L'intimidazione di Forza Nuova a Repubblica figlia della relazione tra informazione e politica

L'intimidazione di Forza Nuova a Repubblica figlia della relazione tra informazione e politica

Alcuni militanti di Forza Nuova, il movimento diversamente fascista o non fascista - che dir si voglia - guidato dal non camerata Roberto Fiore, nel pomeriggio di mercoledì ha dichiarato di aver "assaltato" la sede di Repubblica, al 90 di via Cristoforo Colombo a Roma.

"L'assalto" è consistito nella presenza di poche persone mascherate, qualche fumogeno, una bandiera di Forza Nuova ed un lenzuolo con su scritto "Boicotta Repubblica e L’Espresso". Una roba sconsolante, ma comunque definita "assalto".

Assalto che avrebbe causato addirittura il danneggiamento di una lampada e di qualche piccolo oggetto di arredo davanti all'ingresso del giornale.

Durante la "performance" è stato letto un delirante comunicato che terminava con la richiesta di liberazione di Giuliano, Consuelo e Simone, tre militanti forzanuovisti che a fine dello scorso settembre, nel tentativo di respingere uno sgombero al Trullo, sono stati arrestati per resistenza, violenza e lesioni a pubblico ufficiale.

Come annunciato nel comunicato, l'assalto ordierno è da considerare una "dichiarazione di guerra" contro il Gruppo L'Espresso che, "agli ordini di Soros, Renzi e Boldrini, è la voce di chi sta attuando il genocidio del popolo italiano".

Quello di oggi è da considerare solo il "primo attacco contro chi diffonde il verbo immigrazionista, serve gli interessi di Ong, coop e mafie varie. Da oggi inizia il boicottaggio sistematico e militante contro chi diffonde la sostituzione etnica e l'invasione. Oggi è iniziata la difesa dei patrioti contro il veleno di questi terroristi mascherati da giornalisti."


Quello sopra riportato è il post su facebook pubblicato nel profilo di Forza Nuova che descrive la vicenda.

Definire questa pagliacciata come attacco fascista ed esprimere solidarietà a Repubblica per due gatti che neppure si rendono conto di esser stati solamente ridicoli, sembra sinceramente eccessivo.

Ma va riconosciuto però che adesso, grazie all'informazione serva presente in Italia - che a spregio della verità rappresentata dall'evidenza dei fatti ha raccontato volutamente fischi per fiaschi per promuovere ieri anziani rigoristi e oggi giovani scalzacani alla guida del Paese - finita la spinta innovativa dei 5 Stelle, l'estrema destra di stampo fascita sente di esser percepita come novità dai delusi e dagli arrabbiati che sono giustamente stanchi delle chiacchiere del mago di turno.

La simpatia per chi "mena" o "promette di menare" quelli che, a ragione o torto, adesso vengono visti non più come avversari ma come nemici è sempre più evidente.

Il pericolo - questo sì - che in futuro questi movimenti di estrema destra diventino sempre più numerosi e acquisiscano consensi cavalcando la rabbia della gente per promuoversi è sicuramente reale, se non addirittura inevitabile.

Non esiste modo di fermare questa deriva, oltre a quello di ricorrerere alle sberle? Probabilmente sì, ma sembra irrealizzabile. Infatti, sarebbe sufficiente che dei politici responsabili raccontassero la verità sullo stato del Paese e, senza proclami ma con i fatti, organizzassero una serie di misure che promuovessero, anche nel tempo, una serie di meccanismi in grado di creare dei processi virtuosi di sviluppo.

Ma questo non è possibile, perché forse siamo ormai fuori tempo massimo e perché ciò potrebbe intaccare gli interessi di lobby e affaristi vari.

Di questo disinteresse generale di provvedere ai bisogni della gente ne è riprova, ad esempio, la legge elettorale che è stata approvata recentemnente. Ad inizio legislatura era prioritaria una legge che garantisse la rappresentatività. A fine lesgislatura ne è stata approvata una che garantisce la poltrona.

Anni fa a nessuno sarebbe importato, ma anni fa non c'era la globalizzazione, non c'era l'Europa, non c'era l'euro e non c'era la miseria. Oggi tutte queste cose ci sono, ma i politici italiani e l'informazione che li supporta, incredibile a dirsi, sono rimasti fermi e ben saldi alle garanzie del passato, credendo - a torto - di poter contarvi anche nel presente. Che errore!

Marzio Bimbi
nella categoria Politica
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