Acqua alla spina: perché sceglierla nei ristoranti e bar

Acqua alla spina: perché sceglierla nei ristoranti e bar

In Italia, così come nel resto del mondo, complice la crisi economica degli ultimi decenni e una generale svolta ecologista, la popolazione ha riacquistato fiducia nell’acqua del rubinetto. Gli stessi comuni hanno fatto a gara per installare le cosiddette case dell’acqua, punti di distribuzione di acqua pubblica filtrata, dove i cittadini possono attingere ad acqua fresca, naturale o frizzante, a costi decisamente molto bassi.

Ma, l’abitudine di assumere acqua del rubinetto microfiltrata, dalle case si è spostata in poco tempo anche ai bar, ai ristornati e agli uffici. Si può dire che, ormai, la presenza di distributori di acqua alla spina sia una realtà diffusa in moltissimi locali pubblici o luoghi di lavoro.

L’acqua del sindaco piace


Secondo i dati elaborati nel 2013 dai gestori dell’acqua pubblica, ogni comune che ha installato nel suo territorio una casa dell’acqua ha ricevuto apprezzamenti e riscontri positivi da parte dei cittadini, soprattutto nel Nord Italia. L’uso quotidiano dell’acqua del sindaco ha, inoltre, collaborato a diffondere l’abitudine a bere acqua alla spina anche fuori casa.

Nell’anno preso in considerazione, l’erogazione media per impianto è stata di circa 2.500 litri al giorno, l’equivalente di 1.700 bottiglie di plastica risparmiate. Moltiplicare questo numero per il totale delle casette dell’acqua presenti sul territorio, dà l’idea di quanto sia importante il loro contributo nella lotta all’inquinamento.

7 buoni motivi per installare un distributore d’acqua


Andare al ristorante, in mensa o al bar e vederci servire acqua in caraffe, oggi non ci sorprende più. L’usanza di bere acqua microfiltrata, tipica di numerosi paesi stranieri, si sta espandendo anche da noi. E, se in generale gli italiani sono più propensi a bere acqua alla spina, anche i ristoratori e tutto il settore Ho.re.ca. si stanno gradualmente convincendo a installare un distributore automatico d’acqua nei loro locali.

Ecco 7 valide ragioni che convinceranno anche i più scettici a passare all’acqua alla spina:

riduzione dei costi di gestione e garanzia di erogare un servizio di qualità al cliente; eliminazione del tradizionale e ingombrante stoccaggio delle bottiglie d’acqua, fondamentale soprattutto nei locali piccoli in cui lo spazio è un bene prezioso; miglioramento dell’estetica della location. I dispenser d’acqua hanno un design elegante e funzionale che non rovina la bellezza degli ambienti, bensì la esalta; possibilità di esaudire i gusti e le esigenze dei clienti. L’acqua, infatti, può essere erogata fredda, a temperatura ambiente, frizzante o naturale perché, ai sistemi di filtrazione sono associati dei frigogasatori; concessione di un benefit ai dipendenti interni che, così, possono dissetarsi durante la giornata lavorativa attingendo all’acqua del distributore; erogazione garantita di acqua buona e di qualità. Quella che esce dal rubinetto, in generale, è già di qualità poiché subisce più controlli dell’acqua venduta in bottiglia ma, a volte, può avere un gusto non gradevole. Grazie ai filtri presenti del dispenser, odore e sapore sgradevoli, torbidità ed eventuali sostanze nocive presenti, vengono definitivamente eliminati; diminuzione dello spreco di plastica e salvaguardia dell’ambiente. Disporre di un distributore di acqua alla spina , aiuta a ridurre in maniera significativa le emissioni di CO2 nell’atmosfera poiché, più sono i locali che ne possiedono uno, meno sono le bottiglie di plastica da smaltire e, minore è il numero di furgoni in transito per la consegna di bottiglie o boccioni.

Perché pagare l’acqua pubblica al ristorante


Per quanto riguarda la ristorazione, specialmente all’inizio, ci sono state svariate polemiche da parte dei consumatori che hanno lamentato il fatto di dover pagare l’acqua del rubinetto messa in caraffa e servita ai tavoli. La polemica è stata presto spenta perché, come abbiamo già accennato, le cose non stanno proprio così. L’acqua spillata che beviamo viene trattata dalle macchine per l’acqua che la erogano: filtri e gruppi di raffreddamento devono seguire norme precise e necessitano di manutenzione continua che, per il ristoratore, è un costo da sostenere.

 

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