Ieri in Senato si è dibattuto sulla votazione dell'emendamento Marcucci, il cosiddetto canguro, che avrebbe dovuto cancellare dal dibattito gli emendamenti presentati dalla Lega, circa 5000, ed accelerare così la discussione in aula.

Il capogruppo della Lega, il senatore Centinaio, ieri ha ribadito l'intenzione del gruppo di cancellare la quasi totalità degli emendamenti conservandone solo 500, nel caso in cui il PD avesse ritirato il canguro di Marcucci.
Dal capogruppo del PD Zanda non vi è stata alcuna apertura in tal senso e così l'aula è stata chiamata ad esprimersi con un voto pro o contro il canguro.

A questo punto i vari gruppi si sono espressi a favore o contro, prima di effettuare la votazione. Il gruppo del M5S, ha detto che avrebbe votato contro l'emendamento canguro, più che per una questione di merito per una questione di principio. Infatti, lo stesso strumento è stato usato dalla maggioranza e contrastato dai 5 Stelle in altre occasioni durante il dibattito al Senato, ad esempio la riforma costituzionale, e per questo si è rifiutato di votare a favore dell'utilizzo di uno strumento che in passato aveva più volte giudicato sbagliato.

A questo punto, poiché il PD non era più sicuro di ottenere i voti necessari per l'emendamento Marcucci ha chiesto ed ottenuto di rimandare ad oggi il voto.
La speranza era che all'interno della maggioranza, dove le componenti cattoliche anche all'interno dello stesso PD non sono favorevoli all'articolo della Cirinnà relativo alla stepchild adoption, si trovasse un accordo, ma così non è stato.

Quindi, questa mattina,  per non votare il canguro Marcucci, nonostante la disponibilità della Lega a rinunciare ai suoi emendamenti, il capogruppo del PD Zanda ha proposto di rinviare la discussione della legge Cirinnà a data da destinarsi.
Pertanto, i lavori dell'aula del Senato sono stati sospesi ed è stata indetta una conferenza dei capigruppo del Senato per decidere su come procedere.

Politicamente, il PD e gli alleati della maggioranza hanno subito tentato di scaricare la responsabilità di questa scelta sul Movimento 5 Stelle, accusandoli di non voler votare la Cirinnà per dissidi interni.
In realtà, è la maggiornaza che non riesce a gestire i dissidi interni sull'adozione del figliastro o stepchild adoption che sia, quindi dopo la riunione dei  capigruppo la decisione è stata di postporre la discussione del ddl Cirinnà alla prossima settimana, sperando nel frattempo di trovare un accordo che soddisfi i cattolici, il che nella pratica significherebbe togliere l'articolo sulla stepchild adoption dalla Cirinnà.

Comunque vada, una sconfitta per i diritti civili in nome di non si sa bene in favore di quale salvaguardia e quale tutela se non quella di ottenere da parte di alcuni politici una qualche benedizione elettorlae da parte della gerarchia cattolica.