Francesco è un ex testimone di Geova di 34 anni. Ha spiegato al quotidiano Fanpage la cattiva infanzia che ha dovuto vivere in famiglia, lui e la sorella, a causa della madre, testimone di Geova di vecchia data. Il padre era un maresciallo dell'esercito. Andato in pensione, segue le orme della moglie e di conseguenza anche i figli si adeguano.

Francesco all'epoca ha 7 anni e comprende che quella religione non fa per lui. Tanto più che la madre passa le giornate a parlare delle dottrine religiose, costringendo lui e la sorella ad ascoltarla. Con il tempo diventa anche peggio: la donna si rivela ossessionata dalle sue credenze. Impedisce anche ai figli di partecipare agli incontri con i compagni di scuola, accettando solo amicizie dentro la congregazione.

Un giorno però la madre gli dà il permesso di partecipare a una festa tra coetanei. Per Francesco, che ha 13 anni, sembra un miracolo, ma quando giunge alla festa scopre che ci sono solo figli di testimoni di Geova, accompagnati dai loro genitori che per ben 3 ore non fanno altro che parlare delle dottrine della Watchtower. A quel punto il bambino, esasperato, dice chiaramente di non voler più seguire la religione dei testimoni di Geova, tra lo stupore generale.

Quello che accade dopo lo racconta lui stesso: “Quando alla festa ho detto che non mi interessava Geova hanno cominciato tutti a guardarmi come se avessi detto una bestemmia, un’oscenità. E una volta a casa, mia madre ha pensato bene di picchiarmi forte. E non è successo solo quella volta: se mi rifiutavo di andare alle adunanze, erano botte. Mi sentivo recluso dentro una realtà che non mi apparteneva – continua – un mondo che rifiutavo”.

Le letture delle pubblicazioni della Watchtower sono così frequenti che a un certo punto Francesco, che nel frattempo è diventato un ragazzo, decide di scappare di casa, ma ogni volta gli assistenti sociali lo riportano dai genitori i quali affermano che il ragazzo ha dei problemi.

Non erano solo le amicizie fuori dalla congregazione a essere bandite, ma pure le frequentazioni con l'altro sesso. “Una volta ho portato a casa un’amichetta che non era testimone di Geova. Mia madre ha cominciato a farle un interrogatorio assurdo chiedendole se fosse vergine e altre cose piuttosto intime. Come risultato, questa ragazzina è andata via inorridita e non l’ho più rivista”, spiega Francesco.

Il giovane studia ma capisce che per mollare la famiglia deve smettere di studiare e trovarsi un lavoro che gli permetta di vivere da solo. “Ho abbandonato al quarto anno delle superiori per andare a lavorare. Era l’unico modo per smettere di vivere con i miei”. Francesco alla fine ci riesce: trova un lavoro e abbandona la casa. Sua sorella Rebecca però è ancora minorenne ed è costretta, suo malgrado, a seguire la religione.  Voleva andare all'università, ma glielo impediscono dicendole che predicare era più importante. E quando Rebecca, ormai maggiorenne, comincia a frequentare il fratello, decidono di impedirlo in ogni modo.

“La tenevano segregata in casa, finché un giorno ho chiamato la polizia per farmi aprire. Mia madre, di fronte alla presenza degli agenti, è stata costretta a far uscire Rebecca. Solo in questo modo sono riuscito a portarla via con me”.

Francesco e Rebecca ora vivono insieme, fuori dalla cerchia familiare che li ha visti vivere un'infanzia difficile. I rapporti con i genitori si sono definitivamente rotti. “Noi siamo morti per loro”, ammette il 34enne. Non è stato facile per i due fratelli superare la loro difficile infanzia. Ancora oggi, soprattutto Rebecca, porta con sé gli effetti della rigida educazione religiosa che le è stata imposta. “Credo che i testimoni di Geova siano bravissimi a distruggere le famiglie", conclude Francesco,  "con la mia ci sono riusciti benissimo”.