Prodi vota la coalizione di centrosinistra, ma non il Partito Democratico

Prodi vota la coalizione di centrosinistra, ma non il Partito Democratico

L'ex presidente del Consiglio Romano Prodi ha partecipato lo scorso fine settimana al lancio di Insieme, la lista che alle politiche si presenta in coalizione con il Partito Democratico, formata dai socialisti di Riccardo Nencini, dai Verdi di Angelo Bonelli e da Area civica di Giulio Santagata, quest'ultimo da sempre stretto collaboratore di Romano Prodi. Un raggruppamento che porta avanti, ha ricordato Prodi, «la logica che era il mio sogno, quello di mettere insieme i diversi riformisti».

La notizia è che Prodi voterà questa lista alle prossime elezioni del 4 marzo. La dichiarazione di sostegno ha fatto seguito a quella degli amici che sbagliano - Bersani e D'Alema - nei confronti dei quali, nei giorni scorsi, Prodi si era pronunciato in senso critico, per essere fuoriusciti dal Pd ed aver fondato Liberi e Uguali.

L'unità del centrosinistra, per Prodi, è essenziale e per tale motivo l'esperienza di Liberi e Uguali non può che essere negativa, non certo un contributo per vincere le elezioni.

Ma la dichiarazione di voto di Prodi è di per sé anche una dichiarazione critica nei confronti del partito di Renzi. Infatti, il fondatore del Partito Democratico che non vota per il PD ma per un partito della coalizione con è certo un bel viatico per Matteo Renzi che, in pubblico, si è compiaciuto della scelta di Prodi, ma in privato deve aver fatto - come sua abitudine - fuoco e fiamme, pensando a come potersi vendicare dello sgarbo ricevuto. Il "boyscout" Renzi è fatto così.

In una intervista a Radio Capital di questo lunedì, Massimo D’Alema a risposto a Prodi in questi termini: «A Romano Prodi dico, con grande amicizia, che dicendo che vota Insieme voterà per Casini e per Renzi, e ritengo che non sia utile né al paese, né al centrosinistra.»

Ma D'Alema ha anche aggiunto che «è lunare pensare che il Pd vinca le elezioni... Io sono tra la gente e vedo che c’è disagio e sofferenza e quando si sente dire da Roma che tutto va bene questo genera rabbia.»

Categoria Politica
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