I testimoni di Geova sono un movimento religioso nato in America alla fine del XIX secolo, all'epoca del "Grande Risveglio Religioso", un periodo in cui gli Stati Uniti diventano la culla di numerosi gruppi fondamentalisti che facevano da contraltare alla Chiesa Cattolica.

Il loro fondatore fu un giovane avventista di nome Charles Taze Russell che, nel 1870, decise di abbandonare la sua religione di appartenenza per "mettersi in proprio" a studiare la Bibbia. Russell, probabilmente, era sincero nelle sue intenzione; cercava davvero una verità che fosse alternativa a quella degli avventisti, pur essendone rimasto pesantemente condizionato, ma la sua giovane età (aveva 18 anni), la mancanza di una preparazione teologica, una crisi mistica che gli procurò forti turbamenti emotivi e una fissa per le profezie lo spinsero a elaborare dottrine bibliche molto dubbie, come quando sostenne che Cristo sarebbe tornato invisibilmente nel 1914.

Lo scoppio della prima guerra mondiale sembrò dargli ragione, se non fosse che, in quello stesso anno, lui e i suoi seguaci erano convinti che sarebbero stati rapiti da Dio e portati in cielo per regnare con Cristo. Invece non accadde nulla e questo causò una prima disfatta del movimento, da cui molti si allontaneranno. Russell però non si arrese e continuò a predicare in lungo e in largo, forte anche della rivista Torre di Guardia che lui aveva fondato per diffondere le sue dottrine. Russell era talmente convinto di avere una missione divina da compiere che nel 1913, durante un discorso in un tempio massonico, affermò di aver conferito con il Grande Architetto dell'Universo, cioè con Dio in persona, che lo aveva incaricato di evangelizzare i popoli della Terra. Quella missione però durò poco, perché Russell morì improvvisamente nel 1916 mentre viaggiava su un treno diretto nel Texas. Ufficialmente per collasso, ma i suoi seguaci avanzarono il sospetto che fosse stato avvelenato perché aveva assunto un atteggiamento ostile verso la Massoneria.

Comunque sia andata, resta il fatto che, dopo la sua dipartita, il movimento entrò in crisi, per poi riprendersi solo quando il suo successore, Joseph Rutherford, prese in mano le redini del gruppo. Il “giudice”, come veniva soprannominato Rutherford per i suoi trascorsi da avvocato, non aveva il carisma di Russell. I fedeli dell'epoca lo definirono un tipo autoritario, collerico e amante dell'alcool. Diventato secondo presidente della Watch Tower, Rutherford mostrò subito di che pasta era fatta finendo in galera per propaganda sovversiva contro il governo americano. Uscito di prigione, impresse all’organizzazione un’impronta sul modello delle grandi imprese commerciali, con tanto attività di proselitismo da farsi porta a porta per portare più gente (e più soldi) nel gruppo. L’entusiasmo iniziale venne sostituito dall’efficienza imprenditoriale della propaganda.

Rutherford battezzò il movimento con il nome di “Testimoni di Geova” (prima si chiamavano Studenti Biblici), elaborò nuove dottrine bibliche, attaccò pesantemente la Chiesa Cattolica e fissò la data per la fine del mondo nel 1925. Il giudice era talmente convinto della sua profezia che, nel 1923, fece costruire una sontuosa villa in California che doveva servire per ospitare i Patriarchi del Vecchio Testamento che sarebbero dovuti tornare per mettersi a capo dell’umanità. Non tornerà nessuno e quella villa diventerà la sua dimora.

Rutherford morì stroncato da una polmonite nel 1942 e il suo posto fu preso da Nathan Knorr, che trasformò l'organizzazione in una vera e propria multinazionale commerciale, con tanto di gerarchie, ruoli, controlli e premi di "produttività". Più che un predicatore, sembrava un uomo d’affari: viaggiò molto, aprì filiali, scuole e congregazioni in tutto il mondo. Con quali soldi fece questo non si capiva, visto che all’epoca il movimento contava poco più di centomila unità in tutto il mondo e le cui contribuzioni sarebbero state insufficienti per un investimento così oneroso. A scoprire dove prendeva i fondi fu un giornale italiano, Vita Appuana, che, nel 1959, entrò in possesso di una corrispondenza tra due massoni in cui si attestava che i testimoni di Geova erano finanziati dalla Massoneria in funzione anti-cattolica. 

La lettera, datata 1922, diceva: “Caro fratello! Questa gente (i testimoni di Geova) ci è molto utile. Noi dobbiamo loro molto denaro versato da fratelli che hanno fatto molti guadagni durante la guerra...La primavera prossima verrà in Europa il signor Rutherford, che farà propaganda con le sue conferenze. La prego di provvedere affinché l'attività degli studenti biblici (nome iniziale dei testimoni di Geova) non venga messa in cattiva luce dalla stampa...I nostri nemici sono i cattolici come pure i protestanti in Europa. I loro dogmi intralciano i nostri piani. Perciò dobbiamo fare di tutto per diminuire il numero dei loro aderenti e metterli in ridicolo”.

Knorr non si limitò solo a prendere soldi dalle mani di persone dalla dubbia moralità, ma introdusse l’ostracismo verso i fuoriusciti e il divieto delle trasfusioni di sangue per i fedeli; fondò un Corpo Direttivo che assunse le sembianze del consiglio di amministrazione di una multinazionale e fissò l’inizio del regno millenario di Cristo nel 1975. La sua profezia si rivelò disastro, perché il mancato adempimento causò un esodo di massa, con un milione di fedeli che abbandonarono l'organizzazione nel giro di due anni.

Knorr morì nel 1977 e al suo posto subentrò Frederick Franz, l’eminenza grigia del movimento, il teologo del gruppo. Sotto la sua presidenza, l’organizzazione consolidò il suo potere sui fedeli. L’uomo riorganizzò il movimento conferendogli una struttura fortemente piramidale, creando una gestione politica in stile orwelliano in cui la libertà individuale era limitata e il controllo della Watch Tower sui fedeli, esercito tramite gli "anziani" locali, era assoluta. 

Per tutti gli anni Ottanta l’organizzazione conobbe una crescita regolare, anche se non eccezionale. I problemi però non mancarono. Nel 1980 alti funzionari della Watch Tower entrarono in rotta di collisione con il movimento e abbandonarono il gruppo, denunciando pubblicamente le pratiche autoritarie, liberticide e coercitive della Watch Tower. Il Corpo Direttivo li definì dei “malati mentali”, dimostrando una spiccata avversione verso chiunque abbandonava la nave per ragioni che potevano essere anche comprensibili. 

Franz morì nel 1992, senza aver fissato una data precisa per la fine del mondo, anche se si continua a mettere l’accento sulla sua imminenza preannunciata da guerre, conflitti, calamità naturali, pestilenze,  criminalità. Come se queste piaghe non fossero mai esistite nella storia e fossero un problema solo di oggi. Dopo la morte di Franz, l'organizzazione è entrata in una fase di profonda crisi causata da difficoltà finanziarie, giudiziarie, organizzative e dottrinali. 

Il terzo millennio si sta infatti rivelando una debacle per i testimoni di Geova che, grazie a una maggior informazione pilotata anche dalla rete, sono finiti sotto la lente di ingrandimento con le accuse di intrecci massonici, collusione con la politica, intrighi finanziari, speculazioni commerciali, copertura della pedofilia, manipolazioni bibliche, morti per divieto delle emotrasfusioni, problematiche legate ai dissidi familiari, aumento dei fedeli con difficoltà psicologiche. Sono state presentate anche interrogazioni parlamentari sull’ostracismo, mentre stanno aumentando le defezioni tra i fedeli e i dissidenti che ricorrono alla rete per pubblicare notizie scomode, fatti inquietanti, lettere segrete, circolari riservate, documenti compromettenti.

Attualmente i testimoni di Geova contano otto milioni e mezzo di fedeli in oltre duecento Paesi. Ma, facendo una stima tra chi entra e chi esce, la crescita media è di centomila nuovi aderenti l’anno. Nel 2020, con la pandemia da Covid che ha impedito loro di predicare e riunirsi, l’organizzazione è calata di cinquantamila unità. Segno che la sua esistenza si basa su un proselitismo capillare e, a tratti, aggressivo, senza il quale, probabilmente, non sopravvivrebbe a lungo termine.