Integre le ostie della chiesa di Arquata, rimaste sotto le macerie dal 2016

Integre le ostie della chiesa di Arquata, rimaste sotto le macerie dal 2016

Avvenire, il quotidiano della Cei, ci informa che nella chiesa di Santa Maria Assunta di Arquata, andata distrutta dal terremoto del 2016, dalle macerie è stato recuperato, alcune settimane fa, un tabernacolo del '500, un oggetto prezioso di cui si sono occupati i carabinieri del nucleo Tutela beni culturali.

Dopo il ritrovamento, i militari hanno custodito l'opera in un magazzino, finché la Curia non ha deciso di verificarne lo stato. Aperto il tabernacolo, all'interno vi era ancora la pisside - il calice dove vengono conservate le ostie consacrate - ripiena delle ostie rimaste sepolte dal 2016.

Fin qui nulla d'insolito. Ma la vera notizia, che ha fatto scomodare Avvenire, è che le quaranta ostie, tante erano contenute nella pisside, erano intatte: «Si sentiva ancora il profumo, è qualcosa che ci commuove, è un segno di speranza per tutti. Ci dice che anche Gesù è terremotato come tutti, ma è uscito vivo dalle macerie», ha detto il vescovo di Ascoli Piceno, Giovanni D’Ercole.

Ma se sono intatte, c'è allora la possibilità che si tratti di un miracolo! Infatti, come ci ricorda don Angelo Ciancotti, sacerdote della cattedrale di Ascoli Piceno che per primo ha aperto il tabernacolo e scoperchiato la pisside, non vi era «nessun batterio o muffa, come capita a tutte le ostie dopo qualche settimana. E invece quelle, ad un anno e mezzo di distanza, sembravano fatte il giorno prima.»

Un miracolo che, come ci ricorda l'articolo, richiama quello eucaristico di Siena, quando nell'agosto del 1730 dei ladri rubarono dalla chiesa di San Francesco la pisside che conteneva oltre trecento ostie consacrate.

Dopo tre giorni di ricerche - la pisside era d'argento e non certo piccola, considerando il numero di ostie in essa contenute - le ostie furono ritrovate integre nella chiesa di Santa Maria di Provenzano, sempre a Siena, in una cassetta per le elemosine ed il giorno seguente, con una processione, furono riconsegnate alla chiesa di San Francesco, dove si trovano ancora oggi, intatte come al momento del ritrovamento.

Questi i fatti. Da chiedersi, dopo aver appresa la notizia e soprattutto i commenti che ne sono seguiti, perché la Chiesa ancora oggi abbia bisogno di aggrapparsi ai miracoli per giustificare se stessa, quando ha racchiusi nei Vangeli così tanti insegnamenti, dopo duemila ancora intatti e perfettamente integri, che deve ancora mettere in pratica, in special modo in una società che, con il passare del tempo, diventa sempre più ingiusta e crudele.

Categoria Cronaca
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