A Chengdu, in Cina, l'incontro dei ministri delle Finanze del G20. Le dichiarazioni di Padoan

A Chengdu, in Cina, l'incontro dei ministri delle Finanze del G20. Le dichiarazioni di Padoan

Prima del Summit del 4-5 settembre dei capi di Stato che si terrà ad Hangzhou, continuano in Cina gli incontri preparatori al G20. A Chengdu si è tenuto il summit dei ministri delle Finanze dei 20 paesi membri.

Il resoconto della riunione letto dal ministro delle Finanze cinese Lou Jiwei non poteva che essere il riassunto delle preoccupazioni causate dagli ultimi eventi che hanno caratterizzato più i fatti della cronaca che quelli dell'economia: terrorismo, conflitti internazionali, flussi migratori, mentre non vi è stato alcun riferimento alla Turchia.

Naturalmente, non poteva mancare un accenno alla  Brexit con l'auspicio che il Regno Unito possa continuare a mantenere relazioni strette con l'Unione Europea. Auspicio condiviso anche dal ministro delle Finanze britannico Philip Hammond che, però, ha ricordato che l'attuale stato dell'arte per quanto riguarda gli accordi di uscita tra Gran Bretagna e Unione Europea è di totale incertezza, se non di buio completo.

Altri elementi di preoccupazione indicati per la crescita economica sono stati la fluttuazione dei prezzi delle materie prime e la bassa crescita dei prezzi. La ricetta indicata, che nella sostanza prevede controllo e collaborazione tra i vari paesi, è degna di Jacques de La Palice. Ma in fin dei conti, da una dichiarazione di un vertice preparatorio non ci si può attendere di più.

L'Italia era rappresentata dal ministro Padoan che a conclusione del vertice ha rilasciato la seguente dichiarazione sull'andamento dei lavori in rapporto allo stato di salute del nostro paese: «Tra pochi mesi vareremo la legge di stabilità, che è la manovra che bisogna fare ogni anno, quindi valuteremmo il nuovo quadro macroeconomico alla luce di questo rallentamento globale, che purtroppo era già iniziato prima della Brexit. Comunque, continueremo a tenere la barra dritta che è quella di una politica di consolidamento e di crescita allo stesso tempo».

Ed anche la situazione delle banche italiane è stata commentata da Padoan: «Con la commissione europea abbiamo da tempo un dialogo molto costruttivo riguardo alla definizione pratica dei gradi di flessibilità che, all'interno della normativa sul bail in, si possono ottenere. Quindi siamo confidenti. Ma per quanto riguarda le banche, escludo che per il momento momento sia necessario ricorrere a queste misure». Inoltre, ha poi aggiunto: «Ribadisco quello che il presidente del Consiglio e io stesso abbiamo ripetuto in queste settimane: il risparmio sarà totalmente garantito».

La "confidenza", che forse si dovrebbe esprimere con fiducia, dal ministro Padoan non è stata però tradotta in fatti e strumenti. Infatti, le previsioni ottimistiche dello scorso anno non corrispondono ai dati della realtà, con l'Italia che si trova ad essere in deflazione nei primi sei mesi e con previsioni che indicano l'andamento dell'economia in netto calo. Come queste "evidenze" possano essere "armonizzate" con le esigenze di bilancio, le norme europee e le promesse di sgravi è tuttora un mistero.

Ma prima o poi Padoan ce lo svelerà o, perlomeno, sarà costretto a farlo.

Roberto Castrogiovanni
nella categoria Economia
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