Saranno quasi 400mila i nuovi nati in tutto il mondo nel 1 gennaio 2019, mentre in Italia saranno poco più di 1300. È quanto ci fa sapere l'Unicef in un comunicato d'inizio anno per ricordarci anche che, nel 2017, sono stati circa 1 milione i bambini morti il giorno in cui sono nati e 2,5 milioni quelli morti nel loro primo mese di vita.

Tutto dipende da dove questi bambini nascono. Infatti, se un bambino nato in Italia nel 2019 vivrà probabilmente fino al 2103 – il nostro Paese ha la prospettiva di vita più lunga al mondo insieme a Spagna, Giappone e Svizzera – un bambino nato in Sierra Leone potrebbe vivere, invece, poco più di 50 anni.

Quali sono le nazioni dove sono concentrate le nascite? Per lo più in 8 paesi: in India 69.944; in Cina 44.940; in Nigeria 25.685; in Pakistan 15.112; in Indonesia 13.256; negli Stati Uniti d’America 11.086; nella Repubblica Democratica del Congo 10.053; in Bangladesh 8.428.

Ma come ricordato in precedenza, vi sono bambini che moriranno, la maggior parte, per cause prevenibili come nascita prematura, complicanze durante il parto e infezioni come sepsi e polmonite... una violazione del loro diritto fondamentale alla sopravvivenza.

E questo nel 30esimo anniversario dell’adozione della Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, con cui i governi si sono impegnati, fra le altre cose, a prendere delle misure per salvare ogni bambino, fornendo assistenza sanitaria di buona qualità.

È comunque un fatto che nei tre decenni passati, il mondo abbia assistito a notevoli progressi per la sopravvivenza infantile: il numero di bambini nel mondo che sono morti prima di compiere cinque anni è più che dimezzato. Ma i progressi sono stati più lenti per i neonati: i bambini che muoiono nel primo mese costituiscono il 47% di tutte le morti dei bambini sotto i cinque anni.

In proposito, questo l'appello di Francesco Samengo, presidente di UNICEF Italia: «In questo inizio d’anno, impegniamoci a realizzare tutti i diritti di ogni bambino, a partire dal diritto alla sopravvivenza. Se facciamo degli investimenti per formare e dotare gli operatori sanitari locali di attrezzature, in modo che ogni neonato nasca in mani sicure, possiamo salvare milioni di bambini.»

E a tale scopo, l'Unicef ha promosso la campagna "Every Child Alive" (OGNI BAMBINO E’ VITA), con cui chiede investimenti immediati per portare assistenza sanitaria di qualità, a un prezzo accessibile, a ogni madre e neonato. Ciò include una fornitura costante di acqua pulita ed elettricità alle strutture sanitarie, la presenza di operatori sanitari qualificati durante il parto, sufficienti provviste e medicine per prevenire e curare complicanze durante la gravidanza, il parto e la nascita, e ragazze adolescenti e donne preparate a chiedere una migliore qualità dei servizi sanitari.