Vallo di Diano: solite promesse, soliti volti. La politica del gambero e del calamaro

Vallo di Diano: solite promesse, soliti volti. La politica del gambero e del calamaro

 

Tutto pronto, il 4 marzo si vota. Tutti pronti, le solite promesse e i soliti nomi artefici della disfatta del Diano. Quel Comprensorio antico, oasi di bellezza e di speranza, diventato nel corso degli anni un contenitore di voti di personaggi devoti solo alla poltrona.

Strano ma vero. A ragion di popolo, la sconfitta della politica cieca e opportunista nel Diano ha una lunga tradizione. Da anni infatti, le peripezie e le farse si ripropongono senza scrupoli. Una sanità che oscilla, la giustizia azzerata, pubblica amministrazione ordinaria, insomma sempre meno servizi per i cittadini che subiscono quotidianamente l’egocentricità di una classe politica poco attenta alle reali esigenze.

Questo il quadro drammatico di un comprensorio che a detta di molti non esiste se non sulle cartine geografiche.

Le elezioni si avvicinano e i partiti si mettono in moto per riorganizzare l’organico e dare l’affondo finale per accaparrarsi le poltrone che contano. Dopo i fatti che negli ultimi anni hanno segnato forse in maniera definitiva il Vallo di Diano, depauperato anche della dignità, si spera nella razionalità di un voto oculato e attento, non all' ingrasso dei soliti ma, alla vera riscossa del territorio.

Categoria Politica
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