La disfatta del Pd "riprende" dalle piazze di Milano e Roma

La disfatta del Pd riprende dalle piazze di Milano e Roma

Dopo aver fatto di tutto, ma proprio di tutto, perché Lega e 5 Stelle avessero un ottimo risultato alle elezioni politiche, il Partito Democratico ha poi fatto di tutto perché quelle due forze politiche governassero assieme.

E adesso? Se ne rammarica, chiamando in piazza qualche migliaio di persone a Roma e a Milano, in piazza Santi Apostoli e in piazza della Scala, per manifestare contro il governo gialloverde con un "primo no, forte, composto, un no repubblicano e europeo, anche unitario".

Inutile ricordarlo che le piazze sono libere e devono restarlo per chiunque voglia esprimere pacificamente la propria opinione. Pertanto, questa manifestazione del Pd era più che legittima. Ma la domanda che uno si pone, qual è il senso?



A leggere l'house organ del Pd, apprendiamo che il neoministro Savona avrebbe truccato i conti di Impregilo e che il nuovo esecutivo sembra un "Gruppo Vacanze Piemonte" (?), fra vecchi professori e giovani sfasciacarrozze, formato da populisti, sovranisti... le cui "politiche sociali non hanno nessuna distinzione, se non in peggio, dalle insopportabili ricette, classiste e punitive dei più deboli, dell’estrema destra sociale."

Un esempio, di come il Partito Democratico metterà in atto la solita politica di opposizione, quella in stile Renzi, dove qualsiasi colpo di vento verrà paragonato ad una catastrofe nucleare, ovviamente causata dal nuovo governo.

Non che la nuova brigata non sia immune da contraddizioni, perplessità, dubbi in relazione alla sua composizione, al suo programma e alla sua messa in pratica... ma di certo chi li ha preceduti è stato il principale artefice per aver spianato loro la strada.

I "responsabili" politici della passata legislatura, quelli che pretendono di aver ben governato, hanno guidato il Paese pensando di agevolare in tutti i modi possibili ed immaginabili finanza ed imprese... la grande finanza e le grandi imprese, per la precisione.

Lo scopo era quello di lasciare a loro la responsabilità che i benefici ottenuti ricadessero a cascata anche su famiglie e piccole e medie imprese. È stato così, ma solo in parte. E molta gente non ha gradito. C'è stato un passo indietro, un mea culpa, un qualche aggiustamento rispetto agli errori fatti?

No! Senza alcuna logica, Renzi ed il suo partito hanno impostato la campagna elettorale promuovendo se stessi e quanto fatto... nonostante i dati relativi a come il supposto benessere raggiunto dall'Italia non fossero poi ripartiti così equamente come da loro sbandierato, aumentando disuguaglianza e disagio.

E chi non era soddisfatto di come finora era stata gestita la cosa pubblica che doveva fare? Continuare a votare per il Pd? Lega e 5 Stelle hanno fatto il pieno, di un voto da considerarsi di protesta grazie, soprattutto, agli errori del Pd.

Il Pd avrebbe potuto arginare quella che definisce una deriva (s)fascista del nuovo governo alleandosi con i 5 Stelle per indirizzare così la politica sulle proprie posizioni. Era una soluzione... ma dopo che si è scelto, legittimamente, di non verificarne nemmeno la possibilità, perché adesso mettere in scena tutta questa canea?

 

Categoria Politica
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