Per anni mi sono dedicato ad accudire alcuni cani randagi abbandonati sui monti. La gente è convinta che il cane abbandonato, magari insieme a tutti i loro cuccioli, possa sopravvivere da solo. Ho visto solo un esempio di questo in almeno 5 anni. Un cucciolo che ritrovai vicino una carcassa di vitello precipitato da un dirupo, vicino ad un fiume. 

Storie tristi che si sono intrecciate insieme ad amici che facevano la stessa cosa e che ho conosciuto sui "monti". Quante volte in pieno inverno, con la neve sono dovuto salire lassù in rifugi improvvisati, con la paura che anche la gente del posto o cacciatori o cercatori di tartufi o semplici "cattivi" li avvelenassero o peggio.

In quel periodo scrissi un artico, Insegnamenti di vita, che fu riprodotto su molti quotidiani. Ci sono particolarmente affezionato anche perché 5 di quei cuccioli sono ancora con me... viventi. Manca Lupo che non è stato mai ritrovato e la sua sposa... che trovai morta avvelenata a 100 metri dalla "tana sui monti". Un pensiero per il mio amico Michele che non è più tra noi e ha dedicato anni della sua vita, fino all'ultimo, ai randagi del "Monte Terminio".

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Legati in strada senza poter scappare e senza acqua, buttati in un sacchetto come immondizia, lasciati in casa soli da chi va in ferie e non ha tempo né voglia di organizzarsi è il destino di molti animali da compagnia che, come ormai da triste consuetudine, vanno verso una fine certa. Un fenomeno quello degli abbandoni estivi costantemente monitorato dalle associazioni animaliste e che viene conteggiato dal Ministero della Salute.
 
Un fenomeno però che, nonostante la sorveglianza, si ripete e cresce ogni anno: "Solo in due settimane a giugno - segnala L'Enpa - abbiamo ricevuto una pioggia di segnalazioni e solo in due settimane a giugno abbiamo recuperato 1000 cuccioli di cane. Soprattutto al Sud".

E non sono solo i cani che vengono abbandonati: i gatti, quasi sempre senza microchip, è più facile allontanarli. E anche qui fioccano le segnalazioni. Oltre al fenomeno dell'abbandono Enpa segnala anche un altro modo che sta sempre più prendendo piede, meno crudele ma certo difficile da accettare per chiunque abbia avuto un cane con se: la cessione ad altri proprietari o alle organizzazioni stesse. Un fenomeno questo che, se per certi versi è comprensibile (decesso di un proprietario, sopravvenute difficoltà economiche post pandemia, etc), per altri versi si configura come un abbandono 'camuffato'. "Tantissime le cessioni, nuova frontiera dell'abbandono, - spiega Carla Rocchi, Presidente nazionale Enpa - frutto spesso di adozioni frettolose e della mancanza di consapevolezza di che tipo di impegno comporti l'accogliere un animale, anche in termini economici".

Enpa a luglio è tornata in 100 piazze italiane per la Giornata nazionale contro l'abbandono. Rocchi, presidente Enpa, ha ricordato in quell'occasione che l'Enpa lo scorso anno ha sterilizzato 13.849 cani e 29.012 gatti, un'azione fondamentale per combattere il randagismo. E sempre nel 2021 sono stati dati in adozione 17.818 cani e 15.412 gatti.

Un fenomeno dunque per il quale si registra uno sforzo enorme da parte di associazioni e volontari ma che resta sempre molto forte. Nei dodici mesi del 2021, nei canili sanitari italiani sono entrati 72.115 cani, 29.194 quelli invece accolti dai canili rifugio. Complessivamente 101.309 nuovi ingressi.

Pubblicati dal Ministero della salute i dati regionali sul randagismo relativi all'anno 2021. Maglia nera degli ingressi al Lazio (9.158 ingressi nei sanitari e 3.384 nei rifugi) seguito da Campania (8.702 e 3.200) e Sicilia (8.192 nei sanitari). Il Ministero della Salute ha pubblicato anche i dati relativi alle nuove adozioni fatte tramite i rifugi pubblici o privati convenzionati. Complessivamente le adozioni sono state 33.981 con la Puglia in testa nella classifica delle Regioni che hanno trovato una casa a un cane (6.259 gli animali pugliesi adottati) seguita dalla Campania (5.526) e dal Lazio (4.693).