Disturbi del linguaggio e l'acquisizione di una seconda lingua

Disturbi del linguaggio e l'acquisizione di una seconda lingua

Far crescere un bambino con disturbo del linguaggio con una sola lingua è un mito sfatato.

Il bilinguismo è un concetto ampio da definire perché rappresenta una realtà complessa, nel dizionario Treccani questo fenomeno viene definito come “la capacità che ha un individuo, o un gruppo etnico, di usare alternativamente e senza difficoltà due diverse lingue”. Secondo Uriel Weinreich il bilinguismo è “l’uso alternativo delle lingue”.

Il bilingue è colui che conosce, comprende e parla due lingue, e secondo il neuropsicologo Fabbro un aspetto fondamentale della competenza bilingue è la capacità di separare nettamente i due sistemi linguistici conosciuti.

Lo psicologo Grosjean, invece, sostiene che alla domanda “Chi è bilingue?” è possibile rispondere: “Più della metà della popolazione lo è”. Secondo Renzo Titone il bilinguismo “consiste nella capacità da parte di un individuo di esprimersi in una seconda lingua aderendo fedelmente ai concetti e alle strutture che a tale lingua sono propri, anziché parafrasando la lingua nativa. Attualmente la maggior parte degli studiosi definisce univocamente il bilingue, colui che utilizza regolarmente due o più lingue o dialetti nella vita quotidiana.

In altre parole l’aspetto pluridimensionale del bilinguismo rende molto difficile la ricerca di una definizione generale, capace di rendere conto dei numerosi fattori che regolano questa realtà. Dal bilinguismo tutti possono trarre solo vantaggi, nessun aspetto negativo lo caratterizza. L’idea che l’acquisizione di due o più lingue avrebbe creato confusione mentale, e che non avrebbe portato a padroneggiare in modo preciso nessuna delle due è stata superata da tempo, e grazie a diverse ricerche scientifiche.

È normale che il bambino, nel primo anno di vita, possa incontrare delle difficoltà, questo accade perché ogni volta deve decidere con quale lingua esprimersi, tenendo conto del contesto in cui si trova e del suo interlocutore. I ricercatori hanno inoltre evidenziato l’importanza del fatto che il bambino inizi a produrre parole entro i due anni e a comporre frasi in entrambe le lingue entro i tre anni.

Questo significa che i bambini bilingui non iniziano a parlare molto più tardi rispetto a quelli monolingui. In riferimento al fenomeno del mescolamento delle lingue, anche questo rientra nel normale processo di acquisizione linguistica, i “mescolamenti” non sono da considerarsi errori o segnali di problemi del linguaggio, al contrario rappresentano una risorsa per colmare le lacune lessicali e sintattiche.

I vantaggi cognitivi del bilinguismo non sono solo di natura linguistica, nelle persone bilingue si è osservato una buona capacità di memoria, soprattutto quella a breve termine, e in generale delle facoltà esecutive. Inoltre i bilingui presentano una notevole abilità nell’indirizzare l’attenzione, e hanno una migliore capacità di inibizione di informazioni non rilevanti. La presenza di questi vantaggi viene accertata con dei test specifici che vengono somministrati su un campione bilingue e un campione di controllo monolingue, e poi si verifica che le prestazioni del campione bilingue siano significativamente superiori, quindi tutto ha una base scientifica.

Si parla tanto anche di bilinguismo in situazione di disturbo del linguaggio (DSL) del falso mito, fortunatamente ormai sfatato, secondo cui è meglio far crescere il bambino con DSL solo con una lingua per non creargli ulteriori difficoltà, niente di più falso è un grandissimo errore privare il bambino con DSL di sviluppare una seconda lingua; la capacità linguistica è innata e questo è un dato comprovato e largamente condiviso dalla comunità scientifica; i bambini imparano naturalmente più lingue perché sin dalla nascita siamo predisposti all’ascolto di tutti i suoni linguistici di tutte le lingue.

Il disturbo del linguaggio ha base genetica e interessa circa il 7% della popolazione prescolare e non esiste alcun motivo di supporre che questo disturbo non interessi anche le persone bilingui. Cosa significa questo?

È stato dimostrato che i bilingui affetti da DSL mostrano i sintomi caratteristici del disturbo in entrambe le lingue e la loro condizione di persone bilingue non aggrava affatto questi sintomi. Al contrario, studi recenti hanno dimostrato come il bilinguismo potrebbe essere un fattore protettivo del disturbo specifico del linguaggio e migliorarne il decorso.

Categoria Salute
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