Cristianità o cristianesimo: qual è la luce del mondo?  (Filippesi 2:15)

Cristianità: “Il complesso, la totalità dei cristiani” (vocabolario Treccani) quindi l'insieme delle diverse Chiese che si definiscono cristiane, con i loro fedeli e le loro caratteristiche. Secondo alcune stime, pare che il numero degli appartenenti alla cristianità nel mondo si attesti tra 1,5 miliardi e 2,2 miliardi. Organizzato in circa 34.000 diverse religioni.

 In un precedente articolo postato l’11 agosto ho cercato da fare una specie di storia del popolo del Dio della Bibbia suggerendo vari capitoli di questo antico libro.

Ho provato a riassumerla partendo dai primi nuclei famigliari che servivano Dio, poi la nascita della nazione d’Israele e l’inizio del cristianesimo. (fai.informazione.it/0DBD57CD-801A-4E99-B063-BC68FAE2B85C/Cosa-mi-permette-di-non-traballare-davanti-alle-critiche-e-alle-accuse-contro-la-mia-fede)

Lo scopo era cercare di capire quale potrebbe essere oggi il popolo di Dio.                  

Alcuni hanno obbiettato che essendo quella storia troppo generica poteva applicarsi a qualunque organizzazione religiosa. Probabilmente è vero, ma poiché quello era solo un articolo, non mi permetteva di addentrarmi molto in particolari.                                    

Anche con questo secondo scritto non pretendo di riuscire ad essere esauriente, ci vuole altro che un paio di semplici articoli. Si tratta pur sempre di una storia che riguarda milioni di persone in un arco di migliaia d’anni.

Restringiamo il campo parlando quindi “solo” del cristianesimo e della cristianità. 

Per “cristianità” intendo lo pseudo-cristianesimo, in contrasto con il vero- cristianesimo della Bibbia.

Fatta questa premessa quindi cerchiamo di vedere chi potrebbero essere oggi i veri cristiani. Lo storico H. G. Wells nel suo libro Outline of History mette in risalto la differenza dicendo: “È necessario richiamare l’attenzione del lettore sulle profonde differenze fra il cristianesimo pienamente sviluppato di Nicea [325 E.V.] e l’insegnamento di Gesù di Nazaret… È subito evidente che l’insegnamento di Gesù di Nazaret era un insegnamento profetico, del nuovo tipo iniziato con i profeti ebrei… La sua unica organizzazione era un’organizzazione di predicatori, e la sua funzione principale era il sermone. Ma il cristianesimo pienamente sviluppato del IV secolo… era basilarmente una religione sacerdotale del tipo che il mondo conosceva già da migliaia d’anni… un’organizzazione in rapido sviluppo composta di diaconi, sacerdoti e vescovi”.

Il teologo svizzero Hans Küng dice una verità lampante: “si può parlare di vero cristianesimo solo quando persone sincere mettono in pratica gli insegnamenti di Gesù.”

Che dire però se persone ed organizzazioni affermano di seguire Gesù Cristo ma non mettono in pratica quello che insegnò?

Gesù stesso profetizzò proprio questo. Molti avrebbero affermato di essere cristiani. 

A sostegno di questa affermazione avrebbero elencato varie loro attività.

Lo si può leggere nel vangelo di Matteo al capitolo 7 versetti 22 e 23 “Non abbiamo profetizzato in nome tuo, e in nome tuo espulso demoni, e in nome tuo compiuto molte opere potenti?” (o secondo alcune traduzioni “compiuto miracoli”).

Leggiamo come avrebbe reagito Gesù a questi suoi pseudo discepoli: “Non vi ho mai conosciuti! Andatevene via da me, operatori d’illegalità”.

Per dimostrare di essere suoi discepoli e non “operatori d’illegalità”, non era sufficiente dichiararsi cristiani, fare grandi opere, o fare addirittura miracoli. Per essere riconosciuti come tali Gesù stabilì due requisiti fondamentali. 

Primo requisito: “Vi do un nuovo comandamento, che vi amiate gli uni gli altri; come vi ho amati io, che anche voi vi amiate gli uni gli altri. Da questo tutti conosceranno che siete miei discepoli, se avrete amore fra voi”. —Vangelo di Giovanni capitolo 13 versetti 34, 35.

Si, i suoi seguaci devono nutrire amore sincero gli uni per gli altri e per il resto dell’umanità. Nei secoli trascorsi dai giorni di Gesù ad oggi molti, individualmente, hanno soddisfatto questo requisito, ma è anche vero che la maggioranza delle organizzazioni religiose che hanno asserito di rappresentare Cristo non lo hanno fatto. La loro storia non è certamente stata caratterizzata dall’amore. Hanno avuto invece una posizione di primo piano in innumerevoli guerre e conflitti nei quali è stato sparso sangue innocente. A queste organizzazioni religiose ben si applicano le parole che leggiamo nel libro di Rivelazione (Apocalisse) al capitolo 18 versetto 24. Dove possono essere identificate come parte di quella che è chiamata “Babilonia la Grande”. (versetto 21)  

Dalla storia passata apprendiamo di nazioni che si dichiaravano cristiane ma che hanno avuto il ruolo principale nelle carneficine delle due guerre mondiali del XX secolo. Più recentemente, seguaci di cosiddette chiese cristiane sono stati tra i principali responsabili delle inaudite atrocità e del tentato genocidio di cui è stato teatro per esempio il Ruanda nel 1994. “Coloro che si sono combattuti in modo così cruento”, scrive l’ex arcivescovo anglicano Desmond Tutu, “aderivano alla stessa fede. Per la maggior parte erano cristiani”.

Veniamo ora al secondo requisito che il vero cristianesimo deve assolutamente soddisfare. Anche questo fu messo in chiaro da Gesù quando disse: “Se rimanete nella mia parola, siete realmente miei discepoli, e conoscerete la verità, e la verità vi renderà liberi”. — Vangelo di Giovanni capitolo 8 versetti 31, 32.  

Gesù si aspetta dai suoi seguaci che rimangano nella sua parola, cioè che si attengano ai suoi insegnamenti. Il significato stesso della parola discepolo è “colui che segue gli insegnamenti del maestro (Gesù Cristo) e continua l'opera che questo ha iniziato”.

Invece gli insegnanti religiosi che dicevano di seguire Cristo “adottarono concetti greci in misura sempre maggiore”, osserva il teologo Hans Küng. Sostituirono gli insegnamenti di Gesù con idee come l’immortalità dell’anima, la dottrina del purgatorio, il culto di Maria, una classe clericale e altro. Tutte pratiche prese a prestito da religioni e filosofi pagani.

Gli insegnanti religiosi adottarono anche una dottrina incomprensibile (un mistero) come quella della Trinità, elevando Gesù a una posizione che non aveva mai preteso. Ma così facendo distolsero i fedeli dall’adorazione di Colui a cui Gesù aveva sempre rivolto l’attenzione, suo Padre. (Matteo 5:16; 6:9; Giovanni 14:28; 20:17) “Parlando di Dio”, scrive Hans Küng, “Gesù intende l’antico Dio dei padri, di Abramo, di Isacco, di Giacobbe, intende Jahvè … Questo è per lui l’unico Dio”.

Ma quanti sono oggi quelli che, sentendo parlare dell’Iddio e Padre di Gesù, pensano immediatamente a Jahvè, o Geova, come molti traducono questo nome in Italiano? (Vedi vocabolario Treccani).    Poi i capi religiosi hanno trascurato completamente il comando di Gesù di rimanere neutrali in politica.

Se andiamo a leggere la storia dei giorni di Gesù vediamo che la Galilea era “il centro del nazionalismo etnico”, come dice lo scrittore Trevor Morrow. Molti patrioti ebrei ricorsero alle armi per ottenere la libertà politica e religiosa. Gesù disse forse ai discepoli di immischiarsi in simili lotte? No, al contrario disse loro: “Non fate parte del mondo”. (Giovanni 15:19; 17:14)

I capi delle chiese invece di rimanere neutrali hanno concepito ciò che lo scrittore irlandese Hubert Butler definisce “clericalismo militante e politico”. “Quasi sempre il cristianesimo in politica”, scrive, “è anche cristianesimo militarista e quando statisti ed ecclesiastici vengono a patti succede sempre che, in cambio di certi privilegi, la Chiesa benedice le forze militari dello stato”.

E non è forse questo un rinnegare gli insegnamenti del Cristo? 

L’apostolo Paolo avvertì che ci sarebbe stato un allontanamento dal vero cristianesimo. Disse che dopo la sua morte, tra i sedicenti cristiani sarebbero sorti “oppressivi lupi” che avrebbero detto “cose storte per trarsi dietro i discepoli”. (Atti 20:29, 30) Essi avrebbero ‘dichiarato pubblicamente di conoscere Dio’, ma in effetti ‘lo avrebbero rinnegato con le loro opere’. (Tito 1:16) In modo analogo l’apostolo Pietro avvertì che falsi maestri avrebbero ‘introdotto quietamente distruttive sette e rinnegato anche il proprietario che li aveva comprati’. A causa delle loro azioni sbagliate, disse, alcuni avrebbero parlato “ingiuriosamente” della “via della verità”. (2 Pietro 2:1, 2).   

Rinnegare Cristo in questo modo vuol dire “negare il Padre e il Figlio, divenendo apostati e diffondendo insegnamenti perniciosi”, secondo il grecista William E. Vine.

Ma quando cominciarono i falsi cristiani a rinnegare Cristo?

Pochissimo tempo dopo la sua morte.

L’apostolo Paolo avvertì che maestri ingannevoli erano già all’opera nei suoi giorni. Disse che si erano allontanati dagli insegnamenti di Gesù Cristo basilarmente perché non avevano vero ‘amore per la verità’. — 2 Tessalonicesi 2:10.

Finché vissero, gli apostoli posero un freno all’apostasia. Ma dopo la loro morte i capi religiosi si servirono di “ogni opera potente, e segni e portenti di menzogna, e [di] ogni ingiusto inganno” per sviare molti, allontanando sempre più persone dalle verità che Gesù e gli apostoli avevano insegnato. (2 Tessalonicesi 2:3, 6-12) Ben presto, scrive il filosofo inglese Bertrand Russell, la congregazione cristiana delle origini si trasformò in un’organizzazione religiosa “che stupirebbe Gesù e perfino Paolo”.

Per riassumere, ciò che è avvenuto in nome del cristianesimo dalla morte degli apostoli non rispecchia gli insegnamenti del suo fondatore. 

Da qui la distinzione tra Cristianità e Cristianesimo.

Ma come si fa a riconoscerli? Abbiamo detto all’inizio che sono sparsi in circa 34000 organizzazioni religiose, come è possibile esaminarle tutte? Ebbene: non c’è bisogno di fare questo, avendo come parametro l’intera Bibbia composta anche dai Vangeli con gli insegnamenti del Cristo e dei primi cristiani, basta osservare coloro che si sforzano di mettere in pratica ciò che è scritto lì. E non c’è bisogno di cercarli, saranno loro a trovarci mentre svolgono l’opera che il Maestro ha comandato di fare descritta nel vangelo di Matteo al capitolo 24 versetto 14:” Questo vangelo del Regno sarà annunciato in tutto il mondo, perché ne sia data testimonianza a tutti i popoli”.

Venire a conoscenza di questo messaggio, non è molto difficile. Come compresero bene i primi discepoli, doveva essere proclamato “in pubblico e di casa in casa” (Atti 20:20).

CONCLUDENDO: quando incontrate qualcuno che, Bibbia alla mano, vi ferma (pubblicamente) e vi parla del Regno di Dio. Oppure viene a suonare il vostro campanello (di casa in casa) con la stessa Bibbia e lo stesso messaggio. Prima ancora che si presenti a quale gruppo religioso lo associate?