1892: Amore e Anarchia dal Carcere di San Vittore Milano…
Pietro Gori (Messina, 14 agosto 1865 – Portoferraio, 8 gennaio 1911)

(Testo Targa)L'UOMO PERSEGUITATO E INDOMITO
CHE VISSE I BREVI SUOI GIORNI IN PRO DELLE MISERE TURBE
CHE TUTTE LE TERRE SOLCÓ
SPARGENDO LA BELLA SEMENTA DELLA UMANA RESURREZIONE
PIETRO GORI
POETA GENTILE INSAZIABILE SEMPRE
DI GIUSTIZIA E DI VERITÁ
RESTA NEL TEMPO MONITO INCITAMENTO ESEMPIO,
XXX NOVEMBRE MCMXIII
IL FASCISMO LA VIOLAVA MCMXL
IL POPOLO LA RICONSACRAVA
MCMXLVI

"LA LAPIDE A PIETRO GORI RESA INVISIBILE, UN VULNUS CHE IL COMUNE POTREBBE SANARE (E NON LO FA)

Che quello in alto, sulla facciata delle ex Poste di Portoferraio, tra la piazza della Repubblica e la Salita Napoleone, sia un monumento a Pietro Gori lo sanno a malapena i residenti.

La lapide scultorea (peraltro artisticamente pregevole) con l'altorilievo del volto dell'anarchico "pericoloso e gentile", rimane là, appesa a tre metri sulle teste di chi passa, di difficile lettura anche perché bisognerebbe mettersi proprio sulla trafficata strada sottostante e guardare in alto.

Dopo che a Gori la precedente amministrazione aveva "scippato" l'intitolazione della piazzetta prospiciente, la memoria storica di quest'isola attende sempre una riparazione, ad esempio una nuova dedica, come sarebbe ad esempio un 'Largo Pietro Gori', nelle stesse adiacenze, o quanto meno una targa sottostante, da apporre, anche senza cerimonie e pompe, ad altezza d'uomo che trasmetta qualcosa della terza dimensione di quest'Isola a chi passa, oltre la cartolina a due dimensioni della vacanza.

Dato che la distanza dal Palazzo comunale si misura in pochi passi, viene da pensare che non vi sia peggior sordo di chi non vuol sentire"

L'autore scrisse il testo in una cella di San Vittore a Milano ove era recluso in regime di carcerazione preventiva, cosa che puntualmente avveniva alla vigilia d'ogni Primo Maggio in quanto schedato come  pericoloso agitatore anarchico.

Degno sottofondo musicale le immortali e struggenti note del Va Pensiero, dal coro del Nabucco di Giuseppe Verdi.

"Intanto, un suono intona un canto di libertà al ritmo della vita e della sua bellezza!" (by Manlio Amelio)