«Basta parlare di noi. La sinistra rinasce se parte dalla vita degli italiani e non dai nomi dei leader.» Con queste parole Roberto Speranza commenta l'intervista rilasciata al Corriere della Sera in cui, praticamente, dà il benservito ad un'alleanza con Giuliano Pisapia ed il suo Campo progressista che avrebbe dovuto gettare le basi per creare un nuovo partito per rappresentare la sinistra, quella vera, in Italia.

Stanco degli indugi e delle indecisioni di Giuliano Pisapia, Speranza ha annunciato per domenica 19 novembre il giorno per una «grande assemblea democratica» che dia vita e forma ad una casa in cui il popolo di sinistra possa finalmente ritrovarsi: «Mi sembra di essere stato chiarissimo. Noi andiamo avanti e l’auspicio è che lui ci sia. Ognuno valuti tranquillamente, ma questa è una operazione più grande, non si ferma davanti a una singola personalità. In gioco c’è il futuro del Paese e della sinistra italiana. Il tempo è ora, non possiamo andare oltre novembre».

Quindi, Pisapia o non Pisapia - decida lui che cosa vuol fare - Articolo 1 Mdp andrà avanti per conto proprio: aperti a tutti, ma solo a condizione di mettere da parte i tatticismi: «Noi siamo quelli del lavoro, della progressività fiscale, della sanità pubblica. Dico con forza basta a una discussione autoreferenziale che la gente non capisce, ora si va avanti. Il mio è un appello a tutti, ognuno prenderà le sue decisioni».

All'intervista, hanno poi fatto seguito i comunicati ufficiali, come di rito. Questo è quel che ha dichiarato il deputato Mdp Arturo Scotto: «Ci aspetta un "sereno" autunno caldo. La sinistra o è avventura collettiva o semplicemente non è. Da troppo tempo invece la destra parla alla società, mentre il nostro campo parla solo di se stesso e del proprio ombelico. Ora il tempo e’ scaduto.

Le formule politologiche hanno stancato anche i più pazienti che ci chiedono di contare e di partecipare. A noi tocca coinvolgere tutti coloro che davanti a un’ingiustizia, a un sopruso, a una prevaricazione si ribellano e provano, insieme, a cambiare il mondo. Siamo nati per questo, per portare avanti questo desiderio insopprimibile di cambiamento, per dare una casa a una nuova generazione che non può essere condannata a una vita di scarto, precaria e marginale.

Oggi Roberto Speranza lancia la data del 19 novembre per costituire una nuova forza progressista. Chiediamo a tutte e tutti di starci, senza rancori e senza veti. Spetterà a migliaia di persone scegliere il nome, il simbolo, il profilo ideale e programmatico, le donne e gli uomini che dovranno dirigere questa sinistra. La nostra sinistra.»

Alle sue dichiarazioni hanno fatto eco anche quelle di un altro deputato Mdp, Francesco Laforgia: «In questi mesi abbiamo risvegliato passione civile e una nuova militanza democratica. Dopo settimane di disorientamento, questo capitale chiede una rotta e la chiarezza di un progetto politico.

Il 19 Novembre, in tutta Italia, convocheremo centinaia di assemblee democratiche per decidere i volti e le idee di una proposta per le prossime politiche. Non vogliamo fare una lista elettorale, ma costruire il nucleo di un soggetto di una sinistra di governo che oggi, semplicemente, non c’è.

Portate le vostre biografie, le culture politiche, da quella progressista, all’ambientalismo, al cattolicesimo democratico, al meglio delle esperienze civiche che in tante città guidano processi di innovazione sociale. Portate il vostro sguardo sull’Italia e sull’Europa, dopo anni di scelte sbagliate. Diamo vita a un processo aperto, libero, senza veti e più ambizioso della sommatoria dei nostri singoli destini. Il momento è adesso. Non coglierlo sarebbe una imperdonabile responsabilità.»

E naturalmente non poteva mancare la replica del diretto interessato, Giuliano Pisapia, che ha "benedetto" la fine degli indugi da parte di Roberto Speranza con queste parole: «Auguro buon viaggio a Roberto Speranza, sono sicuro che ci ritroveremo in tante battaglie. Per noi non c’è problema, io continuo in quello che ho sempre detto: non credo nella necessità di un partitino del 3%, credo in un movimento molto più ampio, molto più largo e soprattutto capace di unire non di dividere.»

A ripercorrere i pochi mesi che hanno caratterizzato il progetto Pisapia viene quasi da pensare che il suo ruolo sia stato proprio quello di disgregare le possibilità di creare un partito che finalmente possa rappresentare la sinistra in Italia, basato non sul "leader" di turno, ma su idee fondate su un'ideologia certa... proprio come i partiti di una volta, qualunque fosse il loro orientamento.

Come Pisapia possa pensare che l'attuale Partito Democratico rappresenti - anche ricorrendo alla più fervida immaginazione - una qualche ipotesi di partito di sinistra con cui allearsi, dopo quanto detto e fatto da Matteo Renzi e dalla corte dei suoi sempre accondiscendenti parlamentari, è francamente inimmaginabile.

Pertanto, auguri a Pisapia nel tentativo di continuare a truffare dei possibili elettori di sinistra facendo creder loro - con il supporto di una stampa compiacente - che il PD abbia qualcosa a che fare con la sinistra e auguri soprattutto a Roberto Speranza e a Mdp perché possano finalmente creare in Italia un vero partito di SINISTRA!