. Li preghiamo sempre di non mandarcene più ma è come predicare al vento…. 
– Dunque sei venuto a vedere come l’Anticristo tortura gli uomini! Ammira! Ammira pure! Egli ne ha presi e ne ha rinchiusi tanti nelle gabbie, che se ne può formare un esercito intero. Il dovere degli uomini è guadagnarsi il pane col sudore della fronte, e l' Anticristo invece li tiene rinchiusi, li nutre senza farli lavorare, e li ingrassa come porci, perché vuol farne tanti porci.
– E allora come, secondo voi, si dovrebbe trattare chi trasgredisce la legge? – chiese l'inglese con un sorriso.
– Già la legge! – gridò il vecchio con un tono di scherno sprezzantemente, – la legge! Sei proprio tu, quello che può venirmi a parlare di legge! Egli ha cominciato ha impossessarsi della terra, ha spogliato tutti gli uomini di ogni ricchezza, ha tolto di mezzo chiunque gli opponeva resistenza, e poi ha fatto una legge la quale dichiara che non si deve nè uccidere nè rubare! Ma sta pur sicuro che prima, non l'avrebbe scritta la sua legge!
 L’inglese sorrise di nuovo

– E tu bada ai fatti tuoi, e non occuparti degli altri
– Poi, cambiando parere all'improvviso e rinunciando a convertire il principe aggiunse: – Ma no! è inutile che io parli con te: Va pure per la tua strada hai visto a sufficienza come i servi dell'Anticristo danno gli essere umani in pasto ai pidocchi. Via! Via!...
" Noi viviamo nella certezza sciocca che siamo noi soli i padroni della nostra vita, e che questa ci è data solo per il nostro piacere. Evidentemente, è una cosa assurda. L'uomo non è venuto al mondo di propria volontà; c'é qualcuno che ve l'ha messo, e non senza un motivo…"

" Ecco dunque lo scopo futuro della mia vita!. Una vita è oramai finita, e comincia un’altra… E dire che io pensavo di essere da solo, e che la mia missione fosse finita! "

Si conclude, con questi pensieri rivoluzionari, Resurrezione, romanzo di Tolstoj. Un’Opera d'Arte ferocemente critica nei confronti della società intimamente inumana

By Manlio Amelio e... Leone Tolstoj