Il voto alle presidenziali in Francia a pochi giorni dal ballottaggio

Il voto alle presidenziali in Francia a pochi giorni dal ballottaggio

Secondo gli ultimi rilevamenti effettuati da IPSOS per conto di alcuni media francesi, Emmanuel Macron manterrebbe un sicuro vantaggio sull'altro candidato al ballottaggio delle elezioni presidenziali, Marine Le Pen.

I rapporti di forza tra i due oscillano tra il 57% e il 63% delle intenzioni di voto per il candidato di En Marche ed il 37% ed il 43% che invece andrebbe alla candidata del Front National.

In pratica, lo scenario che veniva ipotizzato già al primo turno nel caso i due fossero riusciti ad arrivare al ballottaggio viene sostanzialmente confermato.

Forse, Marine Le Pen, rispetto ad allora, è riuscita a racimolare qualche punto di percentuale in più rispetto al suo avversario.

Di seguito, in dettaglo le ripartizioni dei voti, in base all'ultimo sondaggio IPSOS, degli elettori che al precedente turno avevano votato per Fillon (repubblicani), Mélenchon (sinistra radicale) ed Hamon (socialisti).

Gli elettori di Fillon per il 49% voteranno Macron e per il 25% la Le Pen. Gli indecisi sono il 26%.
Chi aveva scelto Mélenchon, anche lui sembra orientato a votare, con il 47%, per Macron, mentre solo il 19% sceglerebbe Le Pen. Ma in questo caso coloro che non si esprimono sono il 34%.
Tra i più convinti da Macron sono i socialisti di Hamon, le cui prefeneze superano il 75%, con la Le Pen che, in questo caso, si deve accontentare di un misero 5%. I socialisti che non hanno espresso un'opinione sono il 19%.

Da questi dati sembrerebbe che il risultato del 7 maggio sia un voto scontato, soprattutto considerando che nel precedente turno i sondaggisti francesi hanno dimostrato di aver saputo azzeccare in pieno le loro previsioni. Solo gli indecisi, se si riversassero in massa a votare per la Le Pen potrebbero rendere il risultato incerto... ma statisticamente è a dir poco impossibile, a meno che nel frattemnpo non accada un fatto sensazionale che sparigli le carte già in tavola.

E perfino la chiesa francese, esprimendosi con formule indirette, avrebbe deciso di indicare ai propri fedeli la candidatura di Macron come la migliore, voltando decisamente le spalle a Marine Le Pen, al di là di alcuni casi in cui i vesconi hanno dato indicazioni precise e nel caso lo hanno fatto proprio per il candidato di En Marche.

Rifiuto della paura, rifiuto dell'altro, a favore dell'odio, dell'esclusione, della chiusura, la mancanza di aperture e opportunità offerte da un'Europa Unita costituiscono le motivazioni che hanno spinto il clero francese a cercare l'unità del voto dei propri fedeli invitandoli a scegliere un'unità nel rispetto delle differenze e non nell'intenzione di sopprimerle con la negazione e l'esclusione.

Ma non bisogna dimenticare che le posizioni liberal di Macron nella sua esperienza al governo Hollande ne hanno fatto il responsabile dell'odiatissima riforma del lavaro che ha fatto scendere in pizza milioni di persone, e non bisogna neppure dimenticare la sua esperienza da banchiere in Rostschild... insomma, al di là di come vuole dipingersi, Macron è tutt'altro che un candidato anti sistema come lui sembra volersi dipingere. A ben guardare, sembrerebbe una fotocopia di Renzi, o più in generale, uno dei tanti fanatici emulatori del blairismo.

Riuscirà Macron a nascondere questo suo lato fino a domenica sera? In caso contrario, se i francesi cominciassero a rendersene conto il risultato del ballattaggio per le presidenziali potrebbe anche divenire incerto.

Roberto Castrogiovanni
nella categoria Esteri
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