Scarlett Von Wollenmann- La Voce Per Amare

Scarlett Von Wollenmann- La Voce Per Amare

Lourdes, ultima settimana di settembre 1997, il grande Santuario di Maria accoglie il pellegrinaggio nazionale  italiano dell’ Unitalsi. E’ presente anche la cantante anglo-svizzera, Scarlett Von Wollenmann, che vive in carrozzella a causa di un incidente d’auto. Facemmo conoscenza al Santuario di S. Gabriele il 26 agosto in occasione della Tendopoli, promettendo di rivederci a Lourdes. Ci incontrammo il 25 setembre all’ Hotel  Paradis.

Buongiorno , Scarlett, sono lieto di rivederti qui a Lourdes.

Grazie , Padre Giovanni, anch’io sono contenta di rivederti.Ti Aspettavo.Tutte e due siamo stati fedeli alla promessa di rivederci,non è vero?Ora voglio parlarti di me, sa hai la bontà e la pazienza di ascoltarmi.

Sono nata in Svizzera.

Mio padre è svizzero, mia madre inglese.Ho anche qualcosa di italiano perché ho mia nonna ticinese.Sono stata battezzata nella Chiesa cattolica e ho studiato il catechismo.Ho un fratello minore.Nostra madre ci  ha insegnato a essere buoni , leali, a conoscere il mondo con tutto ciò che vi è di buono, ad essere maturi per fare le nostre scelte.Andavo sempre in Chiesa, mio padre diceva che mi sarei fatta suora. Ma io sognavo  di suonare il pianoforte e di fare la cantante. Ci sono riuscita solo a metà. Posso si cantare, ma non far volare le dita sulla tastiera del pianoforte. Essendo mia madre giornalista e artista(dipingeva), con la mia famiglia ho viaggiato molto in Africa,in Spagna, in Francia.Nei paesi in cui ho viaggiato ho avuto modo di studiare e imparare le lingue.Ne parlo 5. Sono anche pianista e ho composto dei brani per alcuni artisti in Inglilterra.

Quando sei venuta in Italia?

Nel 1985. In Italia ho avuto molta fortuna. Ho lavorato con Scialpi.Ho vinto anche un disco d’oro.Ero molto felice, mi andava bene tutto.Roma è la città più bella del mondo, ma è anche la città che ha cambiato la mia vita. Avvenne il 10 novembre 1995, al Colosseo.Urtai con la macchina il cordolo del marciapiede, persi il controllo della guida finendo contro il palo di un lampione.Andavo molto piano, non più di 25 km all’ ora, ma l’incidente mi ha segnato la vita. Come vedi sono tetraplegica, bloccata dal collo in giù.

Questo incidente come ha segnato al tua vita?

Prima dell’ incidente, ero  una ragazza non diversa dalle altre, forse avevo un po’ più di successo.Ero sempre allegra, in pace con tutti.Il mio lavoro mi dava la possibilità di vivere una vita tranquilla

dal lato economico, senza dovere chiedere niente a nessuno.Guardando la televisione, vedevo gente sulla sedia a rotelle.Pensavo:”Che disgrazia!”Magari dicevo una preghiera, giravo canale e non ci pensavo più.Mi comportavo come tutti quelli che non si rendono conto che esiste la sofferenza o per lo meno che non ti tocca..Fino a che non sono stata costretta io stessa ad affrontare il peso più grande del mondo.Io non credo che le cose della vita accadono per caso.Il mio è stato un incidente banalissimo.Si, mi ha segnato la vita così.Ma ho trovato una grande forza spirituale, solo con essa posso sopportare i dolori che soffro nelle  24 ore della giornata. E poi l’ esperienza di Lourdes…

A proposito, come sei arrivata a Lourdes?

La prima volta fu lo scorso anno, 1996, in occasione del pellegrinaggio nazionale italiano dell’ Unitalsi.Alcuni amici dell’Unitalsi mi invitarono a venire a Lourdes e a cantare per coloro che soffrono.Avevo paura, non volevo uscire dalla clinica.Gli amici insistevano:”Vieni almeno per vedere”.E

Avevano ragione. Venni a Lourdes e da allora sono rinata. Vedendo tante persone in condizioni peggiori della mia, mi sentii in qualche modo fortunata.Pensavo:”Almeno io posso mangiare da sola, posso parlare le mie cinque lingue, posso comunicare con la parola…”

… e cantare…

Si, ma piano piano.In clinica a Roma, mi dissero che avrei avuto solo una settimana di vita, al massimo due…o che se fossi ancora vissuta non avrei potuto respirare da sola, che mai avrei potuto tornare a cantare…Poi non so come, avvenne il miracolo.Dopo due settimane mi tolsero il respiratore artificiale.Riuscivo a respirare da sola, cominciai a parlare.Mi sentii rinascere.In ospedale vicno a me, vedevo altre persone che morivano. Pregavo per loro perché potessero andare a vivere in un posto migliore senza più sofferenze.Chiedevo:” Perché io sono ancora in vita mentre altri muoiono?”. E cercavo una ragione di vita. Venni a Lourdes, qui ho trovato al ragione di vita.

La sera fui accompagnata alla Grotta, pregai per un mio amico che in Svizzera stava morendo. Vedendo intorno a me tante persone sofferenti, chiesi alla Madonna la grazia non di poter camminare, ma la forza di andare avanti, di poter aiutare gli altri col mio umorismo, col mio sorriso,perché sono di spirito allegro.Non mi importa camminare, mi basta di poter sorridere a chi mi sta intorno.Quella sera stessa si teneva il concerto per gli ammalati,cantava Riccardo Cocciante.Sollecitata dagli amici vi andai.Mi esortavano  a cantare.Dicevo di no.Poi da dietro le quinte,vedendo le tante persone in barella, in carrozzella, ridotte in così dolorosa condizione,pensai:”Io ora sono come loro,una di loro,non posso non cantare,non è giusto se non canto”.

E  facesti  ad essi il dono della tua voce…cantasti benissimo .Lo ricordo bene.

Si  cantai.Quando mi portarono sul palcoscenico, scoprii la ragione della mia vita.Allora scoprii che la mia vita, la mia seconda vita era  di stare con quelli che soffrono, di parlare ad essi, di dar loro un momento, tanti momenti di gioia.Mi sentii veramente felice.Anche quest’anno sono tornata a Lourdes, lieta di rivedere queste persone, di stare con esse, di regalare ad esse un sorriso, un canto,perché io posso sorridere e cantare. Credimi, padre Giovanni, è difficile soffrire e veder soffrire.Ma la vita va vissuta comunque anche nel dolore.Io voglio far parte e faccio parte di un’anima molto grande che sono le persone che soffrono…

Ed  ora Scarlett, come vedi il tuo futuro?

Vorrei vivere in Italia perché l’ Italia mi ha dato tanto successo, amici… Ma voglio lavorare in mezzo alle persone che soffrono, date ad esse la speranza, la fede.Io  non sono stata mai così credente come ora.In questa sofferenza ho scoperto veramente Dio.Adesso, credimi,, sono più felice di prima.Al difuori di tutto questo, io non vedo altra ragione per vivere.Non mi importa tanto salire sul palcoscenico e cantare.Voglio stare vicino a coloro che sofrono per insegnare ad essi che si deve vivere, che si deve avere tanta fede, che attraverso la sofferenza si trova la speranza e con essa tanta gioia.

Ogni mattina sorge il sole, ogni mese sboccia un fiore. Questa è la vita.E Dio è con noi, tra noi, sempre.Io vorrei dare di più, fare  di più per i malati.Vorrei dare qualcosa che parta dal cuore e dalla fede. A causa dell’incidente ho rischiato di morire tre volte. E ho lottato con tutta l’ anima per sopravvivere.Io credo  che non per caso Dio mi ha lasciato vivere.Credo che mi ha lasciato in vita per aiutare gli altri, per condividere con gli altri la mia gioia, per aiutarli a star bene come io sto bene ora,malgrado la mia sofferenza,perché, credimi, padre Giovanni, io oggi veramente sono più felice di prima.

Quando, in occasione della Tendopoli venni al Santuario, pregando davanti alla urna di S.Gabriele fui colpita dal volto sereno del Santo.Mi parve che io quel volto lo avessi già visto; non so dove, non so quando, ma sono certa di averlo già visto…E mi commossi quando seppi che io sono nata lo stesso giorno, mese e anno in cui Egli morì, a cento anni di distanza, il 27 febbraio 1962.Che segno è questo,padre?So che S.Gabriele dà forza a tante persone che soffrono.L’ha data anche a me.

 

Chiudemmo la conversazione,lei doveva prepararsi per il concerto della sera. Animata da così delicati e forti sentimenti, Scarlett cantò meravigliosamente, donando ai fratelli e sorelle sofferenti venuti dall’ Italia in pellegrinaggio a Lourdes, la sua voce stupenda, il suo sorriso luminoso,il suo cuore cos’ ricco di amore.

                                        Di Giovanni Costantini – L’ECO di SAN GABRIELE

                                         Novembre 1997

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nella categoria Cultura e Spettacolo
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