Gentiloni e Padoan illustrano in conferenza stampa la legge di Bilancio per il 2018

Gentiloni e Padoan illustrano in conferenza stampa la legge di Bilancio per il 2018

Il Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni e il Ministro dell'Economia e delle Finanze Pier Carlo Padoan hanno tenuto una conferenza stampa a Palazzo Chigi al termine del Consiglio dei Ministri convocato per lunedì 16 ottobre alle ore 12 per l’esame del disegno di legge relativo al Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2018 e al bilancio pluriennale per il triennio 2018-2020.

I punti più importanti della manovra sono il congelamento di Iva e accise, la decontribuzione per i nuovi assunti a tempo indeterminato e le risorse per il rinnovo del contratto nel pubblico impiego, scaduto da quasi dieci anni.

Le misure complessive sono da valutare in 20 miliardi di cui 15,7 servono ad evitare un aumento delle imposte indirette. L‘incremento del rapporto deficit/pil all'1,6% assicura quasi 11 miliardi in termini di risorse, mentre un altro miliardo è garantito dal decreto legge collegato alla manovra.

In base a quanto dichiarato dal ministro dell'Economia Padoan, «le coperture sono fornite al 40% da tagli di spesa e per la parte restante da un aumento delle entrate, che hanno a che vedere non con aumenti di tasse ma con un efficientamento della riscossione, la fatturazione elettronica e altre misure.»

Per quanto riguarda la decontribuzione, Padoan non ha fornito dei dai precisi, invitando ad attendere qualche giorno al riguardo. Secondo una fonte governativa, la decontribuzione dovrebbe riguardare o neoassunti di età inferiore a 35 anni nel 2018 (nel 2019 il requisito anagrafico sarà inferiore), mentre le risorse impegnate ammonterano a circa 320 milioni per il 2018, a 800 per il 2019 e a 1,2 miliardi per il 2020.

Da capire come questo provvedimento possa confermare le meraviglie del Jobs Act, decantato fino a ieri come la riforma delle riforme che ha prodotto esiti stupendi nel mondo del lavoro, dato che si ricorre a una nuova decontribuzione per consentire le assunzioni che stavolta non sarebbero più permanenti, con possibilità di non esser più rinnovate entro tre anni, ma diventerebbero da subito a tempo indeterminato.

In pratica, una sconfessione totale del Jobs Act, oltre alla necessità di mettere una enorme toppa alla propabile valanga di licenziamenti dei lavoratori a tempo determinato che con la totale decontribuzione del Jobs Act erano stati assunti a tempo permanente e adesso sarebbero rimandati a casa alla scadenza dei tre anni di contratto ed evitare che diventino lavoratori a tempo indeterminato. 


Nella manovra non ci sarà alcun intervento per eliminare il superticket, il balzello di 10 euro introdotto nel 2011 su ogni ricetta per prestazioni diagnostiche e specialistiche, come invece richiesto da Mdp per sostenere il provvediento.

Inoltre, contrariamente anche a quanto richiesto dai sindacati, la manovra non sospende l'aumento dell'età pensionabile a 67 anni dal 2019: «C’è una legge in vigore che il governo intende rispettare», ha detto Gentiloni.

Sempre in ambito previdenziale sono però previste nuove misure per ampliare l'accesso all'Ape sociale e l'accesso anticipato alla pensione finanziato tramite le banche.

Ed anche per quest'anno, immancabilmente, Padoan assicura che grazie alla strategia di bilancio il debito pubblico tornerà a scendere, e che procederà con le privatizzazioni.

Gentiloni, infine, si è auguro un sostegno ampio in Parlamento, anche se non si capisce come possa aspirare ad ottenere quello di Mdp, dopo la rottura sulla legge elettorale, e dopo non averne riprese le indicazioni nella stesura della legge di Bilancio.

Intanto, Roberto Speranza coordinatore di Aricolo Uno - Mdp, in una nota in risposta a Gentiloni fa sapere che «come sempre leggeremo con la massima attenzione la proposta del governo di legge di bilancio e in modo particolare le misure che riguardano i temi del lavoro, la lotta contro le diseguaglianze, la sanità, il diritto allo studio, le pensioni.

Certo, però, la fiducia sulla legge elettorale è un punto di non ritorno nei rapporti col governo, che ha tradito l’impegno a non essere protagonista nel dibattito sulla materia.»

Categoria Economia
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