Il futuro del gioco d'azzardo nel nuovo scenario politico in Italia

Il futuro del gioco d'azzardo nel nuovo scenario politico in Italia

Capire chi potrà guidare il nuovo governo in Italia è sicuramente un rebus, ma non secondo i bookmaker che, come riporta l'agenzia Agipronews, specializzata nel settore, sarà Matteo Salvini, le cui quote nelle giocate sono date a 1,50 con Luigi Di Maio che invece è dato a 2,50.

Ma se per chi gestisce le scommesse non sarà necessario attendere molto per vedere la formazione di un nuovo esecutivo, la sua durata però viene indicata come breve, tanto che gli italiani rischierebbero di dover tornare alle urne dopo poco tempo dalla sua nascita.

Qualunque sia delle due forze politiche, quella incaricata a dar vita ad un nuovo governo, va detto che non potrà che avere conseguenze anche sul mondo dei giochi, da tempo al centro di grandi discussioni politiche, in base alle linee guida sul settore che sono state inserite nei singoli programmi elettorali dei due movimenti.

In quello dei 5 Stelle, secondo quanto riferisce Agipronews, il gioco compare nella parte relativa alla salute, ergo l’area di intervento dei pentastellati riguarderebbe il contrasto ai fenomeni di dipendenza, sebbene non vengano indicati strumenti specifici. Si parla di «boom dell’azzardo» e di «selvaggia liberalizzazione» che hanno «spinto molte persone a sfidare la sorte per cercare una soluzione alla perdita di reddito».

La soluzione indicata dai 5 Stelle è dunque «una strategia articolata per incidere sulla domanda, sull’offerta e anche sul controllo dell’illegalità». Fuori dalla stretta lettera del programma, in campagna elettorale, più volte i candidati grillini hanno sostenuto di voler finanziare la misura del reddito di cittadinanza attraverso un generico innalzamento delle tasse sul gioco d’azzardo.

Il partito di Matteo Salvini, dedica a sua volta un paragrafo ad hoc sul gioco d'azzardo al capitolo sicurezza, nel quale vengono elencate le precise misure da adottare. Tra queste «l’introduzione di controlli fiscali più stringenti» e una espulsione delle slot dagli esercizi pubblici.

Misure più stringenti, inoltre, sono previste anche in tema di distanza di sale e apparecchi dai cosiddetti “luoghi sensibili” (scuole, chiese, centri di aggregazione giovanile), da innalzare fino a 1.000 metri, rispetto ai 500 previsti al momento da molte leggi regionali. Infine, il gioco appare anche al capitolo sport, ma come fonte di copertura finanziaria. Prelevando una percentuale da «scommesse e giochi» si andrebbero a coprire le spese di potenziamento e ammodernamento dell’impiantistica sportiva.

Mario Falorni
Categoria Economia
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