Il Movimento Internazionale dei sacerdoti sposati  commenta un articolo di Settimana News sulla Chiesa clandestina in Cecoslovacchia.

L'autrice dell'articolo è Suor Marta (v. testo).

Abbiamo inoltre la testimonianza di padre Jan Kofroň, che a volte viene a celebrare la S. Messa qui da noi. Sacerdote, sposato, con una famiglia e dei figli, è stato ordinato sacerdote nella Chiesa cattolica nel tempo del comunismo.

Finito il comunismo, si è con molta umiltà rimesso nelle mani della Chiesa e della sua decisione. Gli è stato rinnovato il permesso di servire la Chiesa come sacerdote e ora è cappellano in un ospedale psichiatrico e aiuto in una parrocchia a Praga. Una figlia lavora alla Radio Vaticana, la moglie ci aiuta nella traduzione delle opere di s. Giovanni della Croce.

Conosciamo inoltre un altro sacerdote sposato, Václav Ventura, e conosciamo sacerdoti che hanno il papà sacerdote, come Marek Orko Vácha. E sacerdoti della Chiesa clandestina, come Václav Dvořák.

Sappiamo però di sacerdoti sposati che hanno vissuto con dolore questo passaggio e che in loro è rimasta una ferita: hanno servito infatti la Chiesa mettendo a rischio la propria vita durante il comunismo e poi, finito il comunismo, sono stati visti dalla Chiesa stessa forse più con paura o come un problema. Evidentemente non è stato un passaggio semplice.


Fonte: Settimana News