Il Lago Maggiore tra storia e cultura

Il Lago Maggiore tra storia e cultura

Quando leggete una fiaba, iniziate un viaggio, un’esperienza, che vi porterà in mondi fantastici con personaggi incredibili, animali parlanti, pupazzi che corrono, e protagonisti che affrontano esperienze uniche e tutto con l’unico scopo di stupire il lettore e fargli passare delle ore piacevoli, un viaggio potrebbe darvi le stesse sensazione, soprattutto se vi trovate in un territorio come il Lago Maggiore.

Posti come Stresa, Verbania, Arona, Angera cattureranno la vostra attenzione, vi ritroverete in posti incredibili, dove perderete il senso del tempo.

E se pensate che sto esagerando, all’ora leggete tutto l’articolo, cambierete idea e l’unico desiderio che avrete sarà quello di visitare questo ‘regno’ e di incontrarne i personaggi. Perciò iniziamo il nostro viaggio: porgete l’orecchio verso il lago e ascoltate il rumore delle onde che si infrangono sul piccolo porticciolo di Stresa. La nostra prima tappa e l’isola Madre, quasi interamente ricoperta da uno splendido giardino, con migliaia di piante, non è possibile rimanere indifferenti, i pavoni bianchi che camminano indisturbati e si avvicinano a voi senza paura, il profumo dei fiori, i colori forti e marcati di ciò che vi circonda vi dà la sensazione di essere a migliaia di chilometri dalla civiltà, invece e tutto dietro l’angolo. Mentre camminate indisturbati con dietro di voi una folla di persone,  tutti con il naso all’insù per ammirare gli splendidi alberi secolari, a un certo punto vi ritrovate davanti a un gioiello architettonico di secoli fa, non potete non rimanere perplessi di fronte a tale bellezza, villa Borromea.

La villa e riccamente arredata, i mobili i quadri e gli splendidi lampadari di cristallo, preziosi e di rara bellezza dai colori forti e decisi ricordano il parco che circonda la villa. La dimora Borromea è ricca di storia e ha visto per secoli passare nelle sue stanze personaggi importanti che hanno fatto la storia d’Europa e dell’Italia. Napoleone Bonaparte e la moglie, l’imperatrice Giuseppina vi soggiornarono una notte, si dice che ne rimasero, cosi contenti che l’imperatrice chiese alla famiglia Borromeo di acquistare l’isola, che la cosa sia avvenuta o no, non è molto importante è comunque una dimostrazione della particolarità del posto e della bellezza e delle emozioni che si provano percorrendo i viali dell’isola e i corridoi della villa.

Il nostro battello è di nuovo in partenza, la nostra seconda destinazione è l’isola dei Pescatori, l’unica ad essere abitata stabilmente tutto l’anno. Appena arrivati sull’isola subito dopo essere scesi sul piccolo molo, la prima sensazione che si prova è quella di essere su un’isola che non ha nulla da offrire, nulla di meno vero, percorrendo i vialetti dell’isola si percepisce subito la forte personalità del territorio e della capacità che ha avuto di conservare la sua identità, i suoi abitanti che per secoli hanno vissuto su questa isola portano avanti il nobile mestiere del pescatore, dando all’isola quella sensazione di vissuto di patrimonio culturale e dalla grande forza.  Non dimenticate di portare il costume, una parte non grande ma sicuramente appropriata e dedicata alla balneazione e non potete perdevi l’esperienza di fare un bagno in tutta sicurezza nel lago Maggiore. L’isola offre anche una vasta scelta di ristoranti e questa la rende perfetta per una sosta e per recuperare le forze prima della visita all’isola successiva.

Saliti in barca la direzione è quella dell’isola Bella, e la prima cosa in cui vi imbatterete, arrivando sull’isola e palazzo Borromeo in tutta la sua maestosità e bellezza, se l’isola bella è la capitale del ‘regno Borromeo’, il palazzo ne è sicuramente la reggia, elegante e imponente non ha nulla da invidiare ai grandi palazzi reali sparsi per l’Italia e per l’Europa. Una volta entrati sarà un grande scalone d’onore ad accogliervi, le grandi sale e la sala del trono, vi racconteranno la storia di questo regno e della famiglia che per secoli lo ha amministrato e che ancora oggi è riuscita ad adattarsi ai tempi, sopravvivendo a guerre, governi ostili e alla modernità. Il percorso di visita vi porterà davanti a una porta vetrata, non grande ma che si aprirà da sola e vi darà l’accesso al cuore di questo ‘regno’, una volta entrati ne uscirete cambiati, vi troverete davanti gli splendidi giardini all’italiana. Fontane e statue, daranno vita a una scenografia che farà cambiare il vostro concetto del bello e del buon gusto. I giardini a terrazze vi guideranno in un percorso fiabesco regalandovi a ogni angolo un paesaggio diverso sul lago. Finito di visitare i giardini non rimane che fare un giro per il borgo, piccolo e affollato è un vero gioiellino, tra bancarelle e negozietti verrete rapiti dalla grande offerta di gadget, e poi non potete perdervi se non lo avete fatto all’isola dei Pescatori, un pranzetto a base di pesce.

Salutiamo le tre isole, ma il nostro viaggio nel ‘regno Borromeo’ non è finito, se volete vedere uno dei balconi naturali più belli del mondo, non potete non prendere la funivia di Stresa, e incominciare a salire verso il Mottarone, vedrete le isole Borromee diventare sempre più piccole e il lago sempre più grande. Arrivati in cima il paesaggio sarà fantastico. Il monte Rosa, le Alpi e i sette laghi che riuscirete a vedere, faranno esplodere la vostra macchina fotografica.

Siete tipi atletici, amate il rischio e siete spericolati?

All’ora il colosso di San Carlo fa per voi, scherzo non serve essere atletici, ma forse un po' spericolati, salire sulla statua che per secoli e stata la più alta del mondo e che è stata presa a modello per quella che oggi è la statua più alta del mondo, la Statua della Libertà a New York, non è cosa da poco. Arrivati ad Arona, il colosso si erge davanti a voi in tutta la sua maestosità, la scala per salire fin sulla testa, inizia a chiocciola  ma poi diventa verticale ed effettivamente un po' faticosa,  ma regala  un altro paesaggio sul lago, non solo bello, ma anche molto romantico, la testa della statua è molto piccola e ci si entra uno per volta, ma una volta arrivati fino sù, si ha la sensazione di avere fatto una conquista, imponente da ormai quattrocento anni è una testimonianza della capacità dell’uomo di creare opere che durano nel tempo.

A questo punto del viaggio non potete non salire in macchina e prima di andare verso casa, passare sull’altra riva del lago, verso Angera, li troverete imponente e fedele la rocca Borromea, possedimento di famiglia fin dal lontano quattrocento. Il museo regala quattro percorsi di visita, le sale storiche, il museo di arte moderna, il museo della bambola, il giardino medioevale.

Il giardino medioevale, da poco restaurato su progetto di antichi documenti, da un’idea della bellezza che la rocca doveva avere, nel momento del suo massimo splendore. I giardini sono una costante dei possedimenti Borromei, e anche se quelli della rocca sono tra tutti, i più semplici, insieme alla rocca ci ricordano la vastità del patrimonio culturale italiano, prezioso e unico, da curare e non dimenticare per poterlo passare alla prossima generazione in tutto il suo splendore. E questa è una responsabilità che abbiamo tutti.

Spero che questo viaggio vi sia piaciuto, vi avevo detto che la lettura di questo articolo vi avrebbe fatto venire la voglia di visitare questi luoghi e sono sicuro che sia cosi, non tanto per il gusto di avere ragione ma perché sono un pezzo di questa Italia che ne i secoli e andata formandosi e che ha arricchito la nostra casa di opere che non possiamo dimenticare, perciò come dico sempre se decidete di fare questo viaggio non dimenticate di portare con voi una grande valigia, per riempirla dei ricordi e delle emozioni che questo viaggio vi lascerà in eredità.

 

Attendere...