Il DEF, la realtà dell'Italia e le bugie di Renzi

Il DEF, la realtà dell'Italia e le bugie di Renzi

Mercoledì 19 aprile, la 5.a commissione del Senato insieme a quella della Camera - entrambe si occupano di programmazione economica e bilancio - hanno in programma l'analisi del DEF. Per questo, dopo aver sentito l'Istat, nel corso della giornata, nell'ordine, sentiranno in proposito il ministro dell'Economia Padoan, rappresentati della Banca d'Italia, della Corte dei Conti e dell'Ufficio parlamentare di Bilancio.

Perché parlare di una faccenda di per sé noiosa e poco coinvolgente come l'economia e, in particolar modo, di un documento come il DEF che dice poco o nulla, per la sua costituzionale vaghezza, di ciò che farà di concreto il governo mel prossimo anno e in quelli a venire?

Ma perché il solito Matteo Renzi, al momento un signor nessuno che concorre alla segreteria del Partito Democratico ma che guida il governo e la sua maggioranza con un joystick, ieri ha pubblicato su Internet un suo commento sul DEF che, a suo dire, avrebbe smascherato molte bugie.

Riassumendo ciò che Renzi ha scritto, nel documento non c’è "nessun aumento di IVA, né della benzina, né dello zucchero. ... Noi le tasse non le aumentiamo."

Nel DEF - sempre a dire di Renzi - "non c’è nessun buco di Bilancio, ma un bel tesoretto. ... Abbiamo però lasciato molti soldi per i principali provvedimenti di cui l’Italia ha bisogno. Su tutti il fondo da 47 miliardi di euro – che abbiamo costruito nella Legge di Bilancio e voluto come DPCM, cioè come Presidenza – per gli investimenti che il Presidente Gentiloni firmerà nei prossimi giorni. Sintesi giornalistica: abbiamo lasciato un tesoretto, non un buco."

"E il tesoretto – non il buco – contiene anche le risorse per affrontare le tre emergenze sociali, le tre P: pensioni, periferie, povertà."

Quelle sopra riassunte nei virgolettati, le dichiarazioni di ieri di Renzi.

Stamattina alle commissioni bilancio di Camera e Senato, il direttore del dipartimento per la produzione statistica dell'Istat Roberto Monducci ha dichiarato, secondo quanto riportato dall'ANSA: "Nonostante il miglioramento delle condizioni economiche delle famiglie, nel 2016 non si è osservata una riduzione dell'indicatore di grave deprivazione materiale, corrispondente alla quota di persone in famiglie che sperimentano sintomi di disagio. Secondo i dati provvisori del 2016, tale quota si attesta all'11,9%, sostanzialmente stabile rispetto al 2015".

Un'emergenza sociale riconosciuta pure dallo stesso Renzi e che lui, evidentemente, non è stato in grado di risolvere durante il suo Governo.

Adesso veniamo al tesoretto di 47 miliardi. I 47 miliardi fanno parte di un Programma Nazionale di Riforma (PNR) che il Governo utilizzerà per fare il punto dello stato di attuazione delle riforme messe in atto e degli impegni programmatici per il futuro.

AL PNR sono stati destinati 47,5 miliardi di qui al 2032! In pratica, il tesoretto di Renzi è una promessa d'intenti che vede una quota di 25 miliardi disponibile per essere impegnata sulle infrastrutture dei trasporti con somme destinate a ferrovie regionali e rete stradale ordinaria. Altro elemento del PNR è quello relativo allo sviluppo della concorrenza, il cui primo disegno di legge annuale risale al 2015 ed è ancora fermo in Senato ed è in calendario per domani 20 aprile con una probabile richiegsta di un voto di fiducia.

Se fosse esistito un tesoretto reale, addirittura di 47 miliardi, non ci sarebbe certo stato bisogno che il governo Gentiloni si dannase l'anima per cercare in ogni modo di evitare la manovra da 3,4 miliardi di euro imposta dall'Europa per pareggiare i conti della legge di bilancio in essere.

Conti che saranno pareggiati con la trattenuta dell’Iva sulle fatture emesse dai fornitori alle amministrazioni pubbliche, che provvederanno a versarla direttamente all’erario impedendo in radice ogni forma di evasione. Altre risorse arriveranno poi da tagli alle spese dei ministeri, da tasse aggiuntive per tabacchi e gioco d’azzardo e dalla probabile "rottamazione" delle liti fiscali pendenti in ogni grado di giudizio.

Ci sarebbe infine la ciliegina sulla torta relativa al mancato aumento dell'Iva dovuto alle clausole di salvaguardia. Questo, forse, sarà evitato non perché i conti vadano bene, ma perché il Governo intende "sostituire le clausole di salvaguardia con misure sul lato della spesa e delle entrate, comprensive di ulteriori interventi di contrasto all’evasione", senza però averci fatto ancora sapere come questo avverrà.

Qual è la morale? Matteo Renzi continua la sua opera di propaganda disegnando un paese che non esiste. Lo ha fatto da presidnete del Consiglio e adesso continua a farlo da candidato alla segreteria del PD, oltretutto guidando l'attuale Governo tramite editti che i suoi "bravi" eletti in Parlamento recapitano ai rispettivi ministri che vengono bacchettati se si dimenticano di dire e di fare ciò che piace a Renzi.

Ed in quetso momento Renzi è un signor nessuno. Immaginiamo di cosa potrà esser capace una volta eletto anche solo segretario del PD. Una jattura, l'ennesima, che un'Italia in queste condizioni non è in grado di sopportare.

Marzio Bimbi
nella categoria Politica
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