C'è una cosa curiosa che ho notato dei testimoni di Geova. Una realtà che rasenta la presunzione e la paranoia. I testimoni di Geova interpretano le grane giudiziarie che li riguardano come segno di persecuzione nei loro confronti, senza accorgersi che sono le loro stesse politiche sbagliate a trascinarli in questi procedimenti legali. Notate infatti  cosa scrisse San Paolo:

"Ogni persona stia sottomessa alle autorità superiori, perché non vi è autorità se non da Dio; e le autorità che esistono sono stabilite da Dio. Perciò chi resiste all'autorità si oppone all'ordine di Dio; quelli che vi si oppongono si attireranno addosso una condanna; infatti i magistrati non sono da temere per le opere buone, ma per le cattive. Tu, non vuoi temere l'autorità? Fa  il bene e avrai la sua approvazione, perché il magistrato è un ministro di Dio per il tuo bene; ma se fai il male, temi, perché egli non porta la spada invano; infatti è un ministro di Dio per infliggere una giusta punizione a chi fa il male. Perciò è necessario stare sottomessi, non soltanto per timore della punizione, ma anche per motivo di coscienza. È anche per questa ragione che voi pagate le imposte, perché essi, che sono costantemente dediti a questa funzione, sono ministri di Dio. Rendete a ciascuno quel che gli è dovuto: l'imposta a chi è dovuta l'imposta, la tassa a chi la tassa; il timore a chi il timore; l'onore a chi l'onore." (Romani 13:1-7).

Questo versetto dice chiaramente che le autorità preposte possono anche essere strumenti di Dio per punire chi commette il male. Se i testimoni di Geova devono affrontare cause penali per casi legati alla pedofilia o all'ostracismo perché devo dichiararsi perseguitati? Non si chiedono se possano essere i loro stessi errori a punirli?

Sembra di no, perché loro tendono sempre a negare tutto, senza farsi mai un esame di coscienza per capire dove sbagliano. La colpa è solo di  governanti, magistrati o giornalisti che mettono in cattiva luce l'operato della Watch Tower, mescolando in un unico pentolone chiunque osi evidenziare le lacune del loro operato.

I testimoni di Geova pretendono di essere sempre dalla parte della ragione, anche davanti a prove schiaccianti, e non hanno l'umiltà di ammettere i propri errori, chiedere scusa e cambiare politiche organizzative che sono poi quelle che li cacciano nei guai. Questo perché il vecchio slogan "chi è causa del suo male pianga se stesso" non è contemplato dai testimoni di Geova. E' contemplata solo una ingiustificata presunzione.