Sanza (SA): sua maestà il monte Cervati

Sanza (SA): sua maestà il monte Cervati

 

1898 metri di natura, storia, culto e tradizione.

Sfumature di cielo, aria purissima, una generosa gemma che la natura ha regalato a questo territorio. Patrimonio dell' Unesco, si trova a sud della provincia di Salerno e gran parte del suo territorio ricade nel comune di Sanza.

Una risorsa, una meta di culto, un paradiso incontaminato.

Il Monte Cervati, la vetta più alta della Campania, s’innalza maestoso verso il cielo e con i suoi 1898 metri sembra quasi sfiorare le nuvole.

Tra miti e leggende è da sempre meta di pellegrini, di turisti, di appassionati che si avventurano in un sentiero ancora per certi versi inesplorato e ricco di fascino.

La sua natura geologica evidenzia una morfologia caratteristica di un ambiente carsico, inghiottitoi, sorgenti freschissime e corsi d’acqua temporanei.

Il massiccio si presenta con spettacolari pareti a strapiombo, solcate da profondi canaloni, ai suoi piedi boschi misti e faggete che si aprono di tanto in tanto in radure ricche di vegetazione.

Sulla sua cima una cappella e una grotta dedicate alla Madonna della Neve, sono meta di un culto millenario che puntualmente si rinnova ogni anno, una devozione incisa nel cuore dei Sanzesi .

Uno scenario imponente che si apre a vista d’occhio, un paradiso naturale spesso conteso con gli abitanti dei paesi limitrofi .

Una vera risorsa per Sanza, da gestire e sviluppare.

Da anni oramai, si combatte per valorizzare quanto di bello la natura ci ha regalato, lo si fa con passione, senso di responsabilità, ma a volte questo non è sufficiente.

Si sa per creare economia bisogna investire, bisogna stare al passo con i tempi, bisogna saper e soprattutto poter interagire con le esigenze del turista.

Le varie amministrazioni susseguitesi negli ultimi anni questo lo hanno capito, si sono spese a suon di carte bollate per cercare di attrezzare il giusto necessario la montagna, per renderla quantomeno accessibile.

Purtroppo come spesso accade in Italia, e specialmente in Campania, il paradosso è sempre dietro l’angolo. Mille studi di fattibilità, mille progetti e fiumi di carta consumati, ma niente o poco è stato fatto.

Attendere...