La soluzione responsabile dei politici responsabili: aumentare le tasse

La soluzione responsabile dei politici responsabili: aumentare le tasse

Dei moltissimi difetti di cui sono forniti i politici nostrani, il principale è quello di non tacere, forse anche supportato in gran parte dalla scarsissima capacità di ricordare ciò che è accaduto in passato che caratterizza la maggior parte degli italiani.

Nel suo solito memento di fine settimana, la Cgia di Mestre stavolta ci informa della contrazione dei trasferimenti di risorse dallo Stato centrale alle amministrazioni locali.

Tra il 2010 e il 2017 la riduzione ha raggiunto quota 22 miliardi di euro. I più colpiti sono stati i Comuni con mancati trasferimenti per 8,3 miliardi di euro, mentre per le Regioni a Statuto ordinario le minori entrate si sono stabilizzate sui 7,2 miliardi. Le Province, infine, hanno subito una diminuzione delle risorse pari a 3,5 miliardi. Ci sono poi le Regioni a Statuto speciale che, pur non subendo alcuna contrazione, è stato loro imposto di accantonare, finora, la non irrisoria cifra di 2,9 miliardi di euro.

E come hanno fatto gli enti locali a "tirare a campare"?

«Con molte meno risorse a disposizione – dichiara il coordinatore dell’Ufficio studi della CGIA Paolo Zabeo – i Sindaci e i Governatori, almeno fino al 2015, hanno reagito agendo sulla leva fiscale. Successivamente, grazie al blocco delle tasse locali imposto dal Governo Renzi, molti amministratori si sono difesi riducendo la qualità e la quantità dei servizi offerti ai cittadini.

Tagliando i trasferimenti a Regioni ed enti locali, lo Stato centrale si è dimostrato apparentemente sobrio e virtuoso: in realtà, il conto è stato pagato in gran parte dai cittadini e dalle imprese che hanno subito un fortissimo aumento del prelievo fiscale.

Il passaggio dall’Ici all’Imu/Tasi, ad esempio, ha incrementato il peso delle imposte sui capannoni mediamente dell’80 per cento!»

Tanto per ricordare al solito smemorato quando tutto questo sia iniziato, è necessario fargli presente che la stagione del rigore e dell’austerità per i
conti pubblici inizia nel 2010 con il decreto legge n° 78, approvato dall'allora governo Berlusconi.

«Nonostante da qualche anno ai Comuni siano stati alleggeriti i vincoli di bilancio grazie al superamento del Patto di stabilità interno – ha aggiunto il Segretario della CGIA Renato Mason - le risorse a disposizione risultano
ancora insufficienti per rilanciare gli investimenti pubblici.

Una misura, quella degli investimenti, che sarebbe indispensabile per ridare fiato ad una economia che in questi primi mesi dell’anno sembra si stia affievolendo.»

Ritornando a quanto accennato all'inizio, provoca un certo disagio fisico sentire in tv o leggere sui mezzi di informazione, le lezioni che questi saltafossi di turno - chiamati politici - danno a famiglie e imprenditori su come risparmiare, fare impresa e investire, quando loro, per affrontare e risolvere qualsiasi problema, ricorrono sempre e soltanto all'unica cosa che hanno sempre saputo fare: aumentare le tasse che altri dovranno pagare!

Categoria Economia
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