Concludo un ciclo di interventi su questo sito ringraziando la redazione per l’ospitalità. Ringrazio poi tutti coloro che mi hanno letto e che hanno fatto commenti ai miei post. Sia commenti favorevoli che sfavorevoli. Sia le critiche amichevoli che quelle un po' più dure.

 Eccomi di nuovo al mio appuntamento quindicinale. Chi mi segue si sarà accorto che a parte due volte all’inizio, ogni primo e quindicesimo giorno del mese mi faccio vivo scrivendo qualche cosa. Ho fatto la scelta di scrivere ogni due settimane per dare tempo di leggere e commentare tra un post e l’altro.                                                                              

Vorrei ringraziare prima di tutti coloro che amministrano questa piattaforma per l’ospitalità. Ho iniziato questa “esperienza” grazie a chi ha scritto prima di me oltre 40 articoli sull’argomento che più mi sta a cuore, i Testimoni di Geova e da questi articoli ho tratto molti spunti. Altre idee me le hanno fornite i tanti commenti su quello che io scrivevo. 

Per questo ringrazio sia colui che ha scritto gli articoli iniziali che i molti partecipanti alle discussioni. Sono convinto che tutti (io per primo) possiamo arricchirci con l’esperienza e i suggerimenti di tutti. La stragrande maggioranza sono stati commenti contrari alle mie esposizioni. Qualcuno ad un certo punto constatando i tanti messaggi contrari e aggressivi, commenti pieni di obiezioni su quello che affermavo, mi ha anche consigliato di smettere di scrivere. Ci ho riflettuto, ma poi ho deciso di continuare, altrimenti dovrei smettere di parlare della mia fede anche nelle altre occasioni in cui lo faccio (opera pubblica e altro) poiché la maggioranza delle persone che incontro fanno le stesse obiezioni e muovono le stesse critiche. Io però mi sforzo d’avere una mente aperta, nonostante in alcuni di quei commenti sia accusato del contrario. La penso come lo scrittore del libro Belief in God and Intellectual Honesty (Credenza in Dio e onestà intellettuale) il quale spiega che chi possiede “onestà intellettuale” è caratterizzato dalla “prontezza a vagliare attentamente ciò che ritiene vero” e a “prestare sufficiente attenzione ad altre prove disponibili”.   

Per questa ragione ringrazio anche per le critiche garbate o sgarbate, pungenti e a volte pesanti, se non addirittura offensive. Si, ringrazio anche per quelle, dal momento che mi hanno stimolato a riflettere, ad esaminare me stesso, le cose in cui credo e le ragioni per cui ci credo. 

Non essendo io più giovanissimo il cervello, come un muscolo se non viene usato, tende ad atrofizzarsi. E di certo cercare di rispondere, spiegare, riflettere, mettere insieme le idee ed esporle, anche se da dilettante e non da professionista (non sono un giornalista) contribuisce ad allenarlo.

Quando saranno finite le restrizioni causate dalla pandemia e potrò riprendere (insieme ai miei compagni di fede) la normale opera di predicazione pubblica e di casa in casa (Atti 20:20), sono certo che continuerò a trovare quelle stesse obiezioni che ho sempre trovato e che ho sentito qui nei vari interventi, in questi due anni di forzata e ridotta attività. Devo ringraziare per la possibilità che mi è stata offerta. Questa esperienza “mi ha tenuto in allenamento”. 

Dicevo che la stragrande maggioranza dei commenti sono stati (come era prevedibile) contrari, ma questo fa parte del gioco, inoltre io non ho mai preteso (né mi aspetto) consensi, il “grande pubblico”, le “grandi folle”. Anche se a uno solo di quelli che mi hanno letto in questi mesi ho dato spunti di riflessione, o uno solo è stato incoraggiato da ciò che ho scritto, per me questo è sufficiente, lo reputo un traguardo raggiunto.

Non è detto che in assoluto io non mi faccia di nuovo vivo e scriva ancora qualche cosa. Se mi verranno altre idee, se avrò altri spunti e se avrò altre cose da dire, lo farò sicuramente. Chi mi conosce sa che leggo molto e molte volte rispondo, intervengo e aggiungo ciò che penso. Ma per ora mi fermo qui.                                                                  

Non mi cancello da questa piattaforma, se qualcuno vuol mandarmi un messaggio sa che può farlo andando sul mio profilo e cliccando su “contattami”, magari visto che è privato presentandosi almeno con il suo vero nome e cognome, come si fa normalmente tra persone civili quando ci si parla (o ci si scrive). E’ vero, qui, pubblicamente andando contro i miei principi ho fatto alcune eccezioni rispondendo anche a chi ha scritto usando nomi fittizi, nascosto nell’anonimato, ho fatto quelle eccezioni dal momento che ho constatato come nel web questa sia una pratica comune. Ma privatamente non rispondo a lettere anonime. Ho visto che attraverso il contatto del mio profilo i messaggi arrivano all’indirizzo della mia posta elettronica, c’è chi lo ha fatto e il messaggio mi è arrivato regolarmente. Poi sempre sul profilo c’è un link per la mia pagina facebook e può contattarmi tramite messenger.

Un saluto sincero a tutti e grazie ancora.