Un tribunale americano ha decretato il diritto di restare anonimi per coloro che sul web criticano la propria religione. La vicenda è partita dalla richiesta dei testimoni di Geova di conoscere l'identità di un dissidente, nome in codice Darkspilver, che postava articoli critici verso gli insegnamenti della Watch Tower.

Il magistrato di turno, preso visione dei post pubblicati e non avendo ravvisato contenuti diffamatori, calunniatori od offensivi, ha respinto la richiesta, evidenziando come la mancanza di libertà di parola che c'è tra i testimoni di Geova, e che porta a rischio espulsione, è condizione sufficiente a garantire l'anonimato dell'interessato.

La polemica è nata intorno alla piattaforma Reddit, un sito di social news e intrattenimento dove gli utenti registrati possono pubblicare contenuti sotto forma di testi e video. L'articolo da cui è presa la notizia afferma: "Il primo emendamento protegge il diritto di parlare in modo anonimo- ha detto il magistrato americano Sallie Kim- Darkspilver ha dimostrato di rischiare un danno significativo se la sua identità fosse rivelata pubblicamente o anche se fosse rivelata ai Testimoni di Geova nella sua congregazione".  Il tribunale ha anche affermato che il diritto alla libertà di parola si applica anche se Darkspilver non vive negli Stati Uniti, ma in un altro Paese.

Non è la prima volta che accade qualcosa di simile. Qualche tempo fa i testimoni di Geova avevano chiesto di conoscere l'identità di un loro membro che, su Facebook, pubblicava foto, video e post sulla Watch Tower. Contenuti che evidentemente non erano graditi ai capi del movimento. Anche in quella occasione un tribunale-questa volta spagnolo-aveva respinto la richiesta.

Più recentemente, i testimoni di Geova hanno presi di mira un libro scritto da una ex testimone di Geova, Goodbye Jehowa, che ha avuto un notevole successo di pubblico in Germania. Anche in questa occasione la Watch Tower ha chiesto alla magistratura di sequestrare il libro e di revisionare parti che secondo loro non corrisponderebbe al vero, improvvisandosi editor dei libri altrui. Richiesta respinta ed ennesima sconfitta legale di un movimento che sembra aver dato via a una "caccia alle streghe" contro i dissidenti.