Perdita e Rinascita, questi i temi trattati nel nuovo libro della Convalle: Il silenzio addosso

Perdita e Rinascita, questi i temi trattati nel nuovo libro della Convalle: Il silenzio addosso
Cosa ci faccio qui? Bella domanda. Cosa ci faccio qui. Cerco disperatamente di restare aggrappata alla vita, mentre essa stessa pare voglia trascinarmi giù, giù e sempre più giù negli abissi della mia disperazione che diventa un faro illuminato dal volto di mio figlio. Sarebbe così facile abbandonarsi all’oblio di un mare profondo e nero. Ma è ancora la vita che mi getta un salvagente quando sto per affogare.

Anime nere di solitudine e di dolore mescolano le proprie quotidianità claudicanti, l’una con l’altra, e mostrano, nel toccarsi senza sfiorarsi, e nello specchiarsi in una profondità trasparente, la parte più oscura, l’una dell’altra. Di quella follia che non fa temere della propria incolumità.

“Il silenzio addosso”, recita la sinossi, “è un romanzo a più voci dove i protagonisti si raccontano, coinvolgendo il lettore nelle loro vicissitudini. Chiara, Giulia, la Sciamana, Alessandro, Edoardo e Fabio: sei personaggi che intrecceranno le loro vite, caso o Destino, e insieme sapranno trovare una nuova speranza di vita. Un romanzo avvincente che analizza le pieghe dell’anima con i suoi silenzi”.

Ma se diversi sono i personaggi, diverso è anche il significato che la loro presenza ricopre in questa storia: tutti loro, infatti, sono testimonianza di perdita e desiderio – talvolta inconfessato – di rivincita; di alcuni possiamo sentire un’impronta più forte, di altri più lieve, proprio a sottolineare chi stia influenzando chi e cosa; in questo pensiero probabilmente il lettore si ritroverà concorde poiché, le presenze che si sentiranno più deboli, saranno in realtà quelle che fungeranno da espediente per far sì che il salto di personaggi più approfonditi si compia, portando a conclusione il ciclo di perdita e dando nuova vita a ognuno di loro in uno scambio equo.

Il personaggio di Giulia, per portare un esempio, sembra fare da perno, da salvagente della situazione; intorno a lei si muovono le ombre di queste vite e gravitano, attingendo dalla sua forza, forse troppo spesso usata a fare da muro alle domande che pian piano, riflettendosi nelle solitudini che ha incontrato, troveranno la giusta spinta per oltrepassarlo.

Stefania Convalle, nelle sue storie mette spesso in comunicazione mondi diversi, fa incrociare percorsi; è lì, nell’incontro di quei cammini, che le anime narrate trovano la sublimazione, il tassello mancante alla loro esistenza piena. Il testo, seppur condensato in punti di vista alternati e brevi, lancia un messaggio che si lascia leggere facilmente.

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