Secondo un orologio metaforico soprannominato “l’orologio dell’apocalisse”, il mondo è molto vicino alla sua fine. Da chi è fatta questa valutazione? Quali sarebbero le minacce per la sopravvivenza umana? E soprattutto è vero che l’umanità è destinata a scomparire?


Il Doomsday Clock o “orologio dell’apocalisse”, è un'idea degli scienziati della rivista Bulletin of the Atomic Scientists dell'Università di Chicago del 1947 e consiste in un orologio metaforico che misura il pericolo di una ipotetica fine del mondo a cui l'umanità è sottoposta. E’ riconosciuto in molte nazioni e indica quanto l’umanità sia vicina a un’autodistruzione. Secondo il giornale online Il Mattino del 27 gennaio 2021,” restano meno di due minuti (100 secondi) alla mezzanotte… l'ipotetica fine del mondo. ​Quest'anno l'annuncio è stato dato tramite una conferenza “.                                                                       

Come si vede quindi della “fine del mondo” non parlano solo “fanatici religiosi catastrofisti”, ma eminenti scienziati, abituati a ragionare su dati specifici. Da millenni l’uomo subisce l’irresistibile fascino della fine del mondo, o giorno del giudizio.

Fumetti, programmi televisivi, centinaia di film e migliaia di libri hanno raccontato storie che hanno come denominatore comune l’imminenza di una catastrofe...

C’è anche chi di queste cose non vuole neppure sentir parlare e rifiuta in modo categorico l’idea di un’imminente fine del mondo. Però sarebbe un errore pensare che l’umanità non corra alcun rischio, o che solo gli ingenui possano credere che la fine del mondo sia qualcosa di più di una semplice storia da romanzo o da film di fantascienza.  

Le minacce per la sopravvivenza dell’umanità sono sotto gli occhi di tutti. Ecco una serie di analisi su cui gli scienziati basano le loro supposizioni. 

In questi giorni abbiamo avuto varie “conferenze sul clima” dalle quali è emerso che il riscaldamento globale mette in serio pericolo le nuove generazioni, generazioni vicine a noi. Per intenderci i nostri figli e nipoti.

A causa della sua natura egoistica l’uomo ha gestito il pianeta in maniera catastrofica: “Ci sono prove inequivocabili del fatto che l’atmosfera inferiore della Terra, i mari e la superficie terrestre si stiano scaldando. Sin dagli anni ’50 la causa principale del riscaldamento è l’attività umana”. (American Metereological Society, 2012)Inoltre “quasi il 50% della superficie terrestre è stata trasformata dall’intervento umano, con forti ripercussioni sulla biodiversità, i cicli nutritivi e il clima”.  (Global Change and the Earth System)“Circa l’85% delle risorse ittiche mondiali sono sovrasfruttate, esaurite, completamente sfruttate o in ripresa dallo sfruttamento”. (BBC settembre 2012)“Molti scienziati ritengono che la responsabilità per (la prossima estinzione di massa), forse la più rapida nella storia della Terra, ricada sull’uomo”. (Dal sito science.nationalgeografic.com)

Ci sono poi altri problemi. Stiamo vivendo da quasi due anni una pandemia cioè “il rapido diffondersi di una malattia su scala globale, e di conseguenza coinvolge gran parte della popolazione mondiale”. Pandemia per la quale ancora non esiste una cura specifica. Altre malattie poi mietono vittime come le pandemie, malattie come il cancro, infarti e quant’altro.

Un’altra cosa che preoccupa gli osservatori è che nonostante i loro propositi, né le Nazioni Unite né altre organizzazioni sono riuscite ad attuare il disarmo nucleare. 

Alcuni leader ignorano le misure per il controllo degli armamenti. Paesi che un tempo non disponevano di armi di distruzione di massa adesso potrebbero spazzare via una gran fetta della popolazione.

Questa disponibilità di armi nucleari non ha precedenti nella storia dell’uomo, e rende il mondo un posto molto pericoloso anche in periodi di “pace”. Secondo il Bulletin of the Atomic Scientists, “i sistemi autonomi di armamento che sono in grado di uccidere senza l’intervento o la supervisione dell’uomo sono particolarmente preoccupanti”.

E l’elenco potrebbe ancora continuare. 

Ma perché l’uomo così colto, con i progressi scientifici che fa continuamente non riesce a invertire questa rotta? L’uomo ha creato dei computer che riescono a fare cose inimmaginabili solo qualche anno fa. Riesce a mandare navicelle su Marte con una precisione stupefacente. Quando queste sono lassù è in grado di dirigerle da terra. Di nuovo PERCHE’ si mostra così sciocco?

Un uomo vissuto oltre tremila anni fa scrisse, nel libro che porta il suo nome “So bene, o Geova,( Geova forma italianizzata del nome di Dio riportato circa 7000 volte nel V.T.) che l’uomo non è padrone della sua via. L’uomo che cammina non è padrone nemmeno di dirigere i suoi passi” (Geremia capitolo 10 verso 23).

Eccolo il “perché”. E’ una conclusione disarmante per la sua semplicità. L’uomo a causa dell’imperfezione e del suo egoismo semplicemente non riesce a risolvere i problemi che lo sommergono, non ne è capace. Magari lo vorrebbe. Non tutti sono guerrafondai, inquinatori, egoisti, malvagi o quant’altro. Ma nonostante la loro buona volontà, non ci riescono. E’ come osservò il defunto editorialista David Lawrence riguardo alle guerre: “‘Pace sulla terra’: quasi tutti la vogliono. ‘Buona volontà verso gli uomini’: quasi tutti i popoli del mondo nutrono questo sentimento gli uni verso gli altri. Cos’è dunque che non va? Perché c’è la minaccia della guerra nonostante gli innati desideri dei popoli?”  

Ma allora la Terra e tutta l’umanità sono veramente destinate a scomparire? No secondo ciò che dice un antico libro: la Bibbia. Li possiamo leggere che Dio “ha fondato la terra sui suoi luoghi stabiliti; non sarà fatta vacillare a tempo indefinito, o per sempre” (Salmo 104:5) 

“Una generazione va e una generazione viene; ma la terra sussiste fino a tempo indefinito” (Ecclesiaste 1:4) “I giusti stessi possederanno la terra, e risiederanno su di essa per sempre” (Salmo 37:29) “Ci sarà abbondanza di grano sulla terra; in cima ai monti ci sarà sovrabbondanza” (Salmo 72:16)Non sarà la terra ad essere distrutta, Dio che l’ha creata e l’ha data all’uomo come sua dimora ha dichiarato che quando sarà arrivato il tempo “annienterà coloro che distruggono la Terra” (Apocalisse 11:18 versione CEI)

E questi non sono che una piccola parte di brani che parlano di un futuro migliore per il pianeta che abitiamo, tutt’altro che distruzione globale o fine del mondo e dell’umanità. Ma che tipo di futuro ci attende? 

Ebbene, lo si può leggere sempre nella parola di Dio, la Bibbia. E’ scritto pure nell’ultimo libro di questa, quello il cui nome ha preso erroneamente un significato nefasto, un nome usato per descrivere scenari terribili, tanto che anche il vocabolario Treccani lo definisce sinonimo di “catastrofe, rovina totale, fine del mondo”. La parola che evoca tutto questo nell’immaginario collettivo e con la quale è conosciuto l’ultimo libro della Bibbia, è APOCALISSE.

Dicevamo però che non è corretto dare a questa parola un significato nefasto poiché questo non è affatto il suo significato originale. Il sostantivo greco apokàlypsis significa infatti “scoprimento”, “svelamento” e spesso nelle scritture viene usato a proposito di “rivelazioni” di natura spirituale e coerentemente con questo significato, molte traduzioni della Bibbia titolano il libro dell’Apocalisse “Rivelazione”. Cioè niente a che vedere con catastrofi o catastrofismo.

Concludendo, come abbiamo visto da alcuni passi biblici, il mondo non finirà. La terra non sarà mai distrutta. Ma soprattutto l’umanità non solo non è destinata a scomparire, ma a scomparire saranno i problemi che da millenni la affliggono e che hanno raggiunto l’apice nei nostri giorni. Come leggiamo appunto nell’ultimo libro della Bibbia Rivelazione (Apocalisse) al capitolo 21, ai versetti 3 e 4: “… la tenda di Dio è con gli uomini; egli dimorerà con loro ed essi saranno il suo popolo. Dio stesso sarà con loro. Ed egli asciugherà ogni lacrima dai loro occhi, e la morte non ci sarà più, né ci sarà più lutto né lamento né dolore. Le cose di prima sono passate”.

Altro che estinzione, non vi pare?